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Arsity: il museo come luogo di socialità

Arsity, la startup a vocazione sociale: mettere in contatto le persone che vogliono visitare la stessa mostra

Arsity è la prima piattaforma collaborativa che permette di incontrare nuove persone per andare al museo. La dimensione comunitaria diventa protagonista dei musei e degli altri spazi d ' arte in città .

A Roma è appena nata Arsity, una startup che ha una vocazione sociale: quella di creare una comunità che mette in contatto le persone che vogliono visitare la stessa mostra, cambiando il modo di vivere l’arte in città .
Oltre 80 musei e 50 spazi d’arte. Sono i numeri della sfida di Arsity: geolocalizzare tutte le mostre in corso a Roma, come prima tra le città d’arte mappate. Ogni museo ha un suo canale comunicativo, una sua programmazione, e non esiste una piattaforma che li aggreghi tutti, dove poter scambiare opinioni e commenti, salvare le mostre preferite e quelle da vedere, ma soprattutto dove poter trovare altre persone con gli stessi interessi per visitarle insieme.

La città come campo di sfida

Chi l’ha detto che le smart cities sono solo quelle che permettono di arrivare dal posto A al posto B nel minor tempo possibile? Molto ormai della tecnologia non riguarda più unicamente il modo in cui le persone vivono singolarmente, ma riguarda le relazioni che queste instaurano tra di loro, o il grado in cui sono abilitate a farlo.
Le ” città intelligenti ” , se cosìle possiamo chiamare, sono soprattutto quelle che riescono a valorizzare i propri spazi, come i musei, aprendoli sempre più al pubblico e rendendoli centri di interazione e di vitalità sociale.

Il museo come luogo di relazione

L’idea di Arsity è quella di un museo che riprende il proprio ruolo all’interno della società , in cui la dimensione comunitaria diventa protagonista.
Per questo Arsity mappa non solo i musei pubblici ma anche gli altri spazi d’arte, come gallerie, accademie e centri culturali, che dal centro alla periferia arricchiscono il tessuto culturale di Roma.
Il museo è concepito come luogo di interazione tra persone, in una società in cui le relazioni umane sono sempre più veloci e impersonali. Il progetto vuole diffondere l’idea di una nuova funzione del museo e ha creato uno strumento che permetta di incontrare altre persone per condividere momenti quotidiani e al contempo unici, perché occasione di condivisione di nuove esperienze.

Il valore di un’idea

Sul sito, online da qualche giorno, è già possibile creare i gruppi, cioè scegliere una mostra e decidere un giorno e un’ora precisa per visitarlo, e trovare cosìaltre persone che si vorranno unire per condividere l’esperienza.
Valorizzare il patrimonio significa viverlo, e per fare questo Arsity utilizza le nuove tecnologie non come un fine, ma come strumento che abilita i cittadini ad intessere relazioni, a mobilitarsi, a contaminarsi all’interno della propria città .
La piattaforma avrà a breve i primi vantaggi tipici delle piattaforme di sharing economy, per quei musei che, riconoscendo proprio questo forte valore sociale, applicheranno uno sconto a chi vorrà visitare una mostra insieme a persone che non conosce, ma senza le quali probabilmente non l’avrebbe fatto.
Nella società di massa l’arte, che la si guardi dentro o fuori dai musei, ha sicuramente allargato enormemente la sua platea, ed ha una forza di cambiamento che nel mondo d’oggi non ha pari.
Per Arsity questa forza è quella di connettere le persone.

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