Labsus, comune di Reggio Emilia, cittadini e associazioni: insieme per una " cittadinanza condivisa "
Reggio Emilia 09

Cittadini attivi: pronti, partenza, via!!!

Conclusa a Reggio Emilia la formazione dei cittadini attivi

Il 27 Marzo, presso il centro sociale Orti Montenero di Reggio Emilia, si è concluso il percorso di formazione dei cittadini nell’ambito del progetto di cittadinanza condivisa. Ora si passa all'azione.

Il progetto, promosso dal comune di Reggio Emilia e realizzato da Labsus, ha visto la convinta partecipazione di oltre cinquanta cittadini, tutti accomunati dalla voglia di avviare iniziative autonome di interesse generale. Il primo incontro tenutosi l’11 febbraio è stato dedicato all’introduzione del principio di sussidiarietà orizzontale e ha visto l’intervento del presidente di Labsus, Gregorio Arena. Il secondo incontro, con gli interventi di Francesca Romana Capone e Filippo Ozzola, si è focalizzato sul ruolo che la comunicazione di interesse generale può svolgere e sulla illustrazione di alcune delle best practices raccolte da Labus.

L’incontro del 27 marzo

Il 27 marzo si è tenuto l’ultimo incontro, in cui ognuno si è sentito libero di proporre iniziative e idee progettuali da realizzare concretamente sulla base delle competenze teoriche ormai acquisite. A facilitare la discussione c’era Francesca Romana Capone di Labsus che ha tracciato quelli che dovrebbero costituire i confini dei progetti:

• restituzione alla comunità entro metà maggio;
• continuità nel tempo;
• compatibilità con risorse, tempo e competenze del gruppo.

Quali beni comuni tutelare

Ciascuno ha espresso il proprio parere rispetto al bene comune più meritevole di essere “curato” o semplicemente valorizzato per poi passare, nella fase successiva della discussione, ai modi più efficaci per farlo.

Alcune proposte hanno privilegiato i beni più strettamente materiali, come quelle riguardanti la sistemazione di strade e marciapiedi o la manutenzione del verde; altre, invece, hanno posto l’accento su beni più sociali come le relazioni tra generazioni, il coinvolgimento degli immigrati e l’animazione del territorio.

I progetti prescelti

Alla fine due sono state le idee su cui la platea “attiva” ha posto maggiore attenzione. La prima è stata quella di utilizzare lo spazio dello stesso centro sociale Orti Montenero per rafforzare le relazioni tra generazioni favorendo lo scambio di competenze. La seconda riguarda la riqualificazione del sottopasso di Via Roma rendendolo anche un luogo di animazione territoriale.

Descritte le idee nei tratti fondamentali, bisognava discutere ed analizzare i due progetti nel dettaglio. Per farlo, i partecipanti hanno seguito una delle procedure che Labsus adotta nella descrizione dei casi che si presentano alla sua attenzione: la scheda di analisi preparata dai redattori della sezione "Casi ed esperienze". A Reggio Emillia, però, tale strumento non è stato utilizzato per verificare ex post i risultati raggiunti bensì, ancor prima della realizzazione dei progetti, per stabilire il piano d’azione delle due inizaitive di cittadinanza attiva.

In allegato le due schede di analisi che illustrano nel dettaglio i progetti.

E ora azione…

I gruppi operativi potranno contare sul supporto e la cooperazione del Comune sul territorio, mentre Labsus metterà a disposizione le sue risorse per suggerimenti, idee e supporto scientifico. Il percorso è, dunque, tutt’altro che concluso, e Labsus – seppur a distanza – parteciperà attivamente anche alla fase di realizzazione.

Le premesse sembrano essere le migliori: non resta che augurare a tutti un buon lavoro per un esemplare esperimento di sussidiarietà orizzontale.



ALLEGATI (1):

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