Il ricambio sociale, l ' apertura di nuove attività e il miglioramento delle condizioni edilizie dell ' area non possono essere le uniche logiche dei programmi di rigenerazione
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Un “pic-nic urbano” per rigenerare le meraviglie di Cosenza

Un Festival dedicato alla rigenerazione urbana promosso da Teatrino Clandestino Sud

Il 27 settembre, presso la Villa Vecchia in Piazza XV Marzo a Cosenza, si discute di rigenerazione urbana con un festival ad esso dedicato e organizzato dall ' associazione di volontari Teatrino Clandestino Sud: il " pic-nic urbano " si innesta perfettamente nel trend che va affermandosi in Italia e in Europa riguardo ad un nuovo modo di intendere lo sviluppo della propria città .

Teatrino Clandestino Sud è un’associazione che si occupa di animazione teatrale e innovazione sociale costituita da cittadini che si sono attivati per prendersi cura degli spazi comuni di Cosenza siano essi edifici caduti in disuso o aree verdi in stato di degrado agendo in sinergia con comitati di quartiere e gruppi di concittadini volenterosi che aspirano a migliorare la loro città in una direzione di eco-sostenibilità e maggior vivibilità per tutti. Il passepartout che permette di innescare il processo di rigenerazione urbana è sempre e solo una gestione partecipata dei beni comuni che si sviluppi orizzontalmente tra tutti gli abitanti della città .
Già a luglio Teatrino Clandestino Sud ha lanciato una campagna di raccolta fondi (dai il tuo contributo) per finanziare l’evento: in questa occasione è stato proiettato il video promozionale di questa due giorni finalizzata ad accrescere la consapevolezza di ogni cosentino nei riguardi dei problemi da risolvere e delle bellezze da preservare che caratterizzano questa città (guarda il video).

Un richiamo alla responsabilità per tutta Cosenza

Durante il pic-nic urbano si affronteranno tutti i temi connessi alla rigenerazione urbana: far conoscere la città scegliendo per l’iniziativa luoghi centrali e nevralgici che devono tornare ad essere punti di riferimento per tutti i cosentini; promuovere l’aggregazione e il ricircolo di idee, attraverso attività ludiche, occasioni di discussione, musica e cooperazione nella salvaguardia degli spazi comuni; incentivare il consumo di prodotti alimentari biologici e a kilometri zero che sostengano l’economia locale cittadina, nonché spronare i partecipanti ad acquisire e a diffondere le buone pratiche per il riciclo dei materiali, la raccolta dei rifiuti, la pulizia e il rispetto dei luoghi cittadini che attraversano, la coltivazione di ortaggi con tecniche su misura per la città .
La tavolata di quartiere prevista per domenica 28 settembre inaugurerà l’inizio di una serie di incontri tra tutti i cittadini che daranno la loro disponibilità per individuare le tematiche critiche e le aree sottosviluppate su cui lavorare in un contesto di rigenerazione urbana e avviare un percorso di impegno che faccia di Cosenza una città dall’assetto più sostenibile e responsabile.

Regeneration non vuol dire Gentrification

La novità insita nel concetto di rigenerazione urbana è l’importanza che l’aspetto sociale acquisisce a fianco di quello politico, economico, ambientale nel contesto dell’analisi urbanistica. L’obiettivo non è solo quello di ridurre l’impatto delle città sull’ambiente tramite la diffusione di buone pratiche, il rinnovo degli edifici dismessi secondo nuovi utilizzi di fonti energetiche rinnovabili, la salvaguardia delle aree verdi, giusti investimenti dei fondi pubblici, ma diventa di straordinaria rilevanza anche considerare quali sono gli effetti non economico – finanziari derivanti dalle scelte di natura economica e finanziaria che si attuano per la rigenerazione urbana di interi quartieri: creare sinergie tra cittadini perché la città sia un insieme di persone, prima di tutto, che hanno diritto a servizi, qualità e sicurezza a prezzi accessibili, rivitalizzare le aree abbandonate e sottosviluppate perché siano centri di aggregazione e confronto, tenendo a mente che anche edifici di recente costruzione possono correre il rischio di venire recepiti come luoghi di solitudine ed individualità . Il processo di rigenerazione urbana, infine, non può e non deve prescindere dalla tutela dell’equità sociale: il fenomeno di ” gentrification ” , ovvero l’allontanamento dei cittadini meno abbienti da aree riqualificate a seguito dell’innalzamento di affitti e costi della vita in un quartiere oggetto di investimenti soprattutto privati finalizzati alla ristrutturazione di edifici preesistenti e all’inserimento di nuovi servizi, non deve essere considerato una conseguenza naturale derivante dalla rigenerazione urbana, ma un’eventualità da scongiurare, perché rigenerazione urbana equivalga a introduzione programmatica di migliorie sostenibili e di servizi da considerarsi bene comune alla portata di tutti e non bene di lusso per pochi eletti.

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