Costruire un'alternativa economica rispettosa dell'ambiente e dell'uomo è un'esigenza di tutti
Sostenibilità

CAE: un’altra economia è possibile

A Roma il primo spazio in Europa dedicato alla promozione di un consumo consapevole

Nel cuore di Roma, all'interno del Campo Boario dell'ex mattatoio a Testaccio, è in vita dal 2000 una vera e propria piccola città , nata da un lavoro concorde del Comune di Roma e di quaranta organizzazioni no profit, che propone un modello di economia e di sviluppo alternativo: dall'agricoltura biologica alle energie rinnovabili e al riciclaggio, dal turismo responsabile alla comunicazione aperta, la Città dell'Altra Economia (CAE) ha lo scopo di avvicinare cittadini e istituzioni nella valorizzazione delle risorse comuni e nei metodi del loro utilizzo.

Il progetto della Città dell’Altra Economia nasce più di dieci anni fa, quando l’amministrazione comunale di Roma, e in particolare l’Assessorato ai lavori pubblici e alle periferie concorda con il Tavolo dell’altra economia, un gruppo di quaranta associazioni no profit di diversi settori, la riabilitazione di uno spazio abbandonato per farne un centro a gestione partecipata di economia alternativa, sottraendolo cosìal rischio della speculazione.

Mag Roma, l’Occhio del Riciclone, Altre Visioni, Energetica, AIAB sono solo alcuni dei nomi delle organizzazioni che, riunite attorno al tavolo della ricerca e del sostegno di modi diversi di produzione, consumo e lavoro, svolgono un’imprtante attività di offerta di servizi, informazione e sensibilizzazione dei cittadini al tema dell’eticità dell’economia, utilizzando il criterio dell’ampia partecipazione, oltre che nella progettazione, anche nella gestione della Città .

Questo spazio si adegua perfettamente alla legge regionale sull’Altraeconomia approvata dalla Giunta regionale del Lazio nel 28, che stabilisce principi e ambiti di applicazione delle attività che rientrano nella categoria “altra economia”, e cioè: agricoltura biologica, produzione di beni eco-compatibili, consumo critico, finanza etica, risparmio energetico e energie rinnovabili, riuso e riciclo dei materiali, sistemi di scambio non monetario, software libero e turismo responsabile.

Roma è la prima città in Europa che può vantare un progetto con questi contenuti e di tali dimensioni: lo spazio occupa 35 metri quadrati, all’interno dei quali vengono messe in atto molteplici iniziative. Alla vendita ed esposizione di prodotti biologici e equo&solidale, si affiancano il riuso e la rielaborazione dei materiali comunemente definiti “scarti”; diverse iniziative di sensibilizzazione per adulti e bambini sulle tematiche energetico-ambientali, poi, si alternano a incontri per lo scambio di informazioni e all’organizzazione di visite “cicloguidate” delle zone storiche di Roma.

L’obiettivo dell’economia solidale, che tutela l’ambiente, il lavoro e il sapere, e l’intento di avvicinare i cittadini alle istituzioni nel portarlo avanti, fanno del CAE un efficace esempio di sussidiarietà , in cui la condivisione e la collaborazione diventano parti essenziali di una nuova visione del mondo del commercio.

La Città dell’Altra Economia, dopo anni di attività con risultati più che soddisfacenti, si è trasformata nell’ultimo periodo, a seguito di alcune vicissitudini, in un progetto totalmente autonomo che continua ad operare grazie soprattuttto al sostegno del Municipio I di Roma e della Provincia, e che ha assunto il nome di Città dell’Altra Economia 2..

Il modello dell’economia basata sulla sostenibilità , tutela dell’ambiente e rispetto del lavoro di cui si fa portatrice è una ricchezza che bisogna non solo saper apprezzare, ma anche diffondere e sostenere: l’alternativa è possibile, ma indispensabile è la collaborazione di tutti.



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