La forte valenza politica della sussidiarietà ne determina le costanti difficoltà applicative
Saggi

Sussidiarietà , Europa e democrazia

Nel saggio di Francesco Bilancia, "Il principio di sussidiarietà in Italia e in Europa e la questione della democrazia partecipativa", pubblicato nella versione portoghese in "Instituiçoes Comunitàrias: instituiçoes pùblicas nao-estatais",EDUNISC, Santa Cruz do Sul, 2009, vengono analizzate le origini del principio di sussidiarietà e la sua progressiva affermazione giuridica, prima in ambito comunitario e poi nell'ordinamento italiano, attraverso la riforma costituzionale del 2001.

L’Autore sottolinea la forte valenza politica del principio, che ne determina le difficoltà attuative, in quanto "è di fatto affidato alle buone intenzioni e al buon senso delle parti in causa".

Le difficoltà legate alla giustiziabilità sono state affrontate a livello comunitario con la creazione di un Protocollo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, per rendere il meno discrezionale possibile la scelta dei giudici nel caso di una presunta violazione dei principi indicati: la procedimentalizzazione consente rende più trasparente l’eventuale sindacato della Corte di giustizia.

Diverso è il caso italiano, in cui la Corte Costituzionale è dovuta più volte intervenire al fine di colmare i difetti strutturali e le ambiguità della legge costituzionale n. 3 del 21.L’Autore si sofferma sulla lettura procedimentale data dalla Corte alla sussidiarietà verticale, che diviene uno strumento di flessibilizzazione anche delle competenze legislative, richiedendo però dei raccordi cooperativi diretti con le regioni interessate, di cui l’Autore individua i profili critici e i problemi ancora insoluti.

Nell’ultima parte del saggio Bilancia si sofferma sulla declinazione orizzontale del principio in esame, che appare sempre più predominante a fronte di una crisi delle istituzioni rappresentative, tanto a livello comunitario che interno. Viene così affrontata criticamente la prospettiva di una partecipazione diretta della c.d. "società civile" ai processi decisionali, così come intesa nel "Libro bianco" sulla Governance europea. Il rischio paventato è che "la partecipazione non sarà mai uguale per tutti" perchè "non tutti gli interesssi coinvolti dlle decisioni hanno la stessa forza, le stesse capacità, le stesse informazioni".

La progressiva crisi della democrazia rappresentativa, così come dei partiti politici, che hanno determinato lo scivolamento verso forme di plebiscitarismo e di manipolazione dei consensi, impongono di analizzare criticamente e attentamente i modelli di partecipazione e di democrazia deliberativa.

BILANCIA F., "O princípio de subsidiariedade na Itália e na Europa e a questão da democracia participativa", in J.P. Schmidt (org.), Instituições Comunitárias: instituições públicas não-estatais, EDUNISC, Santa Cruz do Sul, 29; 176 ss.



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