Lo scopo finale è proprio quello di stimolare la progettualità per il territorio attraverso la compartecipazione di tutti coloro che lo abitano
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“Scuola di partecipazione 2.0”, Christian Iaione racconta il caso di Bologna

Spiegare " Le città come beni comuni "

Nell ' ambito della seconda edizione della "Scuola di Partecipazione 2.0" Christian Iaione direttore di Labsus racconta l ' esperienza del Regolamento sull'amministrazione condivisa approvato a Bologna nel corso dell'incontro "Le città come beni comuni" in programma ad Ancona il 25 giugno.

Il 25 giugno alle ore 18 presso la Mole Vanvitelliana ad Ancona, Christian Iaione terrà un incontro intitolato “Le città come Beni Comuni” per raccontare l’esperienza del regolamento che è stato realizzato tra il Comune di Bologna e i cittadini lo scorso 22 febbraio per la cura e la gestione dei beni comuni. L’evento s’inserisce all’interno della seconda edizione della “Scuola di partecipazione” promossa anche quest’anno da Casa della Cultura, da una rete partner e co-finanziata dalla regione Marche attraverso il programma degli interventi per le politiche giovanili. La scuola, rivolta a cittadini, amministratori, funzionari e dipendenti della Pubblica amministrazione ha l’obiettivo di promuovere le buone pratiche di cittadinanza attiva diffondendo la cultura della democrazia partecipata e della rigenerazione urbana condivisa.

Progettare il territorio

L’edizione di quest’anno della “Scuola di partecipazione 2.0” ha previsto la realizzazione di due percorsi formativi paralleli, il primo rivolto in particolare ai cittadini italiani e stranieri compresi tra i 18 e i 35 anni che vivono nelle Marche, il secondo rivolto invece agli amministratori, funzionari e dipendenti della Pubblica amministrazione. Queste due sessioni, costruite sulla base dei rispettivi ambiti degli utenti a cui sono rivolti, trovano poi un momento di condivisione negli “incontri comuni” , costituiti proprio al fine di stabilire un momento di dialogo tra i giovani e i rappresentati dell’amministrazione. Lo scopo finale è proprio quello di stimolare la progettualità per il territorio attraverso la compartecipazione di tutti coloro che lo abitano, in questo senso si inserisce anche l’esperienza di Bologna esempio concreto e diretto di quanto affermato e proposto ad Ancona. Il Comune emiliano non è l’unica testimonianza del successo di questo regolamento, lo scorso maggio, lo stesso è stato approvato all’unanimità anche dal Consiglio Comunale di Siena, segno che l’Italia si sta lentamente affacciando a nuove prospettive.

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