Attivando piccoli partenariati locali si favoriscono azioni collettive, esperienze originali di cittadinanza attiva e welfare municipale
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Esperienze di rigenerazione partecipata nella periferia di Pavia

" Qualcosa di Nuovo Sul Fronte Occidentale " , un progetto per la coesione sociale

Tra marzo 2013 e marzo 2016, nell ' ambito di un progetto finanziato da Fondazione Cariplo, cittadini, organizzazioni sociali, Comune di Pavia e Aler sono stati ideatori e attori di proposte per migliorare il Rione Pelizza, un quartiere periferico della città  di Pavia:  feste, eventi,  iniziative per la rigenerazione e l'uso positivo di spazi pubblici.

Il progetto – denominato ” Qualcosa di Nuovo sul Fronte Occidentale ” , diretto dalla cooperativa sociale Centro Servizi Formazione e condotto da un’articolata rete di imprese sociali e associazioni – ha sviluppato diverse azioni a sostegno della coesione sociale in tutta l’area ovest della città .

In particolare, l’azione in Rione Pelizza è stata orientata alla valorizzazione e rigenerazione di alcuni luoghi pubblici sottoutilizzati o male utilizzati, facendo leva sulla volontà  di partecipazione e impegno espressa dagli abitanti e dalle organizzazioni attive in quartiere.
Un modo per costruire un’immagine positiva della zona, per contrastare il degrado e l’isolamento percepiti, per rendere protagonisti e corresponsabili gli abitanti, per sostenere sinergie tra il quartiere e il resto della città . Un lavoro che ha consentito ai cittadini di diventare protagonisti di progetti per il quartiere: eventi effimeri e programmi di rigenerazione e d’uso di beni comuni (parco giochi, campo da calcio, biblioteca, spazi polifunzionali).

Un quartiere di periferia

pausa pranzoRione Pelizza è il tipico quartiere della periferia estrema di una città  italiana di provincia.   Si tratta di aree dove sorgono, affiancati, caseggiati popolari, alloggi di edilizia residenziale pubblica, case e villette a schiera: sono quartieri dormitorio, ma un minimo di approfondimento consente di coglierne una vivacità  inaspettata. Sono spesso caratterizzati dalla presenza di centri di aggregazione e organizzazioni sociali; costellati da luoghi pubblici la cui potenzialità  è sottovalutata; abitati non solo da nuovi residenti ma anche da cittadini di lungo corso che sono forse disillusi ma che se sollecitati esprimono volontà  di partecipazione e impegno.
Attivando piccoli partenariati locali – costituiti da comitati, gruppi informali, associazioni di promozione sociale e di volontariato, imprese sociali, società  sportive, centri di aggregazione giovanile, parrocchie di periferia, negozi di vicinato, sedi municipali decentrate, biblioteche di quartiere – è possibile favorire visibili azioni collettive ed esperienze originali di cittadinanza attiva e di welfare municipale.

Le modalità  d’azione

Occorre operare affiancando a un minimo di visione strategica la capacità  di procedere per piccoli passi: senza anticipare le conclusioni e calare dall’alto le scelte, dando alle persone e alle organizzazioni il giusto tempo per fidarsi e mettersi in gioco, iniziando da eventi simbolici semplici da organizzare e di sicuro impatto, evitando imprese impossibili che rischiano di generare frustrazioni, creando a poco a poco le condizioni per interventi più complessi. Tutto è utile ma nulla deve essere improvvisato; le tecniche e le opportunità  non mancano: camminate di quartiere, chiacchierate in strada sotto un ombrellone, picnic comunitari, giornate di pulizia collettiva, feste, laboratori per bambini, partecipazione organizzata a eventi cittadini…

I risultati

bambiniDopo l’esperienza di rigenerazione del Parchetto di via Martinetti (che Matteo Antonini di Labsus ha documentato qui) e dopo le feste, i laboratori e gli eventi effimeri nella biblioteca di quartiere e negli spazi sociali, l’ultima impresa collettiva realizzata nell’ambito del progetto è consistita nel recupero e nella valorizzazione del Campetto di via Tibaldi, un campo sportivo semi abbandonato e scarsamente attrezzato. Un percorso che ha coinvolto – oltre ai partner del progetto e al Comune di Pavia – singoli cittadini e organizzazioni di volontariato e che si è sviluppato nella realizzazione di interventi di manutenzione, nell’installazione di nuove attrezzature sportive, nella rimessa in funzione dei locali adibiti a deposito-spogliatoio, nella pulizia del campo, degli accessi e dei dintorni, nell’organizzazione di una giornata di inaugurazione con picnic comunitario e giochi sportivi auto-organizzati, nella messa in opera di un servizio di apertura/chiusura e di distribuzione di attrezzature per il gioco: il tutto secondo un piano d’azione realizzato con il contributo dei cittadini e validato da una direttiva del Comune di Pavia.

Come superare le difficoltà 

Le difficoltà  sono parte integrante dell’agire in aree dove la frustrazione e il pessimismo sono diffusi e consolidati e dove spesso mancano empowerment e autonomia: per sollecitare attivazione, per generare fiducia e per realizzare interventi persistenti, occorre mettere in azione animatori di comunità  che possano muoversi con autonomia e flessibilità ; occorre darsi prospettive di intervento pluriennali; occorre muoversi tra le linee delle organizzazioni, degli spazi, delle occasioni, miscelando in modo originale gli ingredienti: ci sono, ma occorre scovarli, valorizzarli, connetterli.

Foto di Marco Cau

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