Un fenomeno sociale e culturale in forte crescita
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A Roma, e non solo, boom di orti urbani

Le aree degradate della capitale prendono vita grazie agli intraprendenti ortisti romani

fotozappataLa mappa on line di Zappata romana, aggiornata al 2013, restituisce il quadro del grado di diffusione della pratica degli orti urbani nell'area romana. L'associazione, che dal 2010 si occupa di mappare gli orti e i giardini condivisi di Roma ha evidenziato che gli orti e i giardini condivisi di Roma sono aumentati del 50 per cento in un anno, passando da 100 a 150.

Gli orti e i giardini condivisi sono una buona pratica di cittadinanza attiva che contribuisce alla tutela del verde urbano come bene comune e alla riqualificazione delle aree cittadine. La creazione e manutenzione di orti urbani permette ai cittadini di cementare il senso di appartenenza alla comunità e rappresenta una leva per favorire l’integrazione, oltre ad essere, secondo molti, una ricetta anti/crisi.

Non solo Roma….

Gli orti e i giardini condivisi sono diffusi in tutte le maggiori città del mondo e sono diventati un fenomeno degno dell’attenzione degli studiosi di diverse discipline, nonché oggetto di un corso dell’Università Alma mater di Bologna. Il corso mira a formare un “operatore per la progettazione e la gestione di orti comunitari urbani”, iniziativa che rientra nel progetto europeo Hortis, finanziato dalla Comunità europea.

Se a Roma gli orti urbani aumentati del 5 per cento, in tutta l’Italia è stato raggiunto un record: 1,1 milioni di metri quadri di terreno di proprietà comunale adibiti alla coltivazione ad uso domestico, all’impianto di orti e al giardinaggio ricreativo. Lo dice un’analisi della Coldiretti sulla base del rapporto Istat sul Verde Urbano presentata in occasione di ‘Cibi d’Italia’ evento di Campagna Amica presso il Castello Sforzesco di Milano. preservare spesso aree verdi interstiziali tra le aree edificate per lo piu’ incolte e destinate all’abbandono e al degrado. Secondo il censimento effettuato dall’Istat quasi la meta’ (38%) delle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia – sottolinea la Coldiretti – ha previsto orti urbani tra le modalita’ di gestione delle aree del verde, con forti polarizzazioni regionali: il 72% delle citta’ del Nord-ovest, poco meno del 6% e del 41% rispettivamente nel nord-est e nel centro (con concentrazioni geografiche in Emilia-Romagna e Toscana, ma ben rappresentati anche in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nel Lazio). Nel mezzogiorno, infine, risultano presenti solo a Napoli, Andria, Barletta e Palermo.

Gli orti urbani: terreno fertile per l’amministrazione condivisa

Il Comune di Varese ha promosso il progetto “Orto anch’io”, mediante il quale sono messi a disposizione delle aree verdi per favorire la coltivazione di orti urbani. Il Comune prevede come primi fruitori del progetto le persone anziane, per favorire una maggiore integrazione fra i nonni e i loro nipoti.

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