Si parlerà  di gestione partecipata degli istituti museali

Se la società  cambia, i musei devono saper cambiare con essa.

Alcuni, in tempi di crisi e non solo, considerano la cultura un lusso di cui fare eventualmente a meno. Uno spreco da tagliare per far quadrare i conti. La Conferenza nazionale dei musei d’Italia, che affronta quest’anno proprio il tema dei “musei al tempo della crisi”, vuole invece riaffermare il ruolo indispensabile che la cultura, e il museo in quanto luogo di fruizione e condivisione, svolge nel mantenimento della coesione sociale e nella tutela delle identità culturali travolte da una globalizzazione selvaggia. Il museo e la cultura, quindi, come risorsa preziosa e non come fardello costoso di cui liberarsi.

I promotori della conferenza sono però coscienti del fatto che, se la società cambia e lo fa in modo repentino, gli istituti museali devono cambiare con essa fornendo risposte ai nuovi bisogni e ripensando, anche radicalmente, il rapporto tra comunità e cittadini da una parte ed enti gestori dall’altra. Ed è qui che entra in gioco il principio di sussidiarietà. Paola Piva, membro del direttivo Labsus, interverrà difronte a una platea di dirigenti museali che vogliono verificare le possibilità di un coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei musei, proprio per portare l’esperienza e la testimonianza dell’associazione in materia di sussidiarietà orizzontale e collaborazione attiva tra cittadini e istituzioni pubbliche.



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