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Right: cittadinanza attiva anche nella quotidianità  universitaria

The project Right was born in 2014 at the Faculty of Law of Trento thanks to the initiative of a group of students. Aim of the project is the diffusion of an environmental awareness and of the care of common goods.

Right è un progetto per la tutela ambientale nato dal basso, ad opera di tre studentesse universitarie, nel 2014 presso la facoltà  di Giurisprudenza dell ' Università  degli Studi di Trento. Nello stesso anno Right è stato decretato vincitore del premio Caracristi per i risultati raggiunti dal team nella riorganizzazione della raccolta differenziata in facoltà , la predisposizione di nuove isole ecologiche handmade e, più in generale,  l ' opera di sensibilizzazione verso le tematiche ambientali.

Il giovane team con gli anni ha accolto nuovi membri (Chiara Covello, Cinzia Giazzoli, Elisa Contarin, Enrico Avesani, Maria Vittoria Borghetto e Natasa Vuckovic) e non ha smesso di avere l’entusiasmo che lo ha caratterizzato fin dai primi momenti, quando crederci è stato forse più ambizioso. La riorganizzazione della raccolta differenziata in facoltà , la predisposizione di nuovi cartelli e materiale informativo, il collocamento delle isole ecologiche e gli incontri tematici con gli studenti per invogliare ad uno stile di vita più attento nei confronti dell’ambiente sono alcuni dei passi compiuti dal gruppo. In questo cammino, peraltro, non è mai mancato  il sostegno del preside di giurisprudenza, il professor Giuseppe Nesi, della responsabile dello staff di facoltà , la dottoressa Loredana Giacomelli e soprattutto del professore di diritto dell’ambiente, nonchà© delegato per le tematiche ambientali, Nicola Lugaresi.

Right

Sofia Pozzobon, una delle fondatrici, afferma con il sorriso che ” nonostante abbia subito molti interventi estetici, l’anima del progetto è rimasta immutata: tanto entusiasmo, voglia di fare e di migliorare. ” Il nome Right, infatti, si è ispirato alla duplice traduzione del termine inglese, includendo sia il riferimento a qualcosa di giusto, sia il diritto di chiunque ad un ambiente sano ed armonioso. Sofia, inoltre, dinnanzi alla richiesta di definire Right, ha risposto: ” E’ una famiglia, è impossibile non lasciarci il cuore. Io stessa, per motivi personali, mi sono dovuta allontanare per un periodo; poco dopo sono tornata più determinata di prima e sono stata riaccolta a braccia aperte ” . Un’altra componente del gruppo, Chiara Covello, lo ha invece definito come ” un modo per rendere un interesse (individuale) un mezzo di condivisione con gli altri studenti. Personalmente, l’impegno in questo progetto contribuisce a farmi vivere fino in fondo l’università . ”

Dall’esperienza pluriennale del progetto è emerso che l’educazione ambientale non può essere qualcosa di prefabbricato e rigido ma piuttosto si debba plasmare sulle persone. Questo è il principio seguito dal gruppo, anche nella ripartizione del lavoro: ognuno contribuisce secondo la propria disponibilità  e tutti rispettano le necessità  dei propri compagni. In questo modo si è creato un ambiente di lavoro ideale, all’interno del quale tutti collaborano serenamente ed ognuno si sente incoraggiato a presentare nuove idee o proposte di miglioramento.

Un’iniziativa di cittadinanza attiva per il bene comune nella piccola quotidianità  universitaria.

Quel che è bene sottolineare è che gli sforzi del gruppo ed il messaggio veicolato sono indirizzati a studenti, professori e personale della facoltà  ma ciò che si cerca di trasmettere è una cultura ambientale che venga portata anche al di fuori delle mura universitarie. Si potrebbe vedere come un esempio di giovani giuristi che rovesciano il clichà©  del diritto all’azzeccagarbugli, come qualcosa di complicato ed inaccessibile. Questi giovani dimostrano quotidianamente di aver fatto tesoro delle lezioni di diritto costituzionale, di avere colto l’essenza della sussidiarietà  orizzontale e prestarsi a questo bellissimo ideale.

C’è da chiedersi quale sia la risposta da parte degli utenti della facoltà . Secondo Chiara, c’è ancora molto da fare per sensibilizzare, forse meglio educare, ma la strada sembra essere proprio quella giusta. Ci sono delle inevitabili difficoltà : i meccanismi burocratici spesso complicano il lavoro del gruppo, la mancanza di fondi comporta sacrifici non indifferenti e talvolta alcuni studenti, specie i più anziani, non vedono di buon occhio la prospettiva di cambiamento. Il team, però, non demorde e prosegue nella missione con il sorriso e tanta buona volontà .

Fra le prospettive future c’è l’idea di divenire un’associazione studentesca, consolidare Right in facoltà  e, perchà© no, ambire a contribuire al miglioramento anche di altre realtà  universitarie. Uno dei prossimi obiettivi è la partecipazione di alcuni membri del gruppo al progetto di innovazione legislativa e formazione istituzionale Generazione Italia. Passi ambiziosi, indubbiamente, ma il giovane team non sembra scoraggiarsi dinnanzi alla difficoltà .

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