Una fruttuosa collaborazione per la manutenzione delle strade campestri

Un percorso di manutenzione condivisa di un bene comune che favorisce lo sviluppo locale e offre un servizio a tutta la comunità  del territorio.

L’applicazione del principio di sussidiarietà  pone le basi per tale ripensamento, favorendo l’individuazione di nuove risorse per la gestione dei beni comuni entro la relazione tra cittadini e amministrazioni.

Quanto avvenuto a Foglizzo, una cittadina piemontese situata tra Torino e Ivrea, è un esempio emblematico di quanto si sta sostenendo. Da un anno a questa parte la cittadina piemontese è stata teatro di un interessante esperimento volto alla manutenzione delle strade campestri. Il progetto prende forma quando, in sede di campagna elettorale, l’attuale amministrazione in carica viene sollecitata dagli agricoltori della zona ad intervenire per migliorare l’agibilità  delle strade campestri, principali vie di accesso ai terreni agricoli. L’agricoltura e nello specifico la produzione di cereali, è una delle principali attività  produttive della zona e per questo è forte la sensibilità  per le problematiche inerenti.

La gestione partecipata di un bene comune

Se nel recente passato, in condizione di maggiore disponibilità  economica, le amministrazioni si erano fatte carico autonomamente delle operazioni di manutenzione dei terreni, attualmente il quadro appare cambiato. L’attuale amministrazione deve fronteggiare dei vincoli di spesa che ne ostacolano un intervento sostenuto unicamente dalle casse comunali. In altre parole, la volontà  di accogliere le richieste dei cittadini si scontra con la scarsità  di risorse economiche a disposizione.

E’ da questo limite che si sviluppa l’idea di implicare in prima persona gli agricoltori nelle attività  di manutenzione. Viene loro proposto di costruire un percorso condiviso di manutenzione delle strade campestri: l’amministrazione, oltre a mettere a disposizione i materiali inerti necessari ai lavori, si propone come organizzatore del processo e trait dunion tra i singoli agricoltori aderenti. A questi ultimi viene proposto di partecipare sia come ” mano d’opera ” che attraverso i loro macchinari agricoli (trattori, scavatori, rimorchi). Vengono cosìorganizzate delle squadre di lavoratori, supervisionate dall’assessorato all’agricoltura, che si dedicano volontariamente e con loro mezzi alla sistemazione delle strade bianche. Infine, una ditta locale che si occupa di movimenti di terra mette a disposizione le proprie macchine per supportare i lavori di trasporto del materiale.

Valorizzare un bene comune: un’azione necessariamente condivisa

Nasce un percorso condiviso di presa in carico del bene comune, finalizzato alla valorizzazione del territorio e al supporto dei lavoratori locali. Infatti, l’esigenza espressa dagli agricoltori locali nasceva proprio dalla necessità  di migliorare l’accesso ai terreni agricoli, spesso ostacolato dai danni occorsi negli anni alle strade campestri. Parallelamente, le operazioni di manutenzione hanno reso accessibile il territorio non solo agli agricoltori ma a tutta la cittadinanza: ne deriva cosìun guadagno non solo per attività  agricole ma anche per quelle ricreative e turistiche.

Il successo avuto dall’iniziativa e l’ampia partecipazione da parte degli agricoltori lasciano intravedere la possibilità  di replicare l’iniziativa negli anni a venire. Ma non solo. Quanto verificatosi costituisce prova dell’importanza di una funzione catalizzatrice da parte della Pubblica amministrazione che, assecondando e organizzando i bisogni espressi dalla cittadinanza, favorisce lo sviluppo locale e l’incremento di capitale sociale.

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