L'opacità nei conti pubblici appanna la trasparenza delle amministrazioni
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Civicum dà i voti ai bilanci comunali

Reggio Emilia ottiene le 4 stelle della trasparenza

L’opacità dei comuni italiani si rivela in tutta la sua chiarezza nel report curato da Civicum. Lo studio, giunto alla sua terza edizione, prende in considerazione il tortuoso cammino verso la trasparenza nei conti pubblici delle principali città italiane, ma anche, nei comuni aderenti all’Accountability club (una iniziativa volta alla promozione della trasparenza nei bilanci appoggiata dal Dipartimento della funzione pubblica).

Reggio Emilia si aggiudica le quattro stelle della trasparenza e si impone come la città più virtuosa dello stivale. Il comune, infatti, ha adottato il metodo delle best practice internazionali prestando fede al modello della rendicontazione delineato da Civicum. Ha fornito, per di più, un quadro chiaro ed esaustivo del sistema di governance e di controllo interno. A seguire compaiono città quali Trento, Bolzano, Ancona e Perugia.

Sotto la lente di Civicum

Nel redigere la classifica, composta dai virtuosi e dagli ultimi della classe, Civicum ha preso in esame l’impiego, da parte dei comuni, della contabilità generale, della contabilità analitica, del bilancio consolidato e infine del sistema di controllo interno. Passi questi divenuti obbligatori con il disegno di legge "anticorruzione". A far leva sul punteggio finale attribuito ai comuni ha giocato un ruolo, non secondario, la modalità di comunicazione nonché la struttura e la forma dei bilanci.

Nessun comune, per di più, ha indicato un executive summary in inglese anche se, a onor del vero, risulta cresciuto il numero di quelli che hanno reso disponibile on-line il proprio bilancio. Eppure ancora l’oltre 2 percento dei comuni non pubblica il bilancio su Internet, anche se, il trend è in miglioramento. Infatti, nella prima edizione del rating (27), ben il 7 percento non pubblicava la rendicontazione sul web.

I comuni, invece, che presentano un bilancio alquanto annebbiato, sono Napoli, Potenza e Catanzaro che si aggiudicano gli ultimi posti della classifica. Non mancano neanche metropoli del nord come Trieste e Venezia. Milano, invece, acciuffa, per il rotto della cuffia, solo due delle quattro stelle del rating.

Modalità di valutazione

La metodologia di valutazione è stata sviluppata in collaborazione con le Big Four società di revisione (KPMG, Deloitte, Ernst&Young, PriceWaterHouseCoopers), mentre il rating e le considerazioni finali sono state curate da Civicum. L’esame ha preso in considerazione i bilanci del 28 con un punteggio su base 1. Il miglior rating è quello di Reggio Emilia, appunto, che ha ottenuto complessivamente un punteggio di 88 su cento, mentre, il secondo miglior rating è quello di Trento che si è guadagnata tre stelle con un punteggio di 5 su cento.

Margini di miglioramento sono stati riscontrati in rapporto all’omogeneità di contabilizzazione e di rendicontazione, ovvero all’impiego di standard comuni di contabilità generale ed analitica. Esistono, però, ancora forti carenze nelle aree della contabilità generale e analitica, nell’adozione di manuali di contabilità generale ed analitica per omogeneizzare le modalità di registrazione degli eventi contabili, nella presenza del bilancio consolidato e nelle indicazioni dei principi contabili adottati.

Su 21 comuni, 19 ottengono meno della metà dei punti a disposizione e ben sei città occupano i gradini più bassi della classifica (Venezia, Trieste, La Spezia, Catanzaro, Potenza e Napoli), con un punteggio che va da un massimo di 21 ad un minimo di 7 (base cento). I comuni, a fronte del via libera al ddl "anticorruzione", avranno l’obbligo di adottare il metodo della contabilità economica al posto di quella finanziaria nonché il bilancio consolidato, che include nei conti comunali anche i risultati economici delle società partecipate.

Il tallone d’Achillle dei comuni resta, però, la rendicontazione sui sistemi di auditing e controllo interno; ovvero nessuno dei comuni presi in esame indica nei bilanci le attività di internal audit, ossia le procedure di controllo interno. Il motivo è da ricercarsi nella scarsa importanza attribuita dalle amministrazioni alla verifica delle performance e al controllo di gestione. Ora, però, è la riforma del pubblico impiego (vd. testo) a richiedere alle amministrazioni comportamenti in maggior misura chiari e trasparenti.

Fare benchmarking

La strada da fare si presenta ancora accidentata e i bilanci sono ancora poco “accessibili” ai cittadini; per questo la meta da raggiungere è quella della trasparenza elaborando modelli di bilancio che siano: chiari, esaustivi, semplici, intuitivi, di facile lettura nonché disponibili sul web.

E’ in gioco la responsabilità delle amministrazioni nei confronti dei propri cittadini. A tal proposito ricordiamo, l’iniziativa promossa dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e intrapresa dalla fondazione Civicum: l’Accountability Club.

Lo scopo è quello di fare in modo che le amministrazioni, a partire dai comuni, abbiano la possibilità di confrontarsi, di fare benchmarking sulle modalità di redazione dei bilanci in modo tale da adottare standard comuni e acquisire maggiore credibilità nei confronti degli stakeholders. Il rendiconto Civicum sarà il punto di riferimento da seguire, frutto delle migliori pratiche internazionali e, come visto, adottato con successo dal comune di Reggio Emilia.



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