L'Urban Act tutela sia il decoro urbano che l'urban street art
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I writers e la Capitale

Accordo tra Roma Capitale e Walls per la tutela del decoro urbano

L’arte dei graffiti se legalmente autorizzata rappresenta una risorsa per tutti, perché contribuisce a dar nuova vita ad intere periferie metropolitane e permette a giovani artisti di esprimersi; per realizzare questi obiettivi c’è sempre più bisogno di un cambiamento culturale che soffi sul vento della partecipazione attiva. Qualcosa inizia a muoversi…

L’amministrazione capitolina si sta occupando a più riprese dell’annoso problema del degrado urbano e del decadimento in cui versano intere aree della città eterna.
Labsus si è interessata più volte all’argomento soprattutto in occasione delle ordinanze emanate dal comune di Roma ed entrate in vigore lo scorso febbraio con l’obiettivo di fungere da deterrente per la reiterazione di comportamenti vandalici nei confronti degli spazi comuni della nostra città.

Certo la repressione di atteggiamenti sbagliati non può essere l’unica soluzione, ad esempio per quanto riguarda il proliferare di pseudo graffiti e scritte sui muri non è sufficiente quanto previsto dall’ordinanza numero 38 che ha per oggetto le “Disposizioni per contrastare atti vandalici danneggiamento e/o di imbrattamento del patrimonio pubblico e della proprietà privata”.

Infatti si è notato come sia difficile sanzionare effettivamente questi atti, a meno di non prevedere una vera e propria task-force per ogni quartiere, impegnata esclusivamente nel multare graffitari dell’ultima ora.
Fortunatamente sia l’amministrazione che i cittadini si sono resi conto di come i writers possano invece costituire una risorsa per la nostra città. Molto spesso si tratta di veri e propri artisti che hanno contribuito con successo a dar nuova vita ad alcune grigie aree delle periferie capitoline.

Proprio recentemente si è giunti ad un accordo quasi storico tra il sindaco Alemanno e l’associazione Walls. Si tratta dell’urban act il primo patto tra Roma capitale e i writers che si preoccupa non solo di tutelare il decoro urbano ma anche di valorizzare l’urban street art. Saranno individuati, con la collaborazione diretta dei municipi e dei cittadini, ben settantasei muri su cui sarà possibile scrivere legalmente.

Questa soluzione arriva a conclusione di un percorso virtuoso basato sulla collaborazione tra le istituzioni locali e la libera iniziativa di cittadini attivi che nel corso degli ultimi tempi si sono spesi per dire basta all’imbratto selvaggio di mura storiche della capitale.

Alcune iniziative hanno contribuito ad allargare il raggio del dibattito ed hanno avuto eco non solo locale, come il progetto Retake Rome, letteralmente riprenditi Roma, in collaborazione con la fondazione Garibaldi; un buon esempio di quelle best pratices che costituiscono il motore della partecipazione attiva alla tutela del nostro spazio comune con l’incremento di modelli di sussidiarietà orizzontale fino a coprire spazi più vasti all’interno dell’agenda politica.

Inoltre per dare colore alle giornate autunnali si è deciso di sfruttare il trend positivo dovuto alla inedita collaborazione con gli appassionati di graffiti dando vita ad un vero e proprio urban contest, nella suggestiva cornice del Circo Massimo, dove sono state allestite delle pareti su cui gli artisti si sono sfidati a colpi di street-art.



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