il Bologna Calcio mette lo spreco in fuorigioco

Anche altre squadre di altri sport in altre città  potrebbero vestire una divisa più solidale.

Si è difatti deciso di lottare contro lo spreco alimentare mettendo in fuorigioco il cibo non consumato e attuando invece una partita tutt'altro che sportiva: la solidarietà .

Concretamente, chi non ha risorse economiche sufficienti per derogare al panino insipido o alla solita pur buona pastasciutta potrà  beneficiare, senza spendere un soldo, degli avanzi lasciati dai vip della Tribuna dello stadio locale (il Dall'Ara). Grazie all'opera Padre Marella, una associazione tra le tanti del paesaggio solidale bolognese gli alimenti avanzati dei buffet verranno ridistribuiti evitando di essere gettati nell'immondizia.

I responsabili del Bologna insieme all'opera di Padre Marella, che trae il suo nome da una delle figure maggiori della solidarietà  a Bologna, si attiveranno dopo le partite in una specie di terzo tempo per i prodotti alimentari a favore dei più svantaggiati. Senza rigori ma con la rigorosità  di chi si dà  da fare per venire in aiuto a chi più ne ha bisogno.

L'iniziativa, battezzata Last minute market e ideata nell'ambito universitario grazie all'impegno della facoltà  di Agraria della città  è la seconda occasione per i rossoblu di dimostrare umanità  e generosità  nei confronti dei meno abbienti. In passato alcuni di essi avevano potuto entrare gratuitamente al Dall'Ara per godersi anche loro lo spettacolo sportivo.

L'esperienza attuale mantiene un alto livello qualitativo: le regole igienicosanitarie stabilite dalla legislazione verranno strettamente rispettate e la distribuzione avverrà  in conformità  con le aspettative della pubblica amministrazione. Recuperare e distribuire il cibo rimasto dopo il buffet nell'ambito di una partita di calcio: pochi forse avrebbero immaginato la fattibilità  dell'iiniziativa, eppure l'esperienza guidata da una coscienza solidale della squadra locale dimostra che due mondi apparentemente incompatibili si possono incontrare.

A decisione recente risponde l'incertezza sull'efficienza di una tale iniziativa. Tuttavia sembra inconcepibile che non si riveli utile per tante persone. Non solo si auspica che si possa allargare il campo delle associazioni destinatarie a livello locale, ma si può anche vivamente sperare che altre strutture sportive, cosìcome altre squadre di altri sport in altre città , siano in grado anche loro di rivestire una divisa più solidale. Purch௠esista come in questo caso una vera collaborazione tra i soggetti coinvolti, i quali prendono in vera e propria considerazione coloro che stanno sulla panchina del campo sociale.



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