La rete come un nuovo modo d'essere della cittadinanza attiva e della PA
Riforme amministrative

La PA “strizza l’occhio” alla rete

Il progetto veneto dell'e-government e la responsabilità territoriale

Nuovi protocolli comunicativi e partecipativi si fanno strada nell’amministrazione. Questo lo scenario emerso dal Convegno di Venezia del 20 novembre. Sempre di più le nuove tecnologie del web 2.0 stanno ridefinendo il modo di essere cittadini attivi e responsabili.

Social network, forum e blog sono i nuovi spazi della partecipazione sociale. L’amministrazione veneta sembra averlo compreso e per questo ha avviato un progetto di e-governement interattivo. La collaborazione interattiva tra privati cittadini e amministrazioni, volta alla difesa dei beni comuni, diventa sempre più evidente. Questo vuol dire operare “nelle condizioni tecnologiche, economiche e politiche realmente date”, come direbbe Benkler. La rete sta diventando, infatti, terreno di confronto.

Il caso demotopia.net

Il progetto demotopia.net si propone di realizzare proprio questo obiettivo. Lanciato dal Consiglio regionale del Veneto nel maggio di quest’anno, demotopia, si propone di coinvolgere sia i cittadini nelle politiche del territorio e sia di avvicinare la politica e le amministrazioni ai cittadini mediante nuovi canali di dialogo.

Il progetto veneto si è proposto anche di dare il via ad un’indagine conoscitiva sulle iniziative più significative nell’ambito dell’e-partecipation. Sede del dibattito è stato il Future centre di telecom italia, a Venezia. In particolare è emerso un interessante esempio di corporate social responsibility, è il caso di Insito, un progetto presentato dall’associazione culturale Izmo.

Si tratta di un’iniziativa nata a Torino che si rivolge a cittadini, enti locali e progettisti per favorire un dialogo tra le parti nella definizione di politiche territoriali. Il primo caso studio è un quartiere nei dintorni del Tyc, Torino Youth centre.

E’ stata progettata una piattaforma digitale (wiki) a cui ognuno può avere accesso comodamente da casa; ognuno potrà inserirvi dati relativi al quartiere in cui vive. La piattaforma raccoglie, categorizza e colloca geograficamente le informazioni. Queste diventano la base di progetti e politiche del territorio. I cittadini sono, nello stesso tempo, sia una “comunità di utilizzatori” delle informazioni che apportatori di conoscenze, perché depositari della storia del luogo in cui vivono.

Gli obiettivi del piano

Creare un senso di appartenenza, collettività e identità per realizzare progetti di sviluppo territoriale condiviso e sostenibile, è la sfida di Insito. Non si tratta solo di raccogliere informazioni sul web, ma anche di creare dei veri e propri laboratori in cui i cittadini possono collaborare face to face, per via del digital divide.

Per questo il progetto si compone anche di una parte tangibile, che prevede: la deriva urbana, una passeggiata volta al “disorientamento emozionale”, ossia guardare gli stessi posti ma con occhi diversi; oppure, interviste a staffetta, in cui i cittadini raccontano le proprie esperienze, social mapping, ed infine sono previsti anche focus group, in cui si discute sui vari progetti territoriali.

Tutti i cittadini, studenti, lavoratori, turisti o residenti forniscono informazioni differenti che derivano da una diversa percezione degli spazi, tutto ciò arricchisce e migliora l’intervento delle amministrazioni che ricevono informazioni concrete sul territorio in cui operano.

Gli esempi di demotopia e di insito dimostrano come il virtuale sempre di più s’intreccia con il reale, dando vita a progetti di e-democracy.




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