appuntamento al cinema senza barriere
Beni e attività culturali

Non vedono, non sentono. Eppure al cinema…

La primavera del Farnese è una scommessa per la disabilità

La “settima arte” è considerata da tutti, spettatori e critici, come l’arte popolare per eccellenza. Difatti, piccoli e grandi, pubblico agiato o meno, donne e uomini, si ritrovano ad occhi spalancati davanti allo schermo grande con la speranza forse di scappare per un paio d’ore alle vicissitudini della quotidianità. Occhi ed orecchi, appunto, due organi a quanto pare indispensabili per godersi un Almodovar o un Jean Becker… ma i nostri concittadini privati della visione, dell’udito o di ambedue potrebbero anche loro assaggiare le parole del personaggio incarnato da una sensuale Penelope Cruz ?

Il cinema Farnese di Roma risponde positivamente. Difatti da marzo scorso è stato dato il via alla rassegna “Appuntamento al cinema senza barriere. Al cinema insieme, Stessa sala, stesso film” nell’unico cinema per ora equipaggiato nella capitale. L’iniziativa si rivolgerà almeno fino alla fine maggio ai non udenti, non vedenti e sordomuti grazie agli sforzi tecnici attuati dal Farnese, sostenuto da vari enti pubblici, grandi imprese cinematografiche ed associazioni.


Non vedono, non sentono, eppure avranno finalmente la possibilità di accedere alle sale di proiezioni, eludendo per un paio d’ore la propria disabilità e straordinaria quotidianità. Tenendo conto delle esigenze europee di modernizzazione delle strutture cinematografiche e magari ispirato all’esempio britannico (si contano ad esempio in gran Bretagna oltre 2 strutture appositamente attrezzate), il Farnese ha potuto aprire le sue porte ai disabili visivi proponendo un progetto sia tecnicamente valido riguardo agli standard europei, sia umanamente molto interessante e chiamato a replicarsi al di là di questa puntuale rassegna e, speriamo, ad espandersi rapidamente.


Se non ci fossero stati né il sostegno dell’Assessorato ai Lavori pubblici e alla Politica della casa, dell’Anecagis della regione Lazio né il contributo tecnico di grandi nomi quali la Warner bros in Italia o il 2th century Fox che hanno messo a disposizione le copie dei film da proiettare, i nostri concittadini si sarebbero forse dovuti accontentare delle solite preoccupazioni, ai soliti margini della società moderna.


Eppure, sostenuti e difesi anche da ben otto associazioni tra cui l’Aiace (Associazione italiana degli Amici del cinema d’Essai), l’AIRPI (Assoc. Italiana Retine Pigmentosa e Ipovisione), l’Ens (Ente Nazionale Sordomuti) o ancora l’Uic (Unione Italiana Ciechi), i suddetti disabili potranno vedere gli stessi film della gente comune, non ancora impolverati dal passare degli anni o della moda.


Grandi film come « Volver » (26) di Pedro Almodovar o “Il mio amico giardiniere” (27) del Jean Becker, senza dimenticare “Giorni e nuvole” di Silvio Soldini” saranno in grado di dare colori e gusto a delle vite segnate da costrizioni e frustrazioni. Il tutto gratuitamente per questi insoliti spettatori e con un contributo di soli tre euro per ogni accompagnatore.


Il Farnese ha forse completato – grazie a sostegni, collaborazioni e contributi materiali – la classica denomina di “arte popolare per eccellenza”, aggiungendo una maggiore accessibilità e, di conseguenza, un segno di vera e propria democrazia culturale.


In allegato la scheda del caso.



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