Il movimento dei freecycler promuove l ' ecologia e la difesa dell ' ambiente tramite il " riciclo " degli oggetti
Sostenibilità

Freecycle: la seconda vita degli oggetti da buttare

Internet connette chi cerca occasioni e chi cede oggetti

L’idea dei cittadini di riciclare gli oggetti in disuso cedendoli a persone interessate ha permesso di evitare che nel 2003 il deserto alle porte della città di Tucson si trasformasse in una gigantesca discarica.
Proprio da quel luogo ha avuto origine questa rete che ora si sta sviluppando anche nel nostro Paese.

L’iniziativa, possibile grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche e in particolare di internet, consiste nel mettere in contatto chi cerca occasioni di oggettistica e abbigliamento a costo zero e chi vuole sbarazzarsi di oggetti spesso ingombranti o invendibili. Attraverso l’utilizzo di uno spazio web, chi lo desidera può pubblicare annunci per cedere oggetti usati.
 
La particolarità di questa iniziativa sta nel fatto che non vi è nessun fine di lucro, infatti chi cede gli oggetti non riceve nulla in cambio, se non la possibilità di sviluppare un rapporto di amicizia con il beneficiario della donazione. L’origine di questa iniziativa risale al 23, quando alcuni cittadini di Tucson negli Stati Uniti, esasperati dalla sempre più diffusa abitudine di depositare gli oggetti inutilizzati nel deserto alle porte della città, hanno deciso di attivarsi organizzando un vero e proprio riciclo. Da allora il movimento dei freecycler ha preso piede e negli ultimi anni si sta diffondendo anche nel nostro Paese, grazie alla creazione del sito web www.freecycle.org/group/IT/Italy.
 
Rispettare l’ambiente attraverso il riciclo degli oggetti
 
I singoli cittadini che utilizzano il sito, oltre a godere dei vantaggi reciproci derivanti dallo scambio gratuito di merci, compiono un’azione di difesa dell’ambiente dall’inquinamento. Si può parlare, infatti, anche per un caso di questo tipo, di una sorta di ecologia, contro l’odierna tendenza a fare un utilizzo “usa e getta” di ogni oggetto.
 
Il riciclo di merci in disuso, infatti, nasce come spinta in controtendenza rispetto alle comuni abitudini attuali. La società consumistica rende obsoleti gli oggetti in tempi brevissimi e spinge le persone a buttarli con altrettanta facilità, ma ora questa iniziativa sembra voler creare un nuovo movimento di cittadini attivi, pronti a espandere ovunque la volontà di riciclare e a far conoscere sempre di più questa rete.
 
Purtroppo non si segnala nessun intervento di soggetti pubblici in questa iniziativa e per questo sorge spontaneo domandarsi se possa rappresentare o meno un caso di sussidiarietà orizzontale. Rimane, comunque da sottolineare che le caratteristiche del caso e le attuali modalità di svolgimento rendono quasi superfluo qualsiasi intervento pubblico. Ciò non toglie che sarebbe opportuno pubblicizzare maggiormente questa pratica e che ogni incentivo a metterla in atto risulterebbe senz’altro gradito ai cittadini.


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