La sfida posta dalle smart grid è al contempo tecnologica, economica, giuridica e sociale
Il punto di Labsus

La sfida delle smart grid. Da consumatori a produttori

Da consumers a prosumers

In Europa e nel mondo è in atto un processo di trasformazione radicale del mercato elettrico che è destinato a cambiare il ruolo dei consumatori in soggetti attivi favorendo lo sviluppo delle energie prodotte da fonti rinnovabili.

Questa trasformazione si lega alla diffusione delle smart grid, traducibile con “reti intelligenti”, che dovrebbero modificare l’utilizzo delle reti tradizionali di energia elettrica da passivo ad attivo. La sfida posta dalle smart grid è al contempo tecnologica, economica, giuridica e sociale. Si tratta, in sostanza, di modificare il tradizionale assetto dei rapporti tra i vari attori del sistema elettrico attraverso l’utilizzo delle tecnologie informatiche che consentono ai consumatori di creare un network attivo con i produttori di energia da fonti rinnovabili: da un sistema unidirezionale si passerebbe dunque a uno bi-direzionale in cui il consumatore è in grado di alimentare attivamente un circuito di trasmissione elettrica senza rimanere solo un destinatario. Non esiste una definizione condivisa di smart grid.

Quella più diffusa si ricava da un documento dell’UE (Comunicazione della Commissione europea “Reti intelligenti: dall’innovazione all’introduzione”, Com [211] 22) che trae a sua volta ispirazione dal Position paper assunto dal Gruppo europeo dei regolatori di energia (ERGEG) a dicembre 29, secondo cui «la smart grid è una rete elettrica che può integrare in modo efficiente il comportamento e le azioni di tutti gli utenti ad essa collegati (generatori, consumatori e “generatori-consumatori” prosumers) per garantire un sistema elettrico economicamente efficiente, con basse perdite ed un elevato livello di qualità del servizio, disponibilità degli approvvigionamenti e sicurezza ».

In questo modo il tradizionale impianto verticale produttore-consumatore del rapporto elettrico si trasforma in uno più orizzontale, meglio orientato – in quanto più flessibile – ai bisogni effettivi del consumatore, maggiormente inclusivo delle fonti di generazione, comprese quelle diffuse eco-compatibili, e più coesivo favorendo il raggruppamento di più consumatori per orientare produzione e domanda.

Il prosumer

Nel concreto le smart grid incidono in modo particolare sulla rete di distribuzione e quindi sull’ultimo tratto della filiera elettrica, quella che interessa direttamente i consumatori. Come è noto, la rete di distribuzione è quella che è solitamente caratterizzata da una maggiore rigidità . Tale aspetto negativo sarebbe cosìsuperato perché – grazie ai contatori intelligenti (smart metering) – gli scambi di energia si modulano a seconda delle esigenze includendo anche produttori che sono diffusi sul territorio senza essere collegati alla rete di trasmissione nazionale (si pensi, ad esempio, alla disponibilità di energia eccedente di coloro che sfruttano l’energia solare). Il consumatore cosìpuò decidere le sedi di approvvigionamento modulando la propria domanda a seconda dei bisogni effettivi e può diventare lui stesso soggetto produttore qualora immagazzini energia di fonte rinnovabile disponibile. Per questo è stato coniato il nuovo termine di prosumer la cui crasi simboleggia bene il nuovo ruolo di consumatore attivo che le smart grid sono in grado di produrre.

I profili di innovazione

Le smart grid tuttavia non innovano solo la parte relativa alla distribuzione elettrica ma hanno un impatto significativo anche su altri aspetti. Innanzitutto, si può dire che esse creano un ‘mercato nel mercato’ nel senso che senza alcuna pianificazione e programmazione domanda e offerta si disarticolano e riarticolano in continuo secondo le preferenze e i bisogni dei consumatori e secondo anche, naturalmente, le disponibilità di fonti di generazione diffuse sul territorio. Si tratta dunque di soluzioni che arricchiscono le relazioni rendendole più aderenti ai bisogni effettivi e alle risorse del territorio, garantendo cosìuna maggiore efficienza energetica.

Le smart grid, inoltre, consentono di sviluppare servizi aggiuntivi. Ad esse sono per esempio ricollegati i servizi di ricarica per i veicoli elettrici che in alcune città si stanno lentamente realizzando. Dunque sono in grado di avere un impatto positivo in termini di compatibilità ambientale anche sulla mobilità e sui trasporti urbani.

Infine, le smart grid producono un riflesso positivo per settori economici importanti in termini di quella che viene solitamente chiamata green economy: si pensi allo stimolo che essi producono per la costruzione di veicoli elettrici, per i costruttori e i rigeneratori di batterie, lo sviluppo dei dispositivi intelligenti di controllo, ecc.

Il quadro normativo e le sfide sulla regolazione

Al momento il quadro normativo è ancora primordiale. Si deve comunque all’UE l’impulso più importante allo sviluppo di queste reti. Sono state prese in considerazione all’interno di quello che è stato definito il terzo pacchetto energia e, in particolare, nella direttiva 29/72/CE che considera l’adozione delle ‘reti intelligenti’ come uno strumento rilevante per il raggiungimento degli obiettivi del programma Europa 22, con particolare riferimento all’obiettivo della produzione del 2 per cento da fonti rinnovabili e del risparmio energetico. Non deve sorprendere, tuttavia, che i riferimenti normativi siano cosìessenziali e, forse, è anche augurabile che rimangano cosìlievi, perché la diffusione di questi nuovi rapporti necessita di strumenti di regolazione non troppo rigidi. In questo momento, infatti, l’Europa e i paesi membri sono impegnati principalmente nello sviluppo di programmi di sperimentazione.

Lo sviluppo dei nuovi servizi connessi alle smart grid necessita infatti di uno spazio di sperimentazione che non deve essere ‘soffocato’ da un eccesso di regolazione. In adesione a un consolidato indirizzo delle autorità antitrust, la diffusione dei servizi innovativi necessita, specie in una prima fase, di un grado elevato di libertà di intrapresa.

In secondo luogo, stante i significativi vantaggi che tali reti comportano per gli interessi generali, si giustifica lo sviluppo di programmi di sostegno attivo da parte delle autorità di governo. Dunque più che regole, servono incentivi economici e di altro genere a sostegno dei vari attori protagonisti. Da questo punto di vista la leva degli aiuti di stato per lo sviluppo di attività aventi effetti positivi per l’ambiente potrebbe essere di grande utilità .

Infine, il successo di questa trasformazione dei rapporti nel settore elettrico passa anche per una crescita della consapevolezza degli utenti e della capacità di questi di mettersi in rete per condizionare lo sviluppo dei produttori a generazione diffusa. Per questo fine le autorità di governo si devono attrezzare per utilizzare strumenti di governo diversi dal potere pubblico classico. Campagne di informazione, sostegno delle sperimentazioni con la creazione di network tra società di produzione e consumatori, messa a disposizione di sedi per lo sviluppo di servizi aggiuntivi, sostegno alla formazione di gruppi di consumatori che agiscano alla stregua dei GAS, già noti per fenomeni quali quelli dello sviluppo del commercio equo e sostenibile tra produttori e consumatori. Per le autorità di regolazione di questo settore si tratta di agire con strumenti nuovi.

Sussistono, inoltre, alcuni problemi collegati alla riservatezza dei dati e alla privacy che dovranno essere trattati con grande attenzione anche perché il metering mette in circolo informazioni legate alle abitudini delle persone che potrebbero essere utilizzate in modo illecito.

L’Italia

Tra i paesi che più si distinguono per lo sviluppo delle smart grid c’è l’Italia. Attraverso il programma Telegestore, promosso da ENEL, il nostro paese ha messo in opera una delle più massicce operazioni di sostituzione dei contatori, dotando la quasi totalità della popolazione dei nuovi strumenti fondamentali per realizzare le trasformazioni descritte. Inoltre, sotto la guida e l’impulso dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, sono state avviate diverse sperimentazioni da parte delle maggiori società di distribuzione elettrica in varie parti d’Italia. A tal fine l’Autorità ha stabilito una modulazione delle tariffe tesa a favorire tale processo (si veda Delib. n. 348/7) e ha attivato una procedura per la selezione degli investimenti ammessi al trattamento di favore (Delib. ARG/elt 39/1) che è tra le più avanzate in Europa. Molte sperimentazioni sono ora in atto. Questo ruolo che l’Autorità ha meritoriamente sviluppato in via autonoma ha trovato poi un riconoscimento normativo, dato che l’attuale articolo 43, comma 5, decreto legislativo 1 giugno 211, n. 93, ha attribuito all’Autorità il compito di adottare le politiche necessarie allo sviluppo e alla diffusione delle smart grid.

Una nuova trasformazione del ruolo del pubblico?

In questa trasformazione pare di rinvenire i segni di una fase di passaggio del ruolo del regolatore pubblico e, in genere, dei soggetti pubblici. Alla stregua di quanto avvenne tra gli anni ottanta e novanta dello scorso secolo, in cui i processi di liberalizzazione e privatizzazione hanno attribuito ai pubblici poteri il ruolo di soggetti regolatori, liberandoli da più diretti impegni gestionali, anche ora sembrano delinearsi le nuove caratteristiche del ruolo dei regolatori. Le smart grid, infatti, rientrano nella più generale forma di smart regulation, in cui cioè i soggetti pubblici sono principalmente tenuti ad accompagnare gli attori sociali nella promozione e nello sviluppo di nuove relazioni più libere, integrate ed ecologicamente compatibili che rendano possibile la coesistenza tra interessi privati e interessi generali.

Alle autorità pubbliche non spetterebbe tanto di indicare i fini da raggiungere, né di limitarsi ad arbitrare il libero gioco dei concorrenti, ma avrebbero il compito di creare le regole di un nuovo gioco convincendo gli attori che i benefici di interesse generale che queste realizzano si saldano anche con gli interessi privati dei singoli giocatori. Si tratta di una funzione maieutica e di sostegno delle autorità pubbliche che si realizza con un mix di strumenti, alcuni dei quali classici, altri del tutto nuovi e non necessariamente fondati sulla forza dell’autorità .



Lascia un commento