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C‘era una volta una cava…

Che ora è diventata un Lago incantato e si prepara ad accogliere diversi progetti d‘uso

C‘era una volta una cava di estrazione di sabbia a Trezzano sul Naviglio (Milano), chiusa da più di 20 anni. L‘acqua della cava è sorgiva (di falda) e ci sono due fontanili nello spazio circostante. Lo specchio d’acqua si estende intorno agli 11 ettari. Intorno a questa cava è cresciuto un bosco stupendo, indisturbato, in cui entrano soltanto alcuni pescatori (abusivi) e chi gestisce l’uscita dell’acqua per innaffiare i campi dei contadini intorno.
La cava ha tre proprietari: la famiglia Cabassi, la famiglia Lavatelli (che utilizza un tratto di sponda per trattare macerie) e il Comune di Milano. La cava si trova nel territorio di due comuni: Milano e Trezzano sul Naviglio. Da un lato confina con il Parco del Centenario di Trezzano e dall’altro con il Parco dei Fontanili di Muggiano (al suo interno si trova il Lago dei Cigni). Questa posizione – tra l’altro – si presta, in futuro, a un magnifico collegamento di tre parchi sovracomunali, nello stile Parco delle Cave.

Ora, nei fatti, quel Lago può essere di tutti

Fin qui la storia. Ora si è presentata una grande occasione. La proprietà di Cabassi ha dato la disponibilità a rendere accessibile la propria area per permetterne la fruizione da parte della cittadinanza, e ha chiesto all’associazione Salvambiente di Trezzano di occuparsi della gestione, coinvolgendo cittadini nella cura e manutenzione della stessa.
Durante la prima settimana di agosto si è firmata una convenzione limitata a quel periodo per poter realizzare un primo campo di lavoro e aprire sentieri, rimuovere  spazzatura, capire le potenzialità di questo spazio. Circa 40 persone provenienti da diverse parti di Italia e dall’estero (e facenti parti di realtà diverse quali Protezione Civile di Corsico, Associazione Parco Sud, Ri-Maflow, Salvambiente, Messa alla Prova, Casa per la Pace Milano, nonché volontari provenienti dalla Spagna, Ghana, Gaza e Sri Lanka) hanno partecipato al campo di lavoro con grande soddisfazione da parte di tutti, proprietà compresa. Dietro la sollecitazione di Lipu e WWF si è voluto fare un lavoro contenuto, per disturbare il meno possibile la fauna del luogo, ma anche perché lo scopo non sarà mai fare diventare il luogo una specie di giardino, ma conservare il più possibile le sue caratteristiche di bosco, senza precluderne l‘accesso alle persone al fine di poter svolgere diverse attività.

Una Progettazione partecipata, perché non sia solo un sogno

A questo punto la proprietà sta preparando un contratto in Comodato d’uso a lungo termine, e a seguito di questo atto verrà convocata un’assemblea pubblica in cui si invitano tutti i cittadini di Trezzano e dintorni, e tutti gli interessati, a partecipare al progetto, a portare avanti le proprie proposte, idee e risorse in vista di una Progettazione Partecipata che crei un nucleo forte di volontari disposti a gestire i diversi progetti che poi saranno resi fattibili in questa sede.
Tra le idee che sono state già proposte in modo informale, finora c’è una Scuola di canoa che vorrebbe poter usare il lago; un cittadino dotato di arnie di api in cerca di un luogo dove posizionarle; c‘è chi vorrebbe fare una compost-toilet; chi un frutteto di frutti “dimenticati”; chi vorrebbe fare un orto di erbe aromatiche; chi una postazione di birdwatching e altro ancora.

E perché no, un vero e proprio Patto?

Insomma, scoprire di avere un lago in una cittadina come Trezzano sul Naviglio è sì un tesoro fragile da gestire, ma che insieme offre tante possibilità. Bisogna puntare sulle migliori cercando di affidarle non solo a persone disponibili ma anche capaci di prendersene cura.
Qual sarà il ruolo del Comune di Trezzano? Finora l’amministrazione non è stata coinvolta nel progetto e non ha mostrato interesse; ma l’idea e la sostanza rappresentano senz’altro un’opportunità che nessun comune dovrebbe perdere. Una collaborazione sarà sicuramente utile e necessaria per tutte le parti, bisogna capire le intenzioni e le risorse messe in campo. Nonché lo spazio che si potrà creare per la nascita di un vero e proprio Patto. Lo strumento del Patto di collaborazione in questa Amministrazione è ancora sconosciuto e inutilizzato, per quanto ne sappia chi scrive; per cui pensiamo sia utile presentarlo, perché si tratta di un Comune molto aperto e disponibile e siamo certi che, alla fine, sarà apprezzato.