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Officina dei beni comuni: il racconto del nostro evento a Torino

Con il progetto non finisce certo la nostra attività  nel Nord Ovest: l'incontro del 19 è stato l'occasione per lanciare una rete per l'amministrazione condivisa dei beni comuni

Giovedì19 ottobre presso i locali di Compagnia di San Paolo di Torino, si è svolto l'incontro " Officina dei beni comuni " , organizzato da Labsus Piemonte. Obiettivo del pomeriggio eÌ€ stato quello di fare il punto  sul tema dei patti di collaborazione come strumento innovativo per l'amministrazione dei beni comuni nell'area Nord-Ovest.

Dopo dieci mesi di lavoro sul campo, il progetto ” Patti. Per l’Amministrazione condivisa in Piemonte ” sostenuto dalla Compagnia di San Paolo per la promozione e la valorizzazione della cultura dell’Amministrazione condivisa nell’area Piemontese, è infatti giunto al termine. Con il progetto non finisce certo la nostra attività  nel Nord Ovest: l’incontro del 19 è stato  l’occasione per lanciare una rete per l’amministrazione condivisa in queste regioni.

Il teaser dell’Officina!

Beneficiari diretti del progetto sono stati il Comuni di Chieri, Collegno e Condove, oltre a dieci istituti scolastici localizzati nei diversi comuni afferenti al progetto e nella città  di Torino, la Rete delle Case del Quartiere e due soggetti strategici per i territori extra urbani come la Fondazione di ComunitaÌ€ del Canavese e il Centro di Cultura Valdese. Parallelamente alla fase di formazione degli attori selezionati e di divulgazione del tema, sono stati realizzati venti laboratori itineranti, che hanno visto la partecipazione di oltre 150 persone. Questi ultimi si sono rivelati occasioni concrete per fornire un accompagnamento alla stipula dei patti di collaborazione ed alla soluzione delle problematiche emerse nel corso della formazione specifica.

Leggi lo storify dell’evento

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Il pomeriggio di giovedìsi è aperto con i saluti di Guido Montanari, vicesindaco della Città  di Torino, che ha voluto contribuire al dibattito sottolineando l’importanza di coinvolgere le expertise locali per una gestione innovativa dei beni comuni. A seguire, nel ricordare la prematura quanto improvvisa scomparsa di Luigi Bobbio, Daniela Ciaffi, responsabile del gruppo Labsus Piemonte, ha lanciato una sfida per i beni comuni come un concetto innovativo quanto essenziale per immaginare un rinnovato rapporto tra società  e territorio. E’ risultata quindi innegabile la necessità  di approcciarsi alla disciplina del diritto per costruire le basi di questo cambiamento, tenendo bene a mente che ” il diritto alla città  passa attraverso il diritto amministrativo ” .

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Con queste parole si è avviato il primo tavolo operativo di confronto tra Jacopo Suppo, del Comune di Condove, Laura Sinagra, del Comune di Chieri e Rocco Padovano, del Comune di Collegno, moderati di Rossana Caselli (Labsus). Si è discusso in merito a cosa significhi oggi essere all’avanguardia rispetto alla gestione dei Beni Comuni e nonostante esperienze molto diverse per dimensioni, storia e localizzazione dei Comuni oltre che per l’approccio stesso al tema è emersa una visione condivisa: la ricerca-azione come esperienza del fare e del pensare. E’ stata rivendicata la mancanza di consapevolezza del ” fare comune ” come di un percorso complesso, che necessita di risorse, tempi e strumenti pervasivi ed efficaci. ” Fare insieme ” significa fare concretamente comunità , fare amministrazione. Il tema dei Beni Comuni deve quindi, essere affrontato con la concretezza delle azioni e degli approcci, lasciando libero il cittadino di riappropriarsi di un po’ di sovranità , secondo il limite delle possibilità  e delle sue forze (Cost. Art.1). Per fare questo serve un’elaborazione più critica del tema, una condivisione delle worst practices oltre che delle best practices. Risulta sostanziale ” fare rete ” a scale diverse (con altre amministrazioni, ma anche con ANCI, lo Stato, la Regione…) e con attori diversi; significa dedicarsi del tempo per il confronto, per mettere a sistema le diverse competenze. Significa generare nuove relazioni ed uscire dalla gabbia delle collaborazioni consolidate.

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Alcuni di questi temi sono stati ripresi anche all’interno della seconda tavola di confronto. Questa volta, in prima battuta, intorno al tavolo hanno discusso Manuela Olia del Comune di Chieri, Roberto Cuneaz del Comune di Sarre (AO) e Roberto Vegnuti di Geospectra (Spin off dell’Universtià  di Genova) moderati da Anna Maria Poggi del Comitato di Gestione della Compagnia di San Paolo. I diversi soggetti hanno definito i Patti di collaborazione come un’opportunità  per l’amministrazione per ripensare se stessa e il proprio ruolo , per mettersi in gioco, per operare ma sopratutto pensare fuori degli strumenti tradizionali. E’ emersa la necessità  di mostrare coraggio, di essere generativi, di lasciarsi la possibilità  di scoprire e sperimentare qualcosa di inatteso e sconosciuto.  

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Hanno concluso questo secondo momento di discussione gli interventi dell’Assessore Marco Alessandro Giusta del Comune di Torino e di Erika Mattarella, colonna portante della Rete delle Case del Quartiere. La loro riflessione sulla città  di Torino ha messo a fuoco con chiarezza il ruolo della formazione e dell’accompagnamento rispetto alle possibilità  che il Regolamento mette in campo. Per abilitare i cittadini bisogna renderli consapevoli del proprio ruolo e del proprio potere creando un dialogo diretto.

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A termine dei lavori la giornalista Claudia Apostolo ha moderato il dialogo tra Marco Demarie, (Compagnia di San Paolo) e Gregorio Arena  (Presidente di Labsus). La conclusione di questo pomeriggio è stato un momento di riflessione aperta rispetto alle prospettive di sviluppo che il tema dell’amministrazione condivisa pone nei diversi territori, e di come sia in grado di mostrare alleanze inaspettate e geografie che esulano dai confini territoriali creando le condizioni per immaginare un rinnovato modello non solo amministrativo ma sociale.

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Ianira Vassallo

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