Tra gli obiettivi che gli aderenti al Patto si sono dati c'è il diritto alla preventiva informazione e partecipazione attiva dei cittadini in merito a ogni intervento che si voglia operare sui territori in cui essi vivono
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Nasce il patto di mutuo soccorso

In difesa del territorio

Uno strumento al servizio di chi lotta per la difesa del proprio territorio, contro le grandi opere inutili e contro lo scempio delle risorse ambientali ed economiche. Al centro la partecipazione attiva dei cittadini

Si è svolta nei giorni scorsi a Serre, il paese in provincia di Salerno interessato
in questi giorni da una protesta popolare contro la costruzione di una
discarica, l’assemblea del Patto nazionale di solidarietà e mutuo soccorso, uno strumento al servizio di chi lotta per la difesa del proprio territorio, contro le grandi opere inutili e contro lo scempio delle risorse ambientali ed economiche.
Costituitosi a Roma lo scorso 14 luglio a conclusione della Carovana No Tav
Venaus-Roma, il Patto ha raccolto numerose adesioni di comitati, reti e movimenti, dai No Tav, No Mose, No Ponte al più giovane No dal Molin, dai No Coke Civitavecchia alla Rete nazionale rifiuti zero e al Coordinamento dei Comitati
popolari toscani e liguri per la difesa dell’ambiente, dai Comitati difesa acqua pubblica a Action-diritti in movimento.
Tutti insieme hanno discusso a Serre, all’indomani della manifestazione di Napoli
indetta dalla Rete rifiuti zero in difesa dei territori e della salute, di come continuare a lavorare all’interno di questa cornice che, lontano dai partiti, prova a mettere in relazione le esperienze e le lotte, senza però diventare una sede di elaborazione e definizione di strategie in cui gli aderenti sono tenuti a riconoscersi. Si tratta piuttosto di un ambito dove nascono e circolano proposte
condivise, di un contenitore per valorizzare queste esperienze, per non disperderle e per farne patrimonio comune.
Il Patto è un sostegno per rafforzarle e aiutarle a crescere, un supporto per una
memoria collettiva che non vuole dimenticare i risultati acquisiti e intende ripartire
dalle sconfitte subite, una sede in cui praticare la solidarietà e l’aiuto reciproco.
Il modello che propone è l’unico metodo che è disponibile ad accettare: quello della partecipazione attiva dei cittadini.
Tra gli obiettivi chiari che gli aderenti al Patto si sono dati: il diritto alla preventiva
informazione e partecipazione attiva dei cittadini in merito a ogni intervento che si
voglia operare sui territori in cui essi vivono, condividendone i beni comuni (acqua,
aria, terra, energia); l’utilizzo di sistemi di promozione e di consumo che valorizzino
le risorse territoriali, minimizzino gli impatti ambientali e gli spostamenti di merci e persone, e che non siano basati sullo sfruttamento, in particolare del Sud del mondo; il principio di una moratoria nazionale sulla realizzazione delle grandi opere pubbliche e sulla localizzazione degli impianti energetici (centrali a combustibili fossili, inceneritori, termovalorizzatori, gassificatori, rigassificatori ecc.) sia per la mancanza di un piano energetico nazionale, sia per impedire che la logica degli affari di pochi divori le risorse dei molti; l’urgenza della cancellazione della Legge obiettivo, della Legge delega ambientale, della Legge
sblocca centrali, dei Certificati verdi per gli inceneritori e della radicale modifica del Disegno di legge sull’energia.
Info: www.pattomutuosoccorso.org



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