Il suolo è supporto alla vita e agli ecosistemi, custode della memoria storica ed elemento essenziale del paesaggio
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Agricoltura e difesa del suolo

La nuova Pac e le misure di greening per la tutela del bene comune ambiente

agricolturaL'agricoltura per la difesa del suolo e dell'ambiente contro il dissesto idrogeologico, è stato il tema che ha animato il dibattito nel corso del convegno, organizzato dal centro di ricerca EuroSapienza, "L'agricoltura e la difesa del suolo: una funzione strategica di interesse collettivo" che si è svolto il primo dicembre a Roma presso la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Il Convegno nasce da una iniziativa lanciata da EuroSapienza che ha realizzato, in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina, il progetto Agri.21-144 la Politica Agricola Comune (PAC) e la gestione dei disastri ambientali: Il ruolo dell’agricoltura cofinanziato dalla Commissione europea. Si tratta di un progetto di informazione e di sensibilizzazione indirizzato ai cittadini sull’importanza del suolo come “elemento strategico di tutela di interessi collettivi”. Proprio per questo motivo è stato redatto il Manifesto per la difesa del suolo (vedi allegato) che può essere sottoscritto on-line.

E’ stato il direttore della rappresentanza in Italia della Commissione europea Lucio Battistotti ad aprire i lavori della giornata sottolineando il ruolo decisivo svolto dall’agricoltura per la difesa dell’ambiente e del suolo. “Ormai tutte le politiche dell’Unione europea – precisa Battistotti – prevedono valutazioni di impatto ambientale, sia per garantire la difesa del suolo sia per sostenere l’innovazione nel settore agricolo”.

Il ruolo strategico dell’agricoltura

“Il suolo rappresenta il supporto alla vita e agli ecosistemi, è riserva di patrimonio genetico e di materie prime, custode della memoria storica, nonché elemento essenziale del paesaggio”. Questa è la definizione di suolo che dà la Commissione europea nella comunicazione COM (22) 179 “Verso una strategia tematica per la protezione del suolo” in cui emerge il carattere multifunzionale del suolo che è l’indispensabile supporto a tutte le attività umane (vedi allegato). Si comprende bene allora il ruolo decisivo svolto dall’agricoltura nel garantire la salvaguardia di un territorio sempre più antropizzato. Infatti, hanno rimarcato gli esperti, terre abbandonate e non più coltivate dall’uomo vanno incontro al fenomeno della desertificazione perdendo cosìmassa organica che favorisce l’assorbimento di acqua; questo fa sìche piogge abbondanti possono generare movimenti di massa, come le frane, con gravissimi danni per il territorio circostante.

“Il suolo è una risorsa scarsa che necessita di particolare attenzione e di una allocazione efficiente” ha osservato il preside della facoltà di Economia della Sapienza Giuseppe Ciccarone che ha posto l’accento sul tema della difesa dell’agricoltura per garantire un sistema di diritti per il benessere sociale del Paese.

La superficie agricola sul territorio italiano

Anche le politiche vanno ripensate in questa direzione tenendo in considerazione la funzione strategica dell’agricoltura per la difesa del bene comune ambiente, territorio. “Negli ultimi dieci anni, l’agricoltura ha conosciuto una nuova, significativa riduzione della sua presenza sul territorio. La superficie agricola totale si è ridotta dell’11,7 per cento, quella utilizzata del 2,3 per cento, le aziende agricole del 32,2 per cento”. Lo ha affermato Simone Vieri docente di economia agricola alla Sapienza. Negli ultimi cinquant’anni infatti le superfici agricole si sono ridotte di oltre il 3 per cento mentre le aziende di quasi il 63 per cento con gravi conseguenze per la tutela del territorio. Considerando il fatto che il territorio italiano è classificato come rurale per il 92 per cento con aree collinari e montane per il 76,8 per cento questo ci fa riflettere sulla fragilità del nostro sistema territoriale. Ne sono testimonianza i recenti avvenimenti che hanno colpito la Lunigiana e il Messinese.

Vieri, inoltre, ha invitato a riflettere sul fatto che “il 44,5 per cento degli agricoltori italiani risulta avere un’età superiore ai 65 anni e ciò, oltre a rendere conto dell’esistenza di forti difficoltà di ricambio generazionale, pone le premesse per ancora più significativi abbandoni nel prossimo futuro”.

La strategia della Commissione Ue per la difesa del suolo

Qual è allora il ruolo delle istituzioni europee nel garantire l’agricoltura come presidio del territorio? La nuova politica agricola comune presentata a Bruxelles prende in considerazione una serie di misure “verdi”, le cosiddette misure di “greening”, che subordinano i finanziamenti agli agricoltori al rispetto di precise norme per la conservazione degli ecosistemi e la sostenibilità ambientale. A sottolinearlo è il rappresentante delle Commissione europea – DG Ambiente Luca Marmo che ha illustrato la strategia della Commissione europea per la protezione del suolo.

Marmo pone in risalto la situazione del territorio europeo evidenziando il dato secondo cui il 45 per cento dei suoli europei presenta una scarsa quantità di materia organica, ovvero quel componente che permette l’assorbimento delle piogge. In seguito all’espansione urbanistica e alla cementificazione vi è stata una rilevante perdita di terreni per la produzione agricola. Il dato fa riflettere anche alla luce della crescita della popolazione mondiale. L’abbandono dei terreni, la desertificazione, l’improduttività del suolo sono fattori di rischio per l’equilibrio ambientale.

L’approccio della Commissione europea è improntato alla sensibilizzazione sul tema, all’uso sostenibile del suolo e delle sue funzioni con la proposta della direttiva quadro per la protezione del suolo COM (26) 232 (vedi allegato). La proposta della direttiva quadro si focalizza su due punti: da un lato l’identificazione delle aree a rischio (individuando ad esempio il grado di salinizzazione del suolo, la presenza di materia organica, il rischio frane, etc.) e dall’altro l’elaborazione di programmi per le aree a rischio (come la definizione di una scala temporale per gli interventi), stilando inoltre un inventario dei siti contaminati entro venticinque anni dal recepimento della direttiva. La Commissione europea si è orientata anche verso l’elaborazione di una tabella di marcia, una road map (COM-211, 571) per l’uso efficace e sostenibile delle risorse (come il suolo) e per un incremento delle superfici antropizzate pari allo zero entro il 22 (vedi allegato).

Suolo: risorsa o minaccia?

Il suolo oltre ad essere una risorsa è anche una minaccia? Secondo Fiorenzo Fumanti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) “la progressiva marginalizzazione di molte aree collinari/montane e l’abbandono o lo smantellamento delle opere di regimazione sono tra i fattori principali che hanno agevolato ed accelerato la trasformazione del suolo da risorsa a minaccia”. Cosìcome per Marcello Pagliai del Cra – Centro di ricerca per l’agrobiologia e la pedologia di Firenze, responsabili della degradazione del suolo sono anche i cambiamenti climatici. “Nel corso del tempo – ha spiegato Pagliai – le piogge sono diventate sempre più aggressive e concentrate in brevi periodi”. ” La degradazione del suolo – prosegue – è causa anche del deterioramento di altri eco-servizi come la qualità dei prodotti e il paesaggio”. Gli esperti però tengono a precisare che l’agricoltura di per sé non può essere considerata come baluardo e presidio del territorio per scongiurare eventi catastrofici perché anche pratiche agricole scorrette possono essere dannose. Per questo l’Unione europea ha imposto agli agricoltori di differenziare le colture abbandonando la pratica della monocoltura.

La nuova Pac in dieci punti

Nella nuova Politica agricola comune trovano spazio le cosiddette misure di greening o rinverdimento per la sostenibilità dei suoli. Ad illustrarne i principali punti è stato Aldo Longo rappresentante della Commissione europea DG Agricoltura.

Il progetto di riforma della politica agricola comune, in vigore a partire dal 213,”mira a rafforzare la competitività , la sostenibilità e il consolidamento dell’agricoltura su tutto il territorio dell’Unione europea, cosìda garantire ai cittadini europei un’alimentazione sana e di qualità , tutelare l’ambiente e favorire lo sviluppo delle zone rurali”.

Una delle novità della Pac è il regime dei pagamenti verdi che si aggiungono a quelli di base. Ovvero il 3 per cento dei pagamenti erogati dall’Unione è condizionato al rispetto di determinate misure che l’agricoltore dovrà osservare: ad esempio quella della diversificazione delle colture, la conservazione dei pascoli permanenti e la salvaguardia delle riserve ecologiche e del paesaggio.

In sintesi i dieci punti della nuova Pac vertono su:

  1. Aiuti al reddito più mirati per dinamizzare la crescita e l’occupazione (questo vuol dire distribuire in modo più equo gli aiuti tra gli agricoltori);
  2. Strumenti di gestione della crisi più reattivi e adeguati alle nuove sfide economiche;
  3. Un pagamento “verde” per conservare la produttività a lungo termine e tutelare gli ecosistemi;
  4. Ulteriori finanziamenti per la ricerca e l’innovazione;
  5. Una filiera alimentare più competitiva ed equilibrata (sviluppo di filiere corte dal produttore al consumatore);
  6. Incoraggiare iniziative agroambientali (ad esempio ripristino degli ecosistemi, lotta ai cambiamenti climatici e uso efficiente delle risorse);
  7. Facilitare l’insediamento dei giovani agricoltori;
  8. Incoraggiare l’occupazione rurale e lo spirito d’impresa;
  9. Maggiore attenzione alle zone fragili;
  10. Una Pac più semplice ed efficace (semplificando, ad esempio, meccanismi come quelli della condizionalità e del controllo senza per questo diminuirne l’efficacia).

A conclusione del dibattito, gli esperti, tra cui è intervenuto anche Giuseppe Blasi del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e Angelo Mariano del Corpo forestale dello Stato (che ha spiegato il ruolo strategico del bosco negli assetti idrogeologici), hanno concordato sulla necessità di incoraggiare la conoscenza del suolo sviluppando banche dati in cui registrare le diverse caratteristiche del territorio al fine di pianificarne una corretta gestione e tutela.



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