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I desideri dei bambini sono più forti del vandalismo

La cura e co-progettazione di uno spazio verde pubblico del Corvetto, a Milano, continua grazie alla passione e alla creatività di bambine, bambini, insegnanti e associazioni
desideri

Sarebbe bello allenare la nostra mente a sistematizzare i momenti di cura nel tempo. Ipotizziamo un’azione riparativa ogni due settimane o un mese; questo approccio ci aiuterà a gestire e far scendere automaticamente la frustrazione che nasce quando il nostro lavoro di comunità viene danneggiato. Con queste parole Margherita di Alchemilla prova a dare forma alle sensazioni condivise tra i firmatari del patto di collaborazione “Il Giardino dei Desideri” che negli scorsi mesi ha subito degli atti vandalici.
Bisogna trasmettere l’idea che questo giardino è oggetto di cura: sapevamo che era una grande sfida vista la situazione di degrado in cui versa il parchetto di via Ravenna. La voce di Paola, una delle insegnanti della Scuola Primaria Fabio Filzi, anch’essa firmataria del Patto di collaborazione, fornisce un quadro chiaro della situazione di partenza e al contempo del desiderio di trasformare insieme a bambine e bambini ed altri attori locali, questo spazio verde pubblico.
Il patto, dopo un percorso di ingaggio e coprogettazione curato da Labsus e Spaziopensiero, era stato firmato il 22 dicembre 2020, durante l’evento online “A piccoli Patti. Le bambine e i bambini reinventano la città“, nell’ambito del nostro progetto Luoghicomuni.

Rammendare per creare continuità e alleanza educativa

Durante “Piccoli patti crescono al Giardino dei Desideri” il 3 giugno 2021 i firmatari del patto di collaborazione hanno animato il Giardino dei Desideri. Una intera giornata dedicata a bambine e bambini dove ogni classe, scaglionata nel tempo, ha apportato un cambiamento al giardino: chi se ne è preso cura pulendolo, chi abbellendo le fughe e le crepe con resina dorata insieme a Kintsuhandmade; altri hanno appeso i quadrati a maglia realizzati da Magliando – La maglia socialmente utile insieme a farfalle in tessuto; i più piccoli hanno giocato con Artoo e la natura, mentre i più grandi hanno sistemato il terreno del campo da calcio con Italia Nostra. Infine tutte le classi hanno disseminato nel parco di via Ravenna diversi QR code che, se inquadrati, avviano le due raccolte di desideri registrate a scuola con ForMattArt: qui è possibile sentire la prima, da questo link la seconda.

La scritta cucita a maglia, prima del danneggiamento (fonte: Luoghicomuni)

Purtroppo la scritta a maglia “Il Giardino dei Desideri” è stata danneggiata negli scorsi mesi, così come sono spariti diversi QR code e cartelli che spiegavano il senso del Patto. Ci siamo chieste se il lavoro non fosse stato apprezzato dal quartiere dice Simona di Magliando, facendo da megafono a tutto il gruppo delle donne che a inizio 2021 tra casa e scuola ha realizzato i quadrati con le bambine e i bambini della scuola Fabio Filzi.
«Educare alla cittadinanza è complicato», continua Antonella, una delle insegnanti: «bambine e bambini sono al centro di tutto, hanno lavorato attorno al Giardino e alla cura del luogo; chi di loro ha dedicato idee e tempo, ci è rimasto male di fronte alla scritta danneggiata e successivamente tolta da noi insegnanti per preservarla. Molti alunni si sono chiesti dove fossero finiti i QR code appesi nel parco e hanno domandato di poter riascoltare a scuola i contenuti, non potendolo fare in autonomia al giardino. Potrebbe essere efficace rammendare i quadrati a scuola, facendo una riflessione sulla cura delle cose comuni, arrivando ad una consapevolezza singola e di gruppo all’interno della classe».
Rammendare quindi come pratica fisica per far fronte al danno evidente, riallestendo la scritta dando un messaggio potente nei confronti del quartiere. Rammendare significa anche unirsi di fronte ad azioni di vandalismo, allenandosi a sistematizzare la cura nel tempo, tessendo un’alleanza educativa tra scuola e attori del territorio coinvolti, che trasmetta resilienza in questo luogo del quartiere Corvetto oggetto di degrado da diverso tempo.

Ripartire dalle crepe

Non a caso, al Giardino dei Desideri si è deciso di impreziosire le crepe disseminate in questo luogo grazie all’arte del kintsugi. Vedere brillare al sole le “ferite” del parco di via Ravenna significa aver ben chiaro da dove si parte e dove si vuole arrivare. La mappa di questo tragitto è fatta esclusivamente di desideri, espressi da grandi e piccini.
Il parchetto di via Ravenna necessita tutt’oggi di azioni di mera manutenzione, oggetto del desiderio soprattutto da parte della Scuola. Il tema cruciale è rappresentato sicuramente dalle recinzioni perimetrali: sono assenti in alcuni punti e danneggiate in altri, non permettono una fruizione del Giardino dei Desideri aperta a chiunque, comprese le persone con fragilità. Non meno importante è il progetto di realizzare un’aula didattica all’aperto, ad oggi in via di sviluppo, dotata di panche e di una lavagna. Elementi di arredo che potrebbero essere realizzati con il supporto dei giardinieri condotti da Italia Nostra, già all’opera per realizzare la quinta di separazione tra il campo da calcio e quello da basket, ardentemente desiderata dalle bambine e dai bambini che frequentano il parco ogni giorno.

Lettura animata con Alchemilla durante l’evento del 3 giugno 2021 (fonte: Luoghicomuni)

Alchemilla e ForMattArt hanno esaudito uno dei desideri negli ultimi mesi del 2021: realizzare grazie al bando Sottocasa il Festival Abbraccia la Meraviglia. Il Giardino dei desideri diverrà lungo tutto il 2022 uno spazio di creatività, arte e bellezza per sostenere il quartiere, la comunità, la scuola attraverso la creazione di nuovi “spazi” (intesi come luoghi di attivazione delle relazioni sociali) d’arte diffusa e percorsi laboratoriali di formazione aperta.

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