Attualità del messaggio di Aldo Capitini nella discussione sulle più odierne forme di Democrazia Locale

Abstract

La Democrazia odierna vive da tempo ormai il dramma della “modernità liquida baumiana”: essa è preda di poteri globali automatici che mirano a condizionare inesorabilmente la vita dei popoli, le loro culture, le relazioni umane in senso lato…
Le cittadine e i cittadini di oggi si ritrovano pertanto smarriti nei territori che abitano, senza un’etica della scelta che orienti le decisioni da prendere quotidianamente, e anche per questo sembrano faticare ad assumersi la responsabilità del proprio agire.
La politica e più nello specifico le Amministrazioni Locali sono chiamate pertanto ad arginare il processo in atto, cominciando a ricucire quel rapporto a lungo compromesso tra governati e governanti sulla base di presupposti che il filosofo e pensatore perugino, Aldo Capitini, alla metà degli anni ’40 del ‘900, riassunse con il termine OMNICRAZIA.
Ai C.O.S capitiniani (Centri di Orientamento Sociale), dopo il fallimento in Italia di esperienze quali i Comitati di Quartiere e le Circoscrizioni, siamo invitati a guardare nel tentativo di presidiare la nostra democrazia, farla concretamente prossima riabilitando così quell’afflato partecipativo del singolo, sancito dalla Costituzione italiana, che tornerebbe ad essere elemento essenziale della comunità in cui vive e della Repubblica tutta.

Sommario

1. Una democrazia alle strette: la Nostra – 2. L’OMNICRAZIA dei C.O.S. capitiniani: sostegno per Costituzionalisti e Amministrazioni condivise – 3. “Perugia Città aperta”: i C.O.S. come esperienza antesignana dell’amministrazione condivisa – 4. Dai C.O.S. alle Case della Partecipazione, passando per la “Cittadinanza Interiore”.

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Immagine di copertina: AhmadArdity su Pixabay