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Tommaso Cestrone: l ' angelo di Carditello che amava la sua terra
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La Reggia borbonica di Carditello perde il suo ” angelo ”

Tommaso Cestrone, il custode volontario della Reggia è morto

Ogni giorno semplici cittadini si occupano volontariamente e gratuitamente di preservare i luoghi storici e i beni comuni presenti nel loro territorio, non per la voglia di ottenere riconoscimenti, ma semplicemente per amore verso gli stessi. Tra questi, Tommaso Cestrone, volontario della Protezione civile, morto la sera della vigilia di Natale e ricordato da tutti come " l ' angelo custode " della Reggia borbonica di Carditello, a San Tammaro, provincia di Caserta.

Tommaso Cestrone, uomo comune, volontario della Protezione civile di San Tammaro, custodiva volontariamente e gratuitamente da circa due anni, la Reggia di Carditello, la residenza di caccia dei Borbone, abbandonata prima all’incuria del tempo e dei saccheggiatori e poi messa all’asta. Aveva la sua azienda agricola di fronte alla Reggia e stufo dello stato di abbandono in cui versavano i giardini reali cominciò ad occuparsene ripulendoli dai rifiuti e facendo rivivere il loro splendore. Cestrone, nominato nel 2012 dal giudice del tribunale fallimentare custode giudiziario ausiliario della Reggia, si occupava della manutenzione ordinaria del parco, presidiando il sito anche di notte e dormendo in una roulotte. I suoi amici lo ricorderanno come ” l’angelo di Carditello ” perché il suo volontariato era pura passione che non si arrestò neanche di fronte a minacce, intimidazioni, incendio dell’auto e persino uccisione di alcune pecore da parte di speculatori interessati al mantenimento dello stato di degrado della Reggia. A Tommaso Cestrone è stata  anche assegnata una menzione speciale nell’ambito del premio nazionale “Don Giuseppe Diana” per la sua opera di custodia e di tutela della Reggia.

Un bene comune da restituire alla cittadinanza!

La Reggia settecentesca di Carditello è un bene comune che deve essere restituito alla cittadinanza con l’apporto di tutte le forze della società  civile. E’ un tesoro, circondato da discariche abusive, lasciato marcire per lungo tempo, senza che le autorità  intervenissero. La Reggia, di proprietà  del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, ente pubblico gravato da una serie di debiti con il Banco di Napoli, poi assorbito da Banca Intesa, fu messa all’asta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Questa vendita non riesce ad andare a buon fine, ad oggi ben dieci tentativi di asta sono andati deserti e il rischio maggiore è che venga svenduta a infiltrati mafiosi.
Da venticinque anni comuni cittadini si impegnano per far fronte al degrado di questo gioiello con varie iniziative. Nel 2010 fu costituita l’ ” Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni ” , impegnata fin dall’inizio nella valorizzazione del sito attraverso il coordinamento di tutti gli stakeholders coinvolti, fino a riuscire a convincere l’amministrazione locale della necessaria gestione pubblica dello stesso. Sono stati cosìstipulati, nel corso del tempo, protocolli di intesa con gli enti locali che hanno via via abbandonato l’orientamento favorevole a una privatizzazione della Reggia, anche con il consenso dell’attuale Ministro dei Beni e delle attività  culturali Massimo Bray. Inoltre nel settembre scorso i rappresentanti di 12 ordini professionali della Provincia di Caserta e il Presidente della Camera di Commercio hanno sottoscritto un accordo per la nascita della Fondazione per il Real Sito di Carditello con l’obiettivo di valorizzare e prendersi cura di un bene comune coinvolgendo tutti gli attori locali. Raffaele Zito di   ” Agenda 21 per Carditello ” ha sottolineato come ” i sacrifici di Tommaso Cestrone daranno frutti importantissimi ” , uomo da prendere ad esempio per quei cittadini che si attivano semplicemente perché amano la loro terra.

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