Cittadini attivi al servizio della salute collettiva
Salute

L’esempio dell’associazione Kim onlus

Volontari in azione perchè "la salute come bene comune" si affermi come una realtà

L'associazione Kim onlus nasce nel1997 grazie ad un gruppo di volontari con esperienza nel campo della cooperazione internazionale, che scelgono di mettere a frutto la loro esperienza nell'ambito delle emergenze sanitarie.

Le iniziative della onlus si dividono in quelle facenti parte dell’area sanitaria e quelle dell’area sociale. Le prime si rivolgono a minori italiani che hanno bisogno di essere ospitati a Roma, sede dell’associazione perchè devono seguire una terapia in un ospedale che si trova fuori dalla regione di provenienza. Le iniziative dell’area sanitaria, sopratutto, si pongono il fine di riempire “il vuoto nelle maglie della solidarietà internazionale”, offrendosi come interlocutore per i gravi casi di emergenza sanitaria internazionale, e per far questo opera in rete con altre associazioni.

Le zone di provenienza dei bambini ospitati da Kim sono svariate; la maggior parte proviene dai Balcani, dal Kosovo in particolare, poi dall’Africa, dall’Est europa, dal Medio Oriente. I bambini malati, che possono ricevere in Italia cure che non potrebbero ricevere nel loro paese, possono chiedere di essere curati in Italia. Gli ospedali che li accolgono si trovano a Roma e sono molti, tra i quali: il San Camillo-Forlanini, il Policlinico Gemelli, il Policlinico Umberto primo. Altre iniziative si rivolgono a quei minori le cui condizioni di vita nel proprio paese natale siano tali da costituire un serio pericolo di devianza nel futuro.

Salute condivisa: Ente e Regione lavorano insieme

La casa di Kim è inserita nell’albo regionale del Volontariato del Lazio, è Ente nazionale riconosciuto per il Servizio civile nazionale ed opera affiancato al Programma di medicina ad alta specializzazione a favore di cittadini non appartenenti alla Comunità europea della Regione Lazio, che definisce i costi per le cure ospedaliere, mentre l’ospitalità delle madri dei bambini e tutte le esigenze dei minori che non siano collegate alla patologia sono a carico della onlus. Nel 24, è stato firmato un protocollo di intesa fra la Regione e l’associazione Kim onlus che prevede la continua collaborazione delle due realtà .

La salute è un diritto

Nel momento in cui uno dei tanti minori che fanno domanda ottiene il permesso per entrare a far parte del programma, interviene la onlus ad occuparsi dell’ospedalizzazione e a garantire assistenza psicologica e morale a bambini e genitori, oltre che assistenza sanitaria. La Kim onlus, infatti, non guarda all’assistenza al minore solo dal punto di vista strettamente legato all’emergenza sanitaria, bensìha adottato un’ottica globale, che tiene conto di tutte le esigenze del minore, oltre a quelle legate ai bisogni primari.

Nel bilancio sociale della onlus, si trova un paragrafo dedicato ai principi fondanti l’associazione. Uno di questi, è il profondo convincimento della necessità di affermare il Diritto alla salute, come sancito dalla Conferenza Internazionale della Sanità di New York (1946): “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, che non consiste soltanto nell’assenza di malattie o infermità (…). I governi hanno la responsabilità dellla sanità dei loro popoli: essi per farvi parte devono prendere le misure sanitarie e sociali appropriate”.

Non solo un volontario: un cittadino attivo

La visione che i volontari della onlus hanno della salute dei minori di cui si prendono cura, difatti, v a oltre il concetto di salute comunemente inteso. Si tratta di una visione di ampio respiro, che abbraccia il benessere complessivo della persona, motivo per cui i volontari si dedicano a diversi aspetti del soggiorno dei loro ospiti, come quello relativo al supporto pricologico, morale e logistico dei bambini e delle loro madri.

Il lavoro svolto dai volontari permette di fare importanti passi avanti nella costruzione del concetto di salute come bene comune. Perchè tale bene sia tutelato, è necessaria la cooperazione tra differenti professionalità , la messa in comune delle diverse esperienze. Solo attraverso la condivisione si può realizzare un concetto di salute come bene comune, in quanto tale capace di travalicare confini etnici, territoriali, religiosi.

Il volontario rappresenta una personalità chiave nell’architettura dell’associazione. Gli ambiti nei quali operano i volontari sono diversi: l’ospedale, dove supportano i minori e le madri nei momenti di bisogno, insegnano la lingua italiana alle madri e affiancano i minori nel percorso scolastico. Poi vi sono le attività ricreative-culturali, il presidio notturno nella sede di Roma, ovvero la casa di accoglienza dove dimorano i bambini con le madri, il coordinamento dell’attività nelle botteghe, dove aiutano le madri dei minori a confezionare bomboniere e svolgere altri lavori pratici che poi potranno vendere, infine l’attività di comunicazione ed informazione.

Nel bilancio sociale dell’associazione si può trovare la definizione di volontario secondo la onlus. La terminologia utilizzata aiuta a comprendere la visione a largo raggio del ruolo di ogni individuo nella società ; il volontario è ” un cittadino attivo che con il proprio ruolo originale concorre alla rimozione delle cause di ogni forma di violazione dei diritti umani”.



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