La Carta riafferma i diritti di godimento su quei terreni diventati patrimonio personale dei sovrani
Oltre i confini

La Carta della Foresta

Tutela dei beni comuni

Gelosamente conservata nel cuore della storica città di Lincoln, la Carta della Foresta (Charter of Forest) del 1217, primo documento costituzionale sulla tutela dei beni comuni, rappresenta un testo di inestimabile importanza.

Emanata al tempo di Enrico III, in concomitanza alla revisione della Magna Carta nel 1217, ricordata anche come la “Carta dell’Uomo Comune”, è il primo documento a concedere il libero accesso e il diritto di proprietà , al di là della nobiltà e del clero, a tutte le persone libere.

Custodite nel Castello di Lincoln, l’unico posto in cui è possibile ammirare insieme i due documenti, la Magna Carta e la Carta della Foresta dovrebbero quindi essere considerate come perfettamente complementari, ma la pubblicistica internazionale sembra essersene completamente dimenticata.

La Carta, rompendo quel trend che a partire del 12 aveva visto i sovrani Inglesi emanare una serie di atti espropriativi dei diritti storicamente concessi agli inglesi di accedere liberamente nelle “foreste”, si indirizza a tutti gli uomini liberi – every free man – e ne riafferma i diritti di godimento su quei terreni ormai diventati parte del patrimonio personale dei sovrani.

Every free man shall agist his wood in the forest as he wishes and have his pannage. We grant also that every free man can conduct his pigs through our demense wood freely and without impediment to agist them in his own woods or anywhere else he wishes“.

Per comprenderne l’importanza, il testo deve comunque essere necessariamente contestualizzato alla realtà medievale in cui è stato emanato. Il termine “foresta” deve essere inteso nel suo senso più ampio, che faccia riferimento non solo al suo significato relativo all’esistenza di un territorio boscoso, ma che comprenda in realtà aree di caccia, terreni incolti e addirittura aree in cui potevano essere localizzate villaggi e città .

Inversamente, il riferimento agli uomini liberi ha una portata più limitata, considerando l’esistenza del regime feudale, solo il 1 per cento rientrava in effetti in tale categoria.

Ma ciò non ne sminuisce la sua importanza. In un’epoca di diritti feudali, il testo è chiaramente un radicale cambio di tendenza. In più, nonostante la Magna Carta sia oggi considerata il documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini, in realtà la stessa si limitava all’enunciazione dei diritti dei baroni. La Carta della Foresta si spinge oltre, facendo invece riferimento alla gente comune, to every free man.

Una speciale Corte venne addirittura istituita per assicura il rispetto di tali previsioni. Ma, a partire del regno dei Tudor, quest’ultime perdono parte del loro valore e lo stesso termine foresta finisce per acquisire il significato moderno, restringendo cosìl’applicazione della stessa Carta. Nonostante tutto, alcune clausole delle leggi della Foresta rimasero in vigore fino al 197 e una speciale corte esiste ancora oggi per il territorio di New Forest e Forest of Dean.



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