NESI Forum 2017 is a Global Forum on New Economy and Social Innovation that brings together the main international representatives of the so-called New Economic Movements. The Forum was in Malaga from 19 to 22 of April.

Dal 19 al 21 aprile l’enorme Palacio de Ferias y Congresos di Malaga si è trasformato nella casa di chi intende, prima di tutto, ritrovarsi per condividere, a voce alta, la propria volontà  di lavorare alacremente alla costruzione di un nuovo paradigma. Si sono incontrate qui organizzazioni e soprattutto persone (circa settecento, provenienti da quarantatré paesi): imprenditori sociali, amministratori pubblici, movimenti sociali e semplici cittadini (attivi, possiamo aggiungere), rappresentanti del mondo accademico e della società  civile, che dal basso cercano di mettere in atto processi volti a realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite cosìcome del recente Accordo di Parigi sul Cambiamento Climatico. Il presupposto che unisce tutti è, infatti, la convinzione che l’economico non si limiti al mercato, andando a comprendere un insieme complesso di cui fanno parte la società  ed i sistemi ecologici.

Che cos’è questa Nuova economia?

La risposta alla domanda viene data alla conclusione della prima giornata del Forum, dal palco dell’auditorium del Palazzo dei Congressi, con la lettura della cosiddetta ” NESI CHARTER” o “CARTA DE MàLAGA“. In questo documento programmatico vengono stabiliti gli impegni e le strategie per la (co)creazione di un’economia in cui moneta, banche e finanza siano al servizio delle persone e non il contrario, nella quale le organizzazioni contribuiscano all’affermazione del bene comune, siano protetti i diritti umani, garantito l’accesso universale all’istruzione nonché ad un lavoro basato sulle competenze di ciascuno, vengano promosse le comunità  resilienti, la sovranità  alimentare e la creazione di mercati etici. Un’economia nuova in cui, infine, le persone creino in maniera condivisa tutte queste condizioni di miglioramento, per divenire, come sottolinea l’ideatore del Forum Diego Isabel La Moneda (co-fondatore della fondazione Global Hub for the Common Good), da semplici ” risorse umane ” , considerate in un’ottica di massimizzazione dei profitti, dei veri e propri esseri umani valorizzati in quanto tali. Persone che siano preparate ad offrire la versione migliore di loro stesse per contribuire al bene comune.

Si crea solo partecipando

Il valore di questi impegni sta non soltanto nella loro netta affermazione, nel contesto di un consesso internazionale cosìpartecipato, ma anche nella metodologia che ha animato i tre giorni di Malaga.

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Sono quattro le grandi piste o pilastri del cambiamento: ripensare la moneta, ovvero il futuro di banca e finanza; riconfigurare le organizzazioni per il bene comune; concepire una nuova relazione tra globalizzazione e localizzazione in materia energetica, alimentare, commerciale e di comunità  resilienti; imparare ed educare alla nuova economia. Ogni giorno, dopo la sessione introduttiva, i discorsi di apertura degli speaker, invitati in quanto esperti delle tematiche affrontate, e i dibattiti strutturati in forma di dialogo a partire dalle suggestioni lanciate durante gli interventi, si aprono, così, le working session, destinate a far partecipare, in senso orizzontale, i presenti. Ognuno propone di approfondire una questione sulla quale ritiene giusto lavorare per implementare il nuovo paradigma, la proposta viene scritta su un foglio bianco assieme alle altre che giungono via via, per poi creare dei tavoli di lavoro dove ciascuno si colloca in base alle proprie aree di interesse.

L’elemento visivo, oltre a quello dialogico e discorsivo, è sicuramente uno dei più dirompenti, tendendo a coinvolgere tutti, perché i pensieri ed i concetti divengano parole, e le parole si trasformino in disegni. Le immagini, del resto, superano le barriere linguistiche (si parla inglese e spagnolo, durante il forum, facendo però attenzione a non escludere nessuno) e permettono cosìla più ampia libertà  di espressione.

La proposta di Labsus

Si partecipa, inoltre, presentando le proprie ” buone pratiche ” o ” sfide collaborative ” , illustrate ogni giorno alla fine dei lavori della mattinata o del pomeriggio. Anche Labsus si inserisce in questo contesto di proposte, intervenendo con un’idea volta a conciliare l’amministrazione condivisa con gli obiettivi della transizione verso le energie rinnovabili nelle aree urbane, attraverso l’interazione tra cittadinanza attiva e cittadinanza energetica. I cittadini sono i veri grandi protagonisti dei diversi modelli del cambiamento.

Sono tanti i mondi che si incontrano, infatti, nell’intento comune di agire dopo essersi riconosciuti: economia sociale e solidale (con la presenza di Ripess), Economia del Bene Comune (con la presenza di Christian Felber), imprese sociali (con la presenza di Tessa Wernink, cofondatrice del progetto Fairphone) e sistema delle B Corp (conosciuto come sistema B in America Latina), Banche Etiche (con la presenza, tra gli altri, del Presidente della Global Alliance for Banking on Values, Marcos Eguiguren e del Presidente del Gruppo Banca popolare Etica, Ugo Biggeri), Green economy, Blue economy (con la presenza di Gunter Pauli), Orange Economy, Circular economy, Transition Towns, per citarne alcuni tra i più importanti. Si segnala anche la presenza di una delegazione del Bhutan, che porta al Forum la propria idea di sostituire la Felicità  Interna Lorda al Prodotto Interno Lordo, come indicatore del benessere di una nazione.

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Impossibile menzionare tutti gli attori coinvolti, tra i quali compare anche l’Italia con la sua piccola ma entusiasta delegazione. Sono presenti, oltre a Labsus e Nesi Italia, anche Economia del Bene Comune, Italia che Cambia, Moneta del Bene Comune, Fairwatch Italia, Legambiente e Nuova Ecologia, Bilanci di Giustizia e Altro Consumo.

La call to action e le energie di Malaga per la costruzione del dopo Forum

La narrativa comune si crea da adesso, dal dopo Malaga, a partire dall’idea del progressivo avvicinamento di tutte quelle realtà , che solo aderendo ad una prospettiva mainstream, possono essere considerate residuali, ai margini del modello dominante, e che invece (r)esistono, molteplici e resilienti, con la loro capacità  silenziosa, ma non per questo meno forte, di contagio.

Per l’Italia, il prossimo appuntamento è il 5 maggio a Roma, per continuare a riconoscersi ma anche per andare oltre nella strada della costruzione, sfruttando le energie positive raccolte a Malaga, ovvero partendo dalle proposte di azione (oltre cento) sintetizzate nei disegni e nelle frasi esposte, in un grande cerchio (l’epicentro della nuova economia e dell’innovazione sociale), formatosi venerdìsera nella piazza centrale del Palazzo dei Congressi, durante la meravigliosa call to action finale.

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