Dal principio teorico del diritto alla salute per tutti alla reale fruibilità dei servizi sanitari per tutta la popolazione
Salute

Informasalute, uno sportello per gli immigrati

Un servizio gestito da volontari immigrati a favore di altri immigrati

romaCaritas diocesana, Asl RM-A e Ufficio migrantes uniti per promuovere il nuovo centro di orientamento sanitario gestito da stranieri e riservato alle comunità etniche in particolare cinesi, la più numerosa e quella maggiormente esposta alle difficoltà linguistiche.

Già attivo a Roma un centro di orientamento sanitario gestito da immigrati volontari a favore di altri immigrati e che ha come obiettivo quello di estendere e rendere effettivo il più possibile il diritto di assistenza sanitaria. Questo il servizio offerto dallo sportello interculturale “Informasalute”. Aperto in collaborazione fra Caritas diocesana, Azienda sanitaria locale RM-A (I distretto) e Ufficio migrantes, lo sportello è un centro per promuovere l’accessibilità e la fruibilità del diritto all’assistenza sanitaria delle diverse comunità etniche e, in particolare, di quelle presenti nel I distretto sanitario – Esquilino e stazione Termini – della capitale.

Si tratta di un progetto innovativo che vede la collaborazione attiva tra le istituzioni sanitarie, il volontariato e le comunità straniere per promuovere la salute come diritto per tutti, a fronte degli ostacoli quali la paura, le difficoltà della lingua, i percorsi amministrativi complessi, spesso disomogenei e poco trasparenti, e che impediscono agli immigrati l’accesso ai servizi sanitari di base.

Il servizio, che nasce grazie al contributo di volontari, offre alle diverse comunità etniche presenti sul territorio orientamento sulle prestazioni sanitarie in varie lingue. Sono venti gli immigrati che si sono formati per un anno sulle normative sanitarie presso il poliambulatorio Caritas di via Marsala e che gestiscono in maniera autonoma e volontaria lo sportello. Il servizio rappresenta una risorsa per la città , azienda sanitaria, il quartiere e la stessa comunità , ponendosi non solo come un’iniziativa di solidarietà che vede protagonisti immigrati volontari delle comunità etniche romane coordinati dall’Ufficio migrantes diocesano, ma un vero e proprio intervento di sanità pubblica.



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