La fattoria invade la città
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Le agro – fabbriche, il nuovo modo di praticare agricoltura urbana

Una serra a coltura idroponica in un grattacielo: una potenziale risposta alla scarsità delle risorse naturali?

fotoserraNella cittadina di Linkoping, in Svezia, è in costruzione Plantagon, una serra urbana di 54 metri di altezza. Le piante si alimentano con luce solare, sono coltivate su suolo artificiale (invece della terra si usa la pietra pomice, per trattenere il massimo dell'acqua). L'ambiente protetto permette dii evitare l'uso di pesticidi.

La carenza di risorse come energia, acqua, terra, sarà una delle principali tematiche sulle quali ci si confronterà in futuro. Dagli Stati Uniti e dalla Svezia arriva una proposta interessante. La domanda che si pongono i sostenitori del vertical farming è la seguente: perché trasportare il cibo dalla campagna alla città quando puoi produrlo direttamente all’interno della città stessa, con un minore impatto ambientale?

La fattoria verticale è un esperimento innovativo sotto diversi fronti. Luce solare, suolo artificiale e niente pesticidi: una formula per risparmiare risorse naturali e avere cibo sano, anche in città . Oltre a offrire una possibilità al concetto del chilometro zero perché si concretizzi appieno, rappresenta un’opportunità per la diffusione dell’agricoltura urbana. L’idea degli orti urbani è il terreno fertile sul quale far crescere nuove soluzioni innovative per la riduzione dell’impatto ambientale nelle grandi città . La realizzazione di grattacieli serra unitamente allo sviluppo del verde urbano condiviso permetterebbe ai cittadini di riappropriarsi di una alimentazione sana e di un ambiente più verde riducendo gli sprechi.

La rivoluzione agricola: dalla Svezia agli Stati Uniti

Uno dei primi studiosi a parlare dei grattacieli serra fu Dickson Despommier, un Professore di microbiologia della Columbia university che sviluppò l’idea nel 1999. Il suo principale obiettivo era combattere il cambiamento climatico. Ad oggi, ci sono fattorie verticali a Chicago, New York, Seattle e nel New Jersey.

Le serre urbane: davvero eco – sostenibili?

Sulla pratica del vertical farming ci sono diverse voci critiche. Lo sviluppo dell’agricoltura urbana ha degli effetti sul sistema agricolo che non vanno sottovalutati. In primo luogo, bisogna capire quale potrebbe essere l’entità dell’impatto sulle campagne. I piccoli produttori locali potranno sostenere la concorrenza delle agro-fabbriche oppure le colture tradizionali scompariranno? Un secondo punto sul quale discutono gli esperti del settore è quello dell’effettiva sostenibilità della soluzione dei grattacieli – serra. Il loro alto fabbisogno energetico (oltre alla luce solare, le piante necessitano di luce artificiale) potrebbe oscurare i benefici derivanti dalla diminuzione degli sprechi di carburante derivanti dal trasporto del cibo dalla campagna alla città . A tal proposito, l’attivista e scrittore George Monbiot si dichiara scettico in merito alla possibilità che le fattorie verticali possano contribuire alla produzione mondiale di cibo. Anche qualora il loro fabbisogno energetico provenisse da fonti rinnovabili, sottolinea Monbiot, “ci sono modi migliori per usare quell’ energia rinnovabile”.



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