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Sostenibilità

Briganti di comunità

A Cerreto una cooperativa di comunità riqualifica un antico borgo

La cooperativa dei Briganti di Cerreto costituisce un esempio virtuoso di partecipazione proveniente dal basso. Per garantire una sopravvivenza al proprio paese, i soci dell ' associazione hanno messo in piedi un progetto di recupero e sviluppo di un borgo antico basandosi sul turismo di comunità il quale ha permesso agli abitanti di sentirsi parte attiva di una collettività che pone alle basi del proprio sviluppo la rivalutazione delle tradizioni e dei territori.

Come gran parte delle piccole realtà appenniniche, il comune di Cerreto Alpi ha sofferto lo spopolamento, in larga misura giovanile, dagli inizi del secolo scorso. Nel 25 alcuni giovani, dai 2 ai 35 anni, decisero di fondare la cooperativa dei Briganti con il fine di creare posti di lavoro ed evitare il progressivo trasferimento degli abitanti verso centri più grandi che potessero offrire maggiori opportunità occupazionali. La società oggi conta 16 iscritti e la metà di questi ha trovato lavoro a tempo pieno all’interno della cooperativa. Tramite il progetto del turismo di comunità , i soci hanno saputo conciliare occupazione e riqualificazione del territorio. Il risultato è sorprendente: nell’ultimo anno 14. persone hanno visitato il paese recando un introito economico che è stato reinvestito nelle attività della cooperativa col fine di migliorare i servizi che essa offre. In modo particolare, sono stati apportati miglioramenti al circolo ricreativo, che costituisce il centro di aggregazione del paese, e al rifugio locale nel quale vengono accolti i visitatori.

Coinvolgimento del turista all’interno della comunità

Il turismo di comunità messo in atto dai Briganti parte da un presupposto essenziale: non abbandonare il luogo ma sfruttare tutte le sue potenzialità per sopravvivere e progredire nel rispetto della natura. Lo scopo è quello di continuare a tenere vive tradizioni e identità ; riscoprire radici storiche, sociali e umane coniugandole con una proposta folcloristica opportuna e lontana dal consumismo turistico di massa. Le attività su cui si concentra la cooperativa sono proprio rivolte a coinvolgere i visitatori all’interno della comunità in senso lato. Un particolare interesse, ad esempio, è rivolto alla cura ed allo sfruttamento dei castagneti: i giovani della cooperativa preparano il terreno per la raccolta che viene poi materialmente eseguita dalle persone anziane. Le castagne vengono infine trattate in un essiccatoio ed offerte il venerdìe il sabato ai turisti cui vengono raccontate le storie narrate un tempo dai pastori. Il turista viene dunque coinvolto all’interno della comunità locale attraverso delle modalità di condivisione che abbattono le barriere esistenti tra visitatori e oriundi.

I Briganti come modello di riferimento

Nel corso delle Giornate dell’economia cooperativa tenutesi a Gennaio, Legacoop ha presentato il progetto delle cooperative di comunità il quale si pone lo scopo di contrastare il degrado e l’abbandono cui sono condannate alcune realtà locali. Una di queste cooperative è proprio quella dei Briganti di Cerreto i quali sono stati encomiati per la loro attività . In modo particolare Edoardo Patriarca, presidente del CNEL, ha sottolineato come, di fronte al progressivo sgretolamento del welfare, le cooperative costituiscano una risposta responsabile da parte della società civile. L’esperienza dei Briganti ha avuto anche una risonanza internazionale: nel Settembre 29, Silvia Altmark, assessore del Ministero del Turismo dell’Uruguay, ha incontrato la cooperativa di Cerreto per approfondire i propri studi sul turismo responsabile. Problematiche quotidiane come gestione del territorio, tutela dei beni comuni, occupazione ed assistenza trovano dunque una risposta efficace nell’auto-organizzazione promossa dai cittadini attivi i quali, tramite progetti sempre più innovativi, valorizzano l’importanza della cooperazione come modello di partecipazione democratica.



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