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Solidarietà di vicinato: per ripartire con un altro passo

La solidarietà di vicinato non si ferma ma insiste ancor più nei giorni della ripartenza. Continuiamo il viaggio delle buone pratiche in atto nella Penisola
solidarietà

Dal 4 maggio siamo nella fase 2, quel tempo atteso in cui, a passi lenti e attenti, si tornano ad aprire le porte di casa e ad abbandonare i balconi per preferire le strade. In questi due mesi di quarantena, però, a sostenere l’Italia che prova a ripartire, migliaia di associazioni, gruppi di volontariato, parrocchie, movimenti, enti pubblici e privati, che continuano ad operare per il bene comune in ogni angolo del Paese. In queste settimane difficili, in tantissimi si sono messi in gioco per alleviare le sofferenze degli altri, dei più prossimi, a partire dalle province della Lombardia, prima zona rossa, fino a Palermo. Con Labsus continua il viaggio tra le strade della solidarietà.

Padova: campagna antiviolenza “#Iorestoacasa ma #laviolenzanonsiferma”

Secondo l’Iss, al 16 aprile, in piena emergenza Covid-19, sarebbero state circa 1200 le richieste di aiuto in più arrivate ai Centri antiviolenza. Il Centro Donne Padova Auser (sede in via Tripoli, 3), dell’organizzazione Centro Veneto Progetti Donna, dal 10 marzo, ha attivato la campagna social “#Iorestoacasa ma #laviolenzanonsiferma” per continuare a stare vicino alle donne in difficoltà ed invitarle a contattare le operatrici per chiedere supporto. «In questi giorni di estrema incertezza, di sospensione delle attività, della routine e delle emozioni, noi operatrici, volontarie e socie del Centro Veneto Progetti Donna vogliamo dire a tutte le donne che noi ci siamo», scrivono sulla loro pagina. Perché «in un momento in cui è giusto fermarsi, (…) siamo però consapevoli che alcuni fenomeni non si arrestano (…). Le case, che oggi per la maggior parte di noi sono il luogo più sicuro per limitare il rischio di contagio, non lo sono per moltissime donne che sono costrette a passare molto più tempo con un partner che le maltratta». A questa si lega anche la campagna “Chiamaci in sicurezza”, proprio in quanto le condizioni di restrizione, e condivisione prolungata degli stessi spazi con un partner violento, possono impedire che la violenza domestica o le difficoltà vengano alla luce, e che la donna riesca a contattare i servizi. Molti i suggerimenti proposti riguardo ai momenti più sicuri per rivolgersi ai centri antiviolenza, come: “Chiamaci quando vai a buttare la spazzatura, dopo cancella la telefonata dalla cronologia”; o “Scrivici nel format sul nostro sito, non rimane traccia”. Per contattare il Centro chiamare al numero verde gratuito 800 81 46 81 dalle 8 alle 20, oppure scrivere ad info@centrodonnapadova.it o su facebook alla pagina Centro Donna Padova Auser.

Roma: i giovani di “Va a fa ‘n bene” per gli anziani del quartiere

A Tor de’ Schiavi, area est di Roma, il mutuo soccorso in tempo di Covid-19 parte dai giovani e raggiunge gli anziani in difficoltà di tutto il quartiere. L’associazione di volontariato giovanile Va a fa ‘n bene, in collaborazione con la parrocchia del Santissimo Sacramento, partecipa al progetto “Quartieri solidali”, promosso da Caritas diocesana e attivo dal 2014 in varie zone della capitale. La finalità dell’iniziativa è quella di prendersi cura degli anziani fragili e soli, attraverso il loro inserimento in una rete solidale. I volontari di “Va a fa ‘n bene”, da fine marzo, sono attivi nella consegna a domicilio di spesa e farmaci, ma non solo. «Ci sono stati affidati personalmente degli anziani che magari sono rimasti soli in questi giorni. Il compito di ciascuno è quello di chiamare almeno una volta alla settimana oppure di andare a trovare la persona affidata. Io do una mano al signor Angelo. Inizialmente sono andato alcune volte di persona per aiutarlo con il cellulare, ma anche per la spesa o con le casse d’acqua. È stata un’esperienza molto bella e toccante, sia per lui che per me. In questo momento così difficile è bello vedere le persone felici per il tempo che gli dedichi» racconta Federico, un giovane dell’associazione impegnato nell’attività di supporto. La solitudine e l’impossibilità da parte di alcuni anziani di avere contatti con l’esterno, anche attraverso i cellulari o i social, spesso è ciò che più rende pesante la quotidianità di questi giorni, e la vicinanza umana è ciò che serve per cambiare volto alle circostanze. Per contattare l’associazione, o rimanere aggiornati sulle attività, basta consultare la pagina Facebook o chiamare al numero 3883837191. Per informazioni sul progetto “Quartieri solidali” ci si può rivolgere alla Caritas all’indirizzo quartierisolidali@caritasroma.it.

Roma/2: “Nessun Luogo è lontano”, anche in emergenza Covid

A Torpignattara, il quartiere più multietnico di Roma, con il Centro Semina, l’associazione Nessun luogo è lontano si occupa di supporto scolastico e dell’integrazione dei ragazzi immigrati di seconda generazione, anche attraverso il coinvolgimento delle loro famiglie. In questo periodo però, in cui le scuole sono chiuse, anche il Centro Semina non può svolgere le sue attività in presenza, come il doposcuola, l’insegnamento della lingua italiana e i corsi di musica. I volontari di “Nessun luogo è lontano” hanno pensato di continuare a prendersi cura dei bambini del quartiere prevenendo l’emarginazione dovuta alla mancanza di supporti tecnologici per la didattica a distanza. Già da ora è possibile donare all’associazione tablet, pc o abbonamenti internet, ma anche mascherine, guanti e dispositivi di protezione individuale. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito  o chiamare al numero 3662162284 o al 3662418745. L’Iban per donare fondi all’associazione invece è IT65P0832703243000000003948 – Banca di Credito Cooperativo di Roma – Ag.121.

Bari: “Una passeggiata nel parco” per i pazienti con malattie neurodegenerative

Nel quartiere di Poggiofranco a Bari, lo scorso giugno 2019, è nato “Orto Domingo”, il primo orto sociale della città affidato all’Associazione di Promozione Sociale Parco Domingo comunità empatica e sostenibile e promosso dal comune di Bari e da Rete civica urbana Poggiofranco-Picone. A partire dal 21 aprile, gli obiettivi al cuore del progetto, come la socializzazione e la realizzazione di percorsi di stimolazione cognitiva per chi vive disagi psichici o fisici, sono stati ripensati per far fronte all’emergenza Covid-19. Grazie all’iniziativa “Una passeggiata nel parco”, in collaborazione con l’associazione Alzheimer Bari, cittadini con demenza possono avere a disposizione uno spazio aperto nel loro quartiere per soddisfare il bisogno di evasione. Molte famiglie con persone che soffrono di malattie neurodegenerative, infatti, sono costrette a fare i conti, in questi giorni, con l’acutizzarsi dei disturbi comportamentali legati alla demenza. «Grazie (…) alla realtà di cittadini che cura Orto Domingo possiamo offrire una grande opportunità a tutte quelle persone che soffrono di queste patologie (…). In un periodo in cui dobbiamo necessariamente restare in casa, stiamo cercando di ritagliare spazi ulteriori, nel rispetto delle normative anti Covid, che garantiscano un minimo di supporto a tutte quelle persone che, più di altre, necessitano di trascorrere del tempo all’aria aperta in sicurezza» afferma l’assessora al Welfare Francesca Bottalico. L’ingresso alla struttura avviene in maniera contingentata, una persona più l’accompagnatore per volta, dal lunedì alla domenica, per circa 50 minuti. Per fruire del servizio sarà necessario effettuare una prenotazione dal lunedì al venerdì, al numero telefonico dell’associazione Alzheimer Bari 329 1630860. Per ulteriori informazioni si può consultare la pagina Facebook oppure il sito dell’APS Parco Domingo.

 

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