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Avevamo l'occasione di creare una sorta di coscienza comune e potevamo farlo garantendo massimo supporto a chiunque avesse intenzione di farlo
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Il Regolamento per la cura dei beni comuni sbarca a Castelnuovo Berardenga

Un'intervista al Vice Sindaco per approfondire il processo di approvazione

A Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, è stato approvato il Regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani ispirato al modello di Bologna. Per comprendere pienamente il punto di vista e le motivazioni che hanno portato l ' amministrazione di questo comune a compiere questo piccolo ma importante passo, noi di Labsus abbiamo posto qualche domanda al promotore dell'iniziativa, il Vice Sindaco Alessandro Maggi.

Gentile Dott. Maggi, cosa l’ha spinta a proporre il Regolamento al suo Comune?

Credo sia doveroso partire asetticamente dal presupposto che tutto nasce dalla consapevolezza che esisteva un meccanismo tale da poter coinvolgere quanto più possibile il cittadino attivo nella cura del bene comune. Diciamo che questa consapevolezza è stata un po’ la lampadina che ha acceso in noi la voglia di approfondire l’opportunità , cercando prima di tutto di contestualizzarla alle caratteristiche del tessuto sociale e geografico del nostro territorio. Il comune di Castelnuovo Berardenga è caratterizzato da numerose frazioni che variano tra i 300 e i 700/800 abitanti, con punte di 2000 per il capoluogo e di 1100 per la frazione più grande. Al tempo stesso, però, abbiamo la fortuna che queste frazioni vivono una vita sociale particolarmente fiorente (la nostra Consulta dell’Associazionismo conta circa 70 onlus iscritte, e non tutte le associazioni lo sono).
L’impegno della gente per il territorio, l’amore che i nostri cittadini provano per i loro paesi, per le loro tradizioni, avrebbe potuto avere una nuova opportunità , anche e sopratutto alla luce di diverse iniziative estemporanee che già  si inserivano nel percorso della cura dei beni comuni. Avevamo l’occasione di creare una sorta di coscienza comune e potevamo farlo garantendo massimo supporto, formale e sostanziale, a chiunque avesse intenzione di farlo.

Come è stata accolta la proposta dai suoi colleghi?

In maniera assolutamente positiva e, fatte le dovute valutazioni, sopratutto di carattere formale, il percorso è stato accompagnato con entusiasmo e collaborazione, sia da parte della Giunta che del Consiglio Comunale, concretizzatosi nell’organizzazione di una serie di incontri di presentazione e di ascolto proprio nelle frazioni del territorio e nel consistente aiuto formale da parte della collega assessora al Bilancio, Letizia Pacenti. Al termine dell’iter, dopo che in commissione Assetto del Territorio abbiamo accolto alcune proposte di modifica da parte delle opposizioni, il Regolamento è stato approvato all’unanimità  dal Consiglio Comunale nella seduta dello scorso 28 aprile.

Avete in mente un ambito particolare di applicazione immediata, una sorta di punto di partenza concreto?

Dal punto di vista amministrativo, dopo aver predisposto ed approvato una delibera di giunta con la quale inviteremo a presentare delle proposte, come indicato dal Regolamento, vorremmo coinvolgere la nostra Consulta dell’Associazionismo e del Volontariato affinché ci possa sostenere sopratutto nella divulgazione e nei rapporti con il mondo del terzo settore. Ciò non deve distogliere dall’opportunità  che ogni singolo cittadino potrà  dare il suo piccolo ma determinante contributo. Sotto l’aspetto pratico, anche alla luce delle iniziative già  intraprese da alcune associazioni di volontariato, riteniamo che l’ambito principale di azione potrà  essere quello della cura del verde pubblico, sia per una migliore fruibilità  degli spazi (giardini pubblici, aree attrezzate per bambini), sia per una migliore presentazione del nostro territorio ai turisti (parchi, aiuole, sentieri, ecc.). Inoltre, il nostro territorio ha una vastissima rete di viabilità  secondaria (strade bianche, famose in tutto il mondo, sentieri, mulattiere) di proprietà  privata ma gravate di servitù di pubblico uso, in quanto comprese nell’elenco delle strade vicinali: alla luce di un progetto di sentieristica che stiamo avviando insieme agli altri comuni del Chianti Senese e ad alcune associazioni di volontariato, il regolamento potrà  consentire la manutenzione di questi percorsi, per renderli costantemente fruibili da parte di appassionati dell’escursionismo, turisti, amanti della natura, ecc. Infine, ma non ultimo, l’importante opera di pulizia dell’ambiente urbano, già  sviluppata sia con “Puliamo il Mondo”, sia con l’annuale iniziativa della Consulta “Insieme siamo tanti, per pulire Crete e Chianti”.

Abbiamo letto che avete iniziato a coinvolgere le varie frazioni del vostro territorio, pensate di coinvolgere anche i Comuni limitrofi per un aiuto nell’attuazione del programma oppure di suggerire loro di valutare se approvare il nostro Regolamento?

Posso dire che non ce ne sarà  bisogno, perché ogni volta che un amministratore viene a conoscenza della nostra iniziativa, mi contatta per avere informazioni, sia di carattere formale che sostanziale, sul contenuto e sulle opportunità  che questo documento può andare a creare. Ritengo questo l’aspetto più importante per riuscire a creare una coscienza collettiva: dobbiamo passare dal vecchio criterio del “ma a questo ci deve pensare il Comune” ad un nuovo spirito collaborativo, che durante le presentazioni ho semplificato ed estremizzato con la formulina: “se lo faccio io cittadino/associazione, il comune può fare altro e il mio ambiente ne guadagna, perché insieme abbiamo fatto due cose anziché una”. Affinché questa mentalità  si consolidi, deve essere percepita come la normalità , un qualcosa di scontato perché “cosìfan tutti”.

Ci può descrivere qualcuna delle modifiche che avete apportato per rendere il Regolamento più consono alle esigenze del vostro territorio?

Diciamo che abbiamo provato a fare una sorta di collage tra il regolamento del comune di Bologna, il primo in assoluto e considerato una sorta di guida, quello di Siena, vicino alla nostra realtà  ed il cui vicesindaco, Fulvio Mancuso, ci ha garantito un sensibile sostegno nella fase conoscitiva, ed alcune esigenze dettate dalle specificità  del nostro territorio e del tessuto sociale che lo contraddistingue. Abbiamo fatto esplicito riferimento al mondo dell’associazionismo ed a queste caratteristiche territoriali, proprio all’Art.1 laddove si illustrano le basi fondative dell’iniziativa (finalità , oggetto ed ambito di applicazione).   Nella sostanza, abbiamo cercato di semplificare alcune situazioni, prevedendo la possibilità  di rimborsare fin da subito l’intero costo da sostenere, oppure aumentando la percentuale delle spese tecniche rispetto al totale rimborsabile, in funzione della possibilità  di dover intervenire con modeste opere su beni notificati, caso che comporterebbe una spesa di progettazione addirittura maggiore di quella per l’intervento di recupero.  Inoltre, con un lavoro di perfezionamento formale, svolto grazie alla collaborazione del nostro Segretario Comunale, abbiamo deciso di stabilire fin dal regolamento le competenze specifiche, tra giunta, servizi e relativi responsabili, per l’attuazione di tutti i passaggi previsti dal regolamento stesso.

Ringraziamo il dott. Maggi per la disponibilità  e auguriamo buona fortuna al comune di Castelnuovo Berardenga e ai suoi cittadini.

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