La Costituzione riconosce la forza vincolante del principio di sussidiarietà orizzontale
Oltre i confini

Costituzione polacca in difesa dei beni comuni

La difesa dei beni comuni

Raro esempio nel panorama europeo, la Costituzione Polacca del 2 aprile 1997 ha fatto del principio di sussidiarietà uno dei principi fondanti i diritti fondamentali dello Stato.

Il principio, enunciato nella sua accezione più ampia nel preambolo, stabilisce negli art. 82 e 86 della Costituzione un preciso obbligo a carico dei cittadini, secondo cui “E’ dovere del cittadino polacco la fedeltà alla Repubblica Polacca e la cura del bene comune” (art. 82) e “Ciascuno è obbligato ad avere cura delle condizioni dell’ambiente ed è responsabile dei peggioramenti provocati” (Art. 86).

La Costituzione polacca introduce cosìuna radicale affermazione del principio di sussidiarietà orizzontale, tanto più radicale se considerato in riferimento al passato regime comunista.

La disciplina del principio di sussidiarietà

Il legislatore costituzionale polacco – inserendolo nel preambolo del testo costituzionale- fa del principio di sussidiarietà uno dei principi fondamentali dello Stato.

Così, enunciato nella sua accezione più ampia, il legislatore costituzionale statuisce:

“noi Popolo Polacco- tutti i cittadini della Repubblica (…) approviamo questa Costituzione della Repubblica Polacca quale diritto fondamentale per lo Stato, fondato sul rispetto della libertà e della giustizia, sulla collaborazione delle autorità , sul dialogo sociale, nonché sul principio di sussidiarietà al fine di consolidare i diritti dei cittadini e delle loro comunità . Facciamo appello a tutti coloro che applicheranno detta Costituzione per il bene della Terza Repubblica, affinché si adoperino a ciò avendo cura di rispettare la naturale dignità dell’uomo, i suoi diritti alla libertà e il dovere di solidarietà con gli altri e perché considerino il rispetto di tali principi quale fondamento intangibile della Repubblica Polacca”.

Il principio seppur ormai di rango costituzionale rimane orfano di una puntuale definizione. Dibattuta la sua natura giuridica, spetta oggi alla Corte Costituzionale polacca delinearne gli ambiti applicativi. La quale, limitandosi ad un puntuale riferimento allo stesso, non lo ha ancora formalmente “riempito di contenuto”.

Tuttavia, anche se l’introduzione nel preambolo costituzionale continua a creare dubbi interpretativi circa la sua natura e forza giuridica, una lettura congiunta con gli art. 82 e 86 della Costituzione, potrebbe sciogliere alcuni nodi del dibattito.

Il riferimento all’obbligo in capo a tutti i cittadini della “cura del bene comune” è un’evidente attribuzione di valore e riconoscimento della forza vincolante dell’applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale.

Il passato comunista

Con la caduta del regime comunista nel 1989, ben otto anni di vuoto costituzionale hanno preceduto l’entrata in vigore nel 1997 del Testo costituzionale polacco.

Il dettato costituzionale segna il superamento della dottrina comunista. All’esistenza di uno Stato apparato totalitario e di un supremo “bene collettivo” si oppone l’affermazione dell’identità del singolo individuo, a cui afferiscono diritti e doveri propri.

Cosìa un’idea di Stato dominante la sfera economica e politica, che in cambio di un’obbedienza assoluta al partito sceglie e agisce per conto dei cittadini e provvede a garantirne tutti i servizi sociali di base, subentra la retorica democratica con il pieno riconoscimento dei diritti personali, civili, politici e sociali dei cittadini e l’affermazione di un’economia di mercato a garanzia della libertà economica fino a quel momento negata.

Ma il testo va oltre l’affermazione degli stessi principi democratici. Contro l’idea di uno Stato assistenzialista, nell’ordinamento polacco, il cittadino non può semplicemente rivendicare il rispetto e pretendere il godimento del bene comune. Egli stesso è obbligato a difenderlo e a farsene carico.

Certamente, la radicalità del cambiamento è tanto evidente quanto maggiore era la necessità di segnare una cesura con il passato regime comunista; eppure stupisce come la stessa declinazione abbia trovato un’applicazione cosìcogente.

Il bene comune

Non esiste una definizione condivisa del concetto né è ancora chiaro quale debba essere il preciso ruolo dello Stato e del cittadino in merito.

La ricerca del bene comune è ancora “an on-going project e come tale oggetto di un importante dibattito. Dibattito che assume un significato ed una valenza maggiore se contestualizzato nell’esperienza di un paese post-comunista.

Le rivoluzioni del 1989 e del 1991 hanno proiettato il cittadino verso una visione del bene comune completamente rivestita di retorica democratica e quindi scevra del ruolo totalizzante prima svolto dello Stato-apparato.

Ed è proprio contestualizzando il dettato costituzionale polacco che la lettura congiunta tra il principio di sussidiarietà statuito nel preambolo e gli art. 82 ed 86 Cost. permettono un’interpretazione di più ampio respiro: Il dovere della cura del bene comune, metonimia del principio di sussidiarietà orizzontale, non è più solo un obbligo a carico del cittadino, ma diventa sinonimo di una riconquistata affermazione dell’individualità .

[1] F. Longchamps de Bérier, ‘Il principio di sussidiarietà nella Polonia Democratica’, Relazione presentata al Convegno “Democrazia e sussidiarietà . Esperienze, problemi e prospettive” – venerdì22 giugno 27, organizzato dal Centro Bachelet dell’Università Luiss Guido Carli nel contesto dell’Incontro europeo dei docenti universitari.

[2] F. Longchamps de Bérier, Ibidem

[3] Kristen R. Ghodsee and L. A. Henry, ‘Redefining the Common Good After Communism: Beyond Ideology’, NewsNet, Vol. 5, No. 4, August 21

[4] C. Iaione, Economia e diritto dei beni comuni Dall’homo oeconomicus alla mulier activa, Labsus, 28 giugno 211



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