I cittadini partecipano sempre più numerosi se sono messi nella condizione di scegliere davvero assieme agli altri
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Le nuove frontiere dell’e-democracy

I dati forniti dal CNIPA

La telematica può aiutare lo sviluppo dell'efficienza amministrativa. E, soprattutto, favorire la partecipazione dei cittadini. Ecco i primi passi compiuti dai comuni italiani

Anche in Italia l’e-democracy comincia a rappresentare una importante realtà nei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini. Una risorsa importante, quella telematica, per compiere passi decisi verso un’amministrazione condivisa nella quale siano protagonisti i cittadini insieme alle istituzioni.


Una foto dei progetti


Attualmente sono 56 i progetti in fase di sviluppo per i quali il CNIPA, il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, ha stanziato il 5% dell’importo necessario per realizzarli e un recente rapporto sul loro stato di avanzamento rappresenta anche una foto realistica dell’e-democracy italiana a metà del 27.

Le amministrazioni più impegnate sono al Nord


Le migliori performance sono al Nord-Est, con un avanzamento al 72%, e al Nord-Ovest, con un avanzamento pari al 56%. Viceversa, le pubbliche amministrazioni del Centro e del Sud Italia confermano non solo le differenti realtà che caratterizzano il sistema pubblico in materia di avanzamento di innovazione e tecnologie, ma, in generale, i ritardi e le lentezze di regioni dove la presenza dello Stato non è mai stata limpida e dove la logica della trasparenza amministrativa è scarsamente presente.

 

Il valore delle partnership


La crescita dei lavori risulta fortemente legata al numero di enti partecipanti al singolo progetto. Quando è coinvolto solo un ente il livello di avanzamento del progetto si ferma al 33%, ma quando le aggregazioni superano i sei enti si riesce a raggiungere un livello medio del 59%.


La funzione strategica dei Comuni


Dal quadro tracciato dal CNIPA nella crescita della cittadinanza digitale si afferma in modo deciso la funzione strategica svolta dai Comuni, che ricoprono un ruolo fondamentale nelle moderne politiche di democrazia elettronica. Nei 56 progetti co-finanziati, circa il 61% ha come referente un Comune e i più attivi sono quelli con meno di 1. abitanti. Questa è la dimostrazione che le riforme degli anni Novanta hanno assegnato ai sindaci un ruolo da protagonisti e che è proprio a livello locale che diventa più facile sperimentare occasioni di governance allargata ai8 cittadini.


I temi più ricorrenti


Passando ai contenuti, i temi che hanno avuto maggiore attenzione da parte delle comunità locali sono stati quelli che hanno messo in primo piano la sostenibilità ambientale e la gestione dei piani urbanistici, come il progetto Agenda 21 il Bilancio partecipato. Altri argomenti gettonati sono le politiche famigliari e il tema delle pari opportunità.


Un modo nuovo di partecipare


Quali indicazioni trarre da questo rapporto? Intanto che le Amministrazioni non debbono "far partecipare", ma creare le condizioni per una effettiva partecipazione. Inoltre, che i cittadini partecipano sempre più numerosi se, anziché essere chiamati a condividere scelte fatte da altri, sono messi nella condizione di scegliere davvero assieme agli altri. Se vogliamo, si tratta di una delle possibili declinazioni del ‘favoriscono’ che è contenuto nell’articolo 118, ultimo comma della Costituzione. Il domani per l’e-democracy, specie se darà vissuto come una modalità di attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale, sembra davvero foriero di positive novità.



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