Le organizzazioni civiche, sebbene considerate rilevanti nel processo di integrazione europeo, sembrano avere delle difficoltà nel riconoscersi in questo ruolo
Oltre i confini

Politiche comunitarie ed organizzazioni locali

Un'analisi su scala locale dei circuiti partecipativi comunitari

Fondaca, la Fondazione per la cittadinanza attiva si propone di verificare in che modo il diritto di iniziativa popolare, introdotto dal Trattato di Lisbona, ha permesso un maggior coinvolgimento delle organizzazioni operanti nella società civile riguardo ai processi decisionali.

Scarsa informazione sull’iniziativa legislativa

Il campione sottoposto a indagine è composto di 5 organizzazioni locali, autonome o collegate ad associazioni ad ombrello o ad associazioni nazionali. I campi in cui esse agiscono sono vari ma la percentuale maggiore è costituita dal settore socio-assistenziale.
Per quanto concerne l’iniziativa legislativa dei cittadini, una delle principali novità introdotte dal Trattato di Lisbona, il 46 percento delle organizzazioni intervistate afferma che è disponibile ad attivarsi per avere conoscenze più dettagliate sul tema e la stessa percentuale dichiara che potrebbe partecipare e sostenere l’iniziativa se presa da altri soggetti. Vi è dunque un atteggiamento positivo nei confronti della partecipazione attiva a livello comunitario ma la constatazione di un’incompleta informazione da parte dei canali comunitari non permette alle organizzazioni di agire al meglio. Infatti, solo poche associazioni ricevono un’informazione continua tramite il sito europa.eu e le notizie che provengono da quest’ultimo canale sono ritenute a volte poco chiare.

Le organizzazioni richiedono maggiore accesso alle risorse

Nell’intervista viene chiesto alle organizzazioni di elencare le modalità attraverso cui esse possano essere coinvolte in modo maggiore all’interno dei processi decisionali comunitari. Il 72% dei rispondenti ritiene molto rilevante la partecipazione a bandi per il finanziamento di progetti accompagnata dal supporto per l’elaborazione degli stessi. Tuttavia un’alta percentuale è stata riscontrata anche riguardo alla necessità di una maggiore informazione e riguardo all’adesione ad eventi che si svolgono a livello comunitario. In ogni caso, le attività legate al reperimento di risorse sono considerate come la miglior strada da percorrere affinché la partecipazione delle organizzazioni civiche locali possa divenire un elemento qualificativo di eccellenza del sistema europeo. I temi considerati estremamente importanti, dunque suscettibili di maggiore attenzione da parte delle politiche europee, sono strettamente connessi con le attività delle singole associazioni; quelli menzionati in percentuale maggiore nel questionario risultano essere welfare, Europa, immigrazione, ambiente e sanità.

Come può migliorare l’Unione Europea?

Dall’analisi dei dati dell’intervista risulta palesemente la volontà delle organizzazioni di ottenere un proprio ruolo ben definito all’interno dei processi decisionali così com’è emersa anche l’intenzione delle stesse di voler agevolare la propria partecipazione all’iniziativa legislativa tramite progetti comuni condivisi. Tuttavia i canali attraverso cui l’Unione permette il coinvolgimento delle associazioni non sono ben definiti o comunque poco reclamizzati. Una soluzione potrebbe essere quella di prevedere, per le iniziative di dibattito e discussione, una quota significativa di organizzazioni locali da accompagnare a quelle nazionali già presenti. Un settore da migliorare in modo significativo è quello dell’informazione la quale non dovrebbe essere fine a se stessa; filtri comunicativi efficaci come newsletter, calendari e contatti diretti dovrebbero condurre le organizzazioni locali a divenire i soggetti interlocutori primari dell’Unione affinché possa ridursi la distanza spaziale ed istituzionale che intercorre tra Europa e singole realtà nazionali.



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