La cittadinanza attiva è, per Arena, la principale risorsa per riprenderci dalla crisi di valori ed economica del Paese.
Interventi

Labsus alla Fondazione Roma

A Roma, Arena interviene alla presentazione del libro di Emanuele

La presentazione del libro di Emmanuele Emanuele "Il terzo pilastro. Il non profit motore del nuovo welfare" pubblicato dall'Edizioni scientifiche italiane ha offerto lo spunto per riunire in via del Corso, alla Fondazione Roma, il nostro presidente Gregorio Arena, con Antonio Marzano, Franco Bassanini, Giuseppe Roma e Giuseppe De Rita e farli riflettere su un nuovo disegno istituzionale per supportare il principio di sussidiarietà.

Nel suo libro Emmanuele (il nome) Emanuele (il cognome), che oltre ad essere avvocato e professore di scienza della finanza all’università di Roma è anche presidente della potente Fondazione Roma, suggerisce di "avviare un percorso riformatore della Costituzione e di adeguamento del libro I, titolo II del codice civile al fine di dare nuovo slancio all’azione delle fondazioni nella società".
Da questo spunto comune per i partecipanti alla tavola rotonda, introdotta e moderata da Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, si sono succeduti gli interventi di Gregorio Arena, presidente di Labsus; Antonio Marzano, presidente del Cnel; Franco Bassanini, presidente di Astrid; e Giuseppe De Rita presidente del Censis.

I vari interventi sono meglio sviluppati in un articolo del nostro caporedattore pubblicato nella sezione Notizie.

L’intervento di Gregorio Arena

A noi, in questa sezione, preme ripercorrere le linee tracciate dall’intervento del nostro presidente Gregorio Arena per il quale "l’importanza di questo libro deriva dal fatto che" partendo dal terzo settore, dimostra l’importanza di un nuovo modo di essere cittadini per il futuro del nostro Paese.
Ne "Il terzo pilastro" Emanuele afferma che la nuova forma di partecipazione alla vita pubblica codificata nell’articolo 118 rappresenta la nuova frontiera della democrazia e del benessere collettivo. L’autodeterminazione della società civile nel risolvere le emergenze della collettività è una dimensione che, secondo l’Autore, va recuperata per liberare la vita sociale dal rapporto bipolare.

Concorda Gregorio Arena per il quale "la cittadinanza attiva è la principale risorsa" per la ripresa dell’Italia.
Tre sono le direttrici lungo le quali bisognerà impegnarsi:

  • la piena cittadinanza del volontariato spezzando la logica amministrativa della diffidenza;
  • l’identificazione e la piena dignità del ruolo dei cittadini attivi che partendo da un loro bisogno "egoistico" si prendono cura dell’interesse generale;
  • e, infine, l’accreditamento dell’amministrazione bipolare basata sul principio della sussidiarietà: amministrazione e cittadino si alleano per generare interesse generale.

L’obiettivo è l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini e la Costituzione ci da’ uno strumento ulteriore per la tutela della dignità della persona e del suo pieno sviluppo.

Un ponte tra Costituzione e vita quotidiana

Arena conclude richiamando una norma, quella sui microprogetti di arredo urbano presente nella Finanziaria 29, che sembra muovere proprio in questa direzione. Essa applica l’ultimo comma dell’articolo 118 della Costituzione "riempiendo un vuoto fra Costituzione e realtà quotidiana. Viene riconosciuta la possibilità per gruppi di cittadini di richiedere di intervenire e avere in cambio un vantaggio fiscale". Ed è così che una concreta realtà (accade tutti i giorni che cittadini si prendano spontaneamente cura delle proprie comunità) possa trovare una legge che invece di ostacolarla la possa aiutare.
D’altronde, ricorda Arena, l’inerzia nella cura dei beni pubblici è endemica. Lo Stato non è intervenuto ed ha fallito o, quando intervenuto, ha fatto, spesso, disastri. Occorre un piano nazionale di manutenzione civica dei beni comuni per sostenere i cittadini che si danno già da fare e per arruolarne altri.
Questo è, secondo Gregorio Arena, il modello di nuova società che il libro sembra preconizzare.

E questi sono temi sui quali ci piace (e riteniamo necessario) ritornare sopra: il piano nazionale di manutenzione civica dei beni comuni lanciato al ForumPA dell’anno scorso e i microprogetti di arredo urbano per i quali, come Labsus, stiamo disegnando (un po’ lentamente) una bozza di regolamento da far cerrtificare e mettere a disposizione dei comuni grandi e piccoli.

La tavola rotonda è poi preseguita con interessanti spunti da parte dei diversi autori, ai quali vi rimandiamo proponendovi il nostro resoconto pubblicato nella sezione "in prima pagina".



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