Dentro le complessità (e le sfide) delle CER
Il volume “Comunità energetiche 2.0. L’autoconsumatore alla luce dei recenti aggiornamenti normativi”, edito nel 2024, a cura di S. Monticelli e A. Bonafede, raccoglie numerosi contributi multidisciplinari che analizzano il tema delle comunità energetiche rinnovabili (CER) da prospettive complementari: socio-economica, giuridico-amministrativa, finanziaria e fiscale, tecnologica e applicativa. Il volume ha il pregio di restituire fedelmente la complessità multisettoriale delle CER, mettendone in luce anche le criticità e approfondendo alcune esperienze concrete.
CER: one size doesn’t fit all
Professionisti dei più disparati settori nei loro contributi hanno approfondito i principali temi che in questi anni di sperimentazioni hanno segnato il dibattito tecnico in materia di CER. In questo quadro, le CER emergono come strumenti polivalenti, che assumono modelli differenti e si prestano a finalità diverse. Tra i contributi di maggiore rilievo spicca l’analisi giuridica, che conferma la natura delle CER come soggetti giuridici autonomi, la cui disciplina si colloca (perlomeno) all’incrocio tra diritto dell’energia, diritto civile, diritto amministrativo e diritto dei consumatori. L’opera sottolinea il carattere sartoriale della veste giuridica delle CER, che va modellata sulle esigenze dei membri e delle comunità locali, evitando soluzioni rigide e standardizzate. Come correttamente osservato, le CER non sono contenitori rigidi e indifferenti rispetto al contenuto, ma assumono la forma stessa delle relazioni e degli obiettivi che le animano.
Le tante competenze per far vivere le CER
Particolare attenzione viene poi riservata ai rapporti di proprietà degli impianti (pubblica, privata o comunitaria) e alla proprietà dei siti di installazione, che impatta significativamente sull’accettabilità sociale degli impianti e sulla governance. Ampio spazio è dedicato alle procedure autorizzative e alla tutela del consumatore, così come agli aspetti fiscali e contrattuali (EPC, PPA, partenariato pubblico-privati, project financing), spesso trascurati ma centrali per l’operatività delle CER. Gli scenari futuri presentati nella seconda parte evidenziano il potenziale delle tecnologie digitali e la loro applicazione alle CER: intelligenza artificiale, blockchain, tokenizzazione dei servizi, sistemi avanzati di energy management. La terza parte raccoglie, infine, casi concreti, tra cui l’esperienza della CER “Le Vele”, patrocinata dal I Municipio di Roma Capitale e dall’Istituto Leonarda Vaccari, che ne è il fondatore; e la CER “Rigenera”, CER a trazione imprenditoriale e femminile, collegata al W20.
Tra tecnica e società: l’immagine che ne emerge
La lettura restituisce un quadro ricco e articolato, che riflette bene la natura delle comunità energetiche: realtà multidimensionali in cui tecnologia, diritto, economia e società si intrecciano. Ne emerge un ecosistema complesso, che richiede solide competenze professionali e un approccio multisettoriale. Come osserva Monticelli nell’introduzione, “L’insieme delle regole e degli aspetti tecnici vincolanti fanno delle Comunità Energetiche 2.0 un’esperienza senz’altro manageriale e non più amatoriale (…) È evidente che per costituire, avviare e gestire un soggetto con queste caratteristiche sono necessarie diverse professionalità, senz’altro multidisciplinari e senz’altro trasversali”.
Oltre il volume
Proprio perché restituisce con chiarezza la complessità tecnica e regolatoria, il volume offre al lettore un punto di partenza prezioso. Rimane tuttavia aperto un nodo decisivo: quello dell’inclusione dei cittadini comuni e dei soggetti più vulnerabili. Senza questo livello, le CER rischiano di apparire come strumenti prevalentemente nelle mani di professionisti, mentre la loro vocazione originaria è quella di un modello di produzione energetica rinnovabile condiviso e accessibile. Risulta quindi urgente interrogarsi sulle modalità pratiche di coinvolgimento, partecipazione e redistribuzione dei benefici, soprattutto per quelle comunità che si definiscono solidali.
Nuovi paradigmi energetici per chi?
Le comunità energetiche sono state immaginate – forse con un pizzico di utopia – come nuovi paradigmi energetici e strumenti di democratizzazione della produzione. La realtà, però, si presenta più complessa. Come assicurare che anche i cittadini più vulnerabili – o semplicemente chi non possiede competenze tecniche specifiche – possano davvero prenderne parte? In mancanza di risposte, le CER rischiano di rimanere soprattutto alla portata di chi dispone di risorse e competenze. Eppure, le CER non sono soltanto impianti rinnovabili e incentivi. Sono, prima di tutto, comunità e il loro effettivo successo dipenderà dalla capacità di includere cittadini e territori nella transizione energetica, garantendo benefici realmente condivisi e duraturi.
Conclusione: un invito a partecipare
Comunità energetiche 2.0 si presenta come un’opera ricca e complessa, che affronta la materia con un taglio prevalentemente professionale e tecnico, ma che al tempo stesso contribuisce a chiarire nodi essenziali per chi voglia avvicinarsi alle CER. La sua forza risiede nella multidisciplinarietà dei contributi e nella capacità di affrontare aspetti critici che, senza strumenti adeguati, rischiano di frenare la crescita delle comunità.
Se, da un lato, il volume può risultare impegnativo per i non specialisti, dall’altro costituisce un riferimento prezioso per giuristi, amministratori locali, tecnici ed esperti del settore. La sfida che resta aperta, e che questa recensione intende rilanciare, è come rendere le comunità energetiche non solo soggetti giuridici ed economici sofisticati, ma veri progetti di cittadinanza attiva, capaci di coinvolgere in maniera effettiva anche i cittadini comuni. In questa prospettiva, il volume rappresenta un contributo importante al dibattito, da cui partire per costruire un futuro energetico più rinnovabile e condiviso.
Immagine di copertina: NxTide su Pixabay
