Nella regione ligure sono radicate diverse concause vitali per il proliferare di un atteggiamento favorevole alla sussidiarietà
Rapporti con le istituzioni

Liguria: un anno di sussidiarietà

Una proposta di lettura della virtuosità di un territorio

Il 2008 è stato un anno importante per la sussidiarietà ligure. Scelte normative ed esperienze concrete hanno concorso alla produzione di un circolo virtuoso che ha coinvolto cittadini attivi ed amministrazioni locali attente allo sviluppo del territorio e del tessuto sociale. Un percorso tutt ' ora in corso e ricco di prospettive.

Labsus ha coperto con diversi contributi le esperienze che riproponiamo in seguito, cercando ora di intepretarle in un quadro sinottico più completo.

I media

La totalità dei casi esemplari di sussidiarietà in Liguria è stata raccolta grazie all’impegno dell’Osservatorio Media di Bologna. In particolare è stata dedicata attenzione alla stampa locale, quale il Secolo XIX, rivelatasi la fonte più importante di notizie, e il Corriere Mercantile.

La presenza massiccia di casi di sussidiarietà sui media locali è già sintomo di una percezione collettiva del fenomeno, che indica sicuramente un allineamento di base tra agenda politica, agenda mediatica e agenda pubblica.

Le norme

Nel territorio ligure sono presenti realtà amministrative sensibili al tema della sussidiarietà orizzontale. Lo dimostra l’approvazione, il 1 agosto 28, della legge regionale 31, Disciplina in materia di polizia locale, che all’art. 31 recita che, nel rispetto del principio di sussidiarietà , la Regione ” favorisce la partecipazione dei soggetti associativi, rappresentativi di interessi collettivi, al processo di individuazione delle priorità d’azione nell’ambito degli accordi di cui al presente articolo, quale strumento di politiche concertate e integrate per il miglioramento della sicurezza urbana ” .

Inoltre, nell’art. 8 della legge si prevede l’utilizzo di forme di volontariato con riferimento esclusivo ad eventi civili, religiosi e ludico-sportivi.

L’attenzione alle dinamiche associative e sussidiare trova conferma in più recenti interventi del legislatore regionale, in particolare nella legge regionale 6 del 9 aprile 29, Promozione delle politiche per i minori e i giovani.

I beni comuni

All’ampiezza dell’intervento normativo corrispondono diversi beni comuni tutelati e valorizzati dall’intervento dei cittadini attivi; dall’analisi dei singoli casi emerge una maggiore mobilitazione in materia di sicurezza, famiglia e infanzia, ambiente.

Spesso la tutela di un bene comune si interseca con la salvaguardia di altri beni, cosìesperienze di tutela ambientale, come a Imperia, dove i carcerati sono impegnati nella cura dei parchi pubblici, o a La Spezia, che vede sempre carcerati e studenti riordinare la spiaggia prima dell’inizio della stagione estiva, promuovono chiaramente forme di integrazione.

Ancora, a tutela della via Francigena la provincia di La Spezia ha stipulato una convenzione con gli alpini, stimolando nuove aree di attività per un’associazione militare, mentre a tutela della famiglia a Costa d’Oneglia (IM) i genitori hanno costruito un parco giochi e a Savona il comitato Mamme per il verde ha riqualificato un’area dedicata ai bambini.

Sempre per i bambini sono molto interessanti le esperienze genovesi di baby sitter e asili nido a domicilio, entrambe stimolate dall’amministrazione locale.

Il tema sicurezza è più complesso, spesso svincolato dalla mera idea di ordine pubblico e legato all’idea di vivibilità urbana. La maggior parte delle esperienze vede protagonisti le associazioni di ex combattenti che vigilano nei pressi delle scuole o dei parchi giochi per proteggere i bambini.

Diverso è il caso delle passeggiate per la sicurezza di Albisola (SV), dove cittadini a turno vigilavano il proprio quartiere in collaborazione con le forze dell’ordine.

Infine un altro tipo di sicurezza: quella sulle strade. Dopo l’istituzione del primo discobus in partenza da Rapallo (GE) si sono moltiplicati i collegamenti tra le principali discoteche e altri centri del Tigullio.

Molte delle esperienze e collaborazioni elencate sono ancora attive, e dunque non si è trattato di episodi sporadici.

Quale ruolo per le istituzioni?

In quasi tutti i casi esaminati, l’iniziativa è partita dall’alto: sono state cioè le istituzioni a sollecitare l’intervento. Anche questo rappresenta un tratto peculiare dell’esperienza sussidiaria il Liguria.

Il principale caso che ha visto l’iniziativa partire dai cittadini è quello di Costa d’Oneglia (IM), dove gli abitanti della frazione hanno chiesto al comune la costruzione di un’area giochi per i piccoli, accompagnando l’istanza con un’offerta di collaborare alla sua realizzazione.

In questa circostanza l’amministrazione locale, non essendo in grado di esaudire la richiesta immediatamente, ha accettato di buon grado l’iniziativa privata.

La virtuosità del territorio

Siamo convinti, a conclusione di questa breve rassegna di esperienze, di trovarci di fronte ad un contesto interessante e virtuoso.

Nella regione ligure infatti sono radicate diverse concause vitali per il proliferare di un atteggiamento favorevole alla sussidiarietà .

La presenza di un territorio sensibile all’interesse comune, di strumenti informativi capaci di dare voce ai fenomeni sociali in corso e infine di amministrazioni lungimiranti, in grado di fornire binari normativi semplici e chiari, stimolano un circolo virtuoso che vede appunto cittadini e amministrazione sempre più in grado di comprendere e condividere i nuovi strumenti democratici garantiti costituzionalmente.



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