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"Il regolamento é il primo atto, direi quello fondamentale di una giunta che chiede ai cittadini partecipazione e sa di dover dare in cambio potere decisionale autentico"
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Chieri verso il Regolamento per la cura dei beni comuni

L'amministrazione locale ha aperto un confronto con la cittadinanza per l'adozione del testo

Sarà  Chieri, cittadina in provincia di Torino, dopo Siena, L'Aquila, Ivrea, Catanzaro, Asciano e Bari il prossimo comune che adotterà  il Regolamento sulla cura condivisa dei beni comuni di Labsus la cui bozza è stata resa pubblica attraverso il quotidiano ChieriOggi. L'obiettivo è quello di raccogliere le voci e i commenti degli attori locali al fine di migliorare ed integrare il testo che, con molta probabilità , sarà  adottato ai primi di ottobre.

“Il programma di mandato della nostra Giunta si intitola Chieri comune per i beni comuni. Il regolamento é il primo atto, direi quello fondamentale di una giunta che chiede ai cittadini partecipazione e sa di dover dare in cambio potere decisionale autentico”, spiega a Labsus il vicesindaco di Chieri con delega ai Beni comuni e partecipazione Ugo Mattei.
La bozza, diffusa attraverso il quotidiano ChieriOggi, si compone di 47 articoli che riprendono nella sostanza il testo del Regolamento sulla cura condivisa dei beni comuni urbani redatto da Labsus e presentato il 22 febbraio scorso a Bologna. Dopo questa data molti altri comuni italiani, consci della portata innovativa del testo che fa perno su un nuovo modo di intendere il rapporto società -istituzioni basato sulla collaborazione, hanno fatto a gara per adottare il documento modificandolo secondo le proprie esigenze e specificità  territoriali. E cosìanche il comune di Chieri ha deciso di adottare il testo rendendo pubblica la bozza per una più ampia condivisione con gli attori del territorio.
“Stiamo procedendo ad un’approvazione ‘condivisa’ del regolamento – precisa Mattei – che discuteremo nelle prossime settimane nell’ambito di tre assemblee di bilancio partecipato. Nel redigere la bozza attualmente in discussione ho tenuto conto non solo del modello Labsus ma anche di altre esperienze di lotta per i beni comuni, in particolare quella dell’Asilo Filangieri di Napoli e soprattutto dei lavori della Costituente per i beni comuni del Teatro Valle”.

Dal “Quaderno della partecipazione” alla “Giuria dei beni comuni”: i punti della bozza

Il  “Regolamento comunale per la partecipazione nel governo e nella cura dei beni comuni” di Chieri non si discosta molto dal testo redatto da Labsus anche se presenta alcuni punti nuovi come la “Giuria dei beni comuni” (art. 43), il “Quaderno di partecipazione” (art. 21) e l’adozione di termini quali “comunità  di riferimento” e “patto di condivisione“. Vediamo nel dettaglio i principali aspetti del documento.
La bozza si apre, al Titolo I – Principi generali, con l’indicazione dell’obiettivo dell’amministrazione comunale che specifica subito il concetto di “beni comuni”: “Il Comune di Chieri, anche al fine di tutelare le generazioni future, tutela i beni che la collettività  riconosce come comuni, in quanto funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali delle persone nel loro contesto ecologico urbano e rurale. Principi fondamentali nel governo dei beni comuni sono la cura condivisa e la partecipazione nei processi decisionali” (art. 1 “Beni comuni”). All’articolo 6 si fa invece riferimento allo strumento della collaborazione tra Comune e “soggettività  autonome” del territorio: il patto di condivisione con cui viene concordato “quanto necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura e di rigenerazione dei beni comuni”. Sotto questo profilo non sussistono sostanziali differenze con il “patto di collaborazione” previsto dal Regolamento di Labsus che viene completamente recepito anche per quanto riguarda i tipi di intervento di cura che possono essere regolati: “la cura occasionale, la cura costante e continuativa, la gestione condivisa e la rigenerazione” dei beni comuni.

All’articolo 21 si fa riferimento invece al “Quaderno della partecipazione“: “Per lo svolgimento delle attività  all’interno di ciascuno dei beni comuni è istituito un quaderno di partecipazione, che sarà  compilato e aggiornato secondo le modalità  stabilite dalla comunità  di riferimento. Coloro che vogliono usufruire dei beni comuni compilano una scheda di presentazione delle attività  che intendono svolgere e la presentano alla comunità  di riferimento”. Le attività  e gli interventi cosìindicati vengono poi discussi nell’ambito di un’Assemblea di autogestione che è l’organo decisionale della comunità  di riferimento, cosìcome stabilito all’articolo 23 (“Democrazia assembleare”). Rispetto invece ai temi relativi alla formazione (rivolta tanto al personale comunale quanto ai cittadini), alle agevolazioni amministrative, alla comunicazione collaborativa nonché alla responsabilità  degli interventi realizzati la bozza richiama quanto previsto dal Regolamento di Labsus.

Infine, come previsto anche nel nostro testo, laddove sussistano controversie tra i soggetti del patto viene istituito un “Collegio arbitrale dei beni comuni” composto da tre membri (“di cui uno designato dalla comunità  di riferimento, uno dal Comune ed uno di comune accordo oppure, in caso di controversie riguardanti terzi soggetti, da parte di questi ultimi”), con la differenza che, all’articolo 43 (comma 4) della bozza di Chieri, si prevede anche l’istituzione di una “Giuria dei beni comuni“: “Le parti possono appellare la decisione (del Collegio arbitrale, ndr) presso una Giuria dei beni comuni, istituita di volta in volta e composta da 5 (cinque) membri sorteggiati fra gli elettori del Comune nel rispetto dell’equilibrio di genere”. Giuria che può essere istituita anche “al fine di decidere su istanza di una comunità  di riferimento a cui sia negata la stipula di un patto di condivisione relativo a un bene da essa ritenuto comune” (comma 5, art. 43).
Il testo definitivo del Regolamento dovrebbe essere pronto ad ottobre per poi, come si legge all’articolo 46, entrare in vigore “decorsi quindici giorni dall’esecutività  della delibera che lo approva. Durante il periodo di sperimentazione, il Comune verificherà , con il coinvolgimento delle soggettività  autonome, l’attuazione del presente regolamento al fine di valutare la necessità  di adottare interventi correttivi”.
L’Italia del Regolamento cresce e con esso la consapevolezza che i cittadini sono una risorsa fondamentale per la valorizzazione e la cura del territorio a cui va riconosciuto un potere effettivo, autentico come rimarcato da Ugo Mattei.

Leggi la bozza del Regolamento del Comune di Chieri

Twitter: @AngelaGallo1
gallo@labsus.net

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