L’esperienza di Rignano Flaminio (RM) tra partecipazione, cultura e comunità
Nel novembre del 2023 il Comune di Rignano Flaminio (Roma) ha firmato il patto di collaborazione per la biblioteca comunale con il Comitato Libri Aperti, dopo che l’Amministrazione stessa si era dotata del più ampio regolamento sull’amministrazione condivisa nel giugno 2022. L’obiettivo del Patto è garantire l’apertura e la gestione continuativa della Biblioteca comunale. Tra le diverse funzioni previste rientrano concretamente la gestione del prestito dei libri e la valorizzazione della biblioteca come presidio culturale e luogo di aggregazione sociale per la comunità cittadina. Per queste ragioni il Patto prevede anche il coinvolgimento delle scuole e degli insegnanti, affinché i giovani studenti possano utilizzare la biblioteca come luogo per lo studio e come perno su cui fare rete, coinvolgendo tutte le realtà cittadine impegnate a promuovere la coesione della comunità e a mantenerla attiva.
Un Patto necessario per i piccoli comuni
Rignano Flaminio è un piccolo comune di circa 10.000 abitanti nella provincia di Roma, a nord-est della Capitale. Accade spesso che negli enti locali di dimensioni ridotte manchino le risorse per assicurare l’apertura e il servizio di luoghi fondamentali come la biblioteca comunale: c’è una costante scarsità di risorse. È proprio per questo che il Patto di collaborazione si configura come una risorsa preziosa, permettendo all’autonoma iniziativa dei cittadini di favorire l’esercizio di attività di interesse generale. Per approfondire meglio questo aspetto abbiamo intervistato Raffaella Rojatti, Consigliera comunale con delega alla Cultura, Transizione digitale e Innovazione tecnologica del Comune di Rignano Flaminio, che ci spiega: l‘Amministrazione di cui faccio parte ha adottato il regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni a inizio mandato. C’è quindi un forte interesse per questo tipo di strategia. Personalmente, la considero necessaria in quanto consente di dare una risposta tanto alla mancanza di risorse che affligge le piccole comunità come la nostra, quanto alla domanda di protagonismo dei cittadini. Gli effetti positivi dell’amministrazione condivisa sono tali che, come afferma la Consigliera, si stanno sviluppando altri patti sempre nell’ambito della gestione degli spazi comuni, in particolare per l’apertura e la vigilanza dei bagni pubblici.
Nel merito specifico del Patto per la Biblioteca comunale, abbiamo chiesto alla Consigliera Rojatti perché il Comune abbia deciso di ricorrere proprio a questo strumento per la gestione della struttura: Il Patto di collaborazione nasce dall’esigenza di assicurare un’apertura continuativa e una gestione regolare nel tempo della biblioteca comunale. La Biblioteca di Rignano Flaminio esiste dagli anni ’90, ma il Comune non ha mai avuto un bibliotecario in pianta organica e il funzionamento di questa importante infrastruttura culturale è sempre dipeso dal volontariato e, più di recente, dall’impiego di beneficiari di sussidi sociali nel quadro dei progetti di utilità collettiva (PUC). I PUC, infatti, hanno una durata contenuta – non inferiore a 8 ore settimanali, aumentabili fino a un massimo di 16 ore complessive settimanali – e sono impiegabili in ambiti come la tutela dei beni comuni, culturale, ambientale e sociale. Tuttavia, come sottolinea la stessa Consigliera, possono non essere lo strumento più adeguato per garantire continuità al servizio: I beneficiari di sussidi sociali lavorano in modo isolato e a turni, e la presenza del Comitato ha assicurato una cornice di continuità e coordinamento senza la quale una gestione coerente dei prestiti e del patrimonio librario non sarebbe stata possibile.

Sala centrale della biblioteca comunale di Rignano Flaminio (fonte: Cons. Raffaella Rojatti)
Un bilancio positivo dopo due anni
Il Patto è in essere da due anni compiuti e, come previsto dai termini stabiliti, è stato prolungato per un ulteriore anno non essendosi verificate disdette. Un lasso di tempo utile per fare un bilancio delle attività e dell’utilizzo dello spazio comune, con i benefici che ciò ha potuto produrre per il territorio. A riguardo, la Consigliera risponde che: Il bilancio è estremamente positivo. Grazie al Patto, il Comitato ha assicurato una gestione attiva dei luoghi e degli spazi, avviando collaborazioni con la scuola primaria e secondaria inferiore. Infatti, dall’avvio del Comitato a oggi il numero di utenti registrati è passato da 100 a circa 600, tra cui si contano moltissimi studenti. Questi risultati positivi sono frutto delle attività portate avanti dal Comitato Libri Aperti nella Biblioteca, che emergono dalle stesse parole della Consigliera Rojatti. Tra queste spicca l’importante coinvolgimento dell’IIC Olga Rovere nel quadro del progetto BibliotecaAvventura , per favorire il contatto dei giovani studenti della scuola media con i libri. Attraverso il progetto, infatti, il Comitato ha favorito i prestiti portando i libri direttamente a scuola e accogliendo gli alunni all’interno della struttura, garantendo così il coinvolgimento e lo scambio tra presidi culturali del territorio. La gestione della biblioteca da parte del Comitato l’ha resa un punto di riferimento fondamentale per la costruzione di una rete territoriale: lo spazio comunale è stato aperto alle attività di altre associazioni civiche, come quella degli scacchi, il circolo dei lettori e a chi promuove attività come meditazione e uncinetto.
Il Patto è stato anche fondamentale per la riqualificazione di alcuni spazi all’interno della Biblioteca, come nel caso di una sala studio che è stata ridipinta e arredata per renderla più funzionale. Tra le iniziative curate dal Comitato rientra inoltre il foglio informativo “Rignano Legge”, diffuso nei locali del territorio comunale per condividere con la cittadinanza le attività svolte nella Biblioteca e le recensioni dei libri presenti, e l’iniziativa della rubrica “Il libro che mi ha cambiato la vita”, dove confluiscono i contributi di cittadini lettori e di persone che svolgono ruoli centrali nella comunità territoriale come il parroco, il sindaco o gli insegnanti. Tutto ciò all’insegna di un’apertura e scambio continuo che permette una restituzione alla collettività dell’operato svolto dal Comitato nella struttura comunale.
Dal regolamento “Cittadini per la Biblioteca” al coinvolgimento del Comitato “Libri Aperti”
Un elemento rilevante di questa esperienza è che, sulla medesima struttura della Biblioteca, era stato precedentemente adottato un regolamento comunale organizzativo interno, denominato “Cittadini per la Biblioteca”, che non configurava un Patto di collaborazione, ma piuttosto uno strumento volto a disciplinare forme di volontariato civico individuale a supporto di un servizio comunale già esistente. Tale assetto era caratterizzato da un’impostazione prevalentemente verticale, nella quale i cittadini operavano sotto il coordinamento del Responsabile di Settore, senza essere coinvolti nei processi di co-progettazione del servizio – aspetti che invece sono centrali nel Patto di collaborazione. Come ci spiega la stessa Consigliera Rojatti: Si trattava di un regolamento organizzativo volto a disciplinare l’azione di eventuali volontari che volessero collaborare nella gestione del servizio della biblioteca. L’ho considerato un’esperienza da cui partire per giungere successivamente a una forma di collaborazione più matura e strutturata, rappresentata appunto dal successivo Patto di collaborazione. Questa forma iniziale di coinvolgimento, pur collocandosi entro un paradigma amministrativo tradizionale, ha tuttavia rappresentato un terreno fertile per l’evoluzione verso una collaborazione più strutturata. In particolare, ha consentito all’amministrazione di intercettare, aggregare e valorizzare un nucleo di cittadini già attivi come volontari, che confluiranno nel Comitato “Libri Aperti”, soggetto firmatario del Patto del 2023. Infatti, la Consigliera sottolinea come la volontà dell’amministrazione di rendere la collaborazione più solida e strutturata si sia tradotta nella scelta di sviluppare l’esperienza iniziale del regolamento organizzativo – attraverso cui erano stati coinvolti singoli volontari – in un vero e proprio Patto di collaborazione, che costituisce invece l’oggetto dell’esperienza qui raccontata.
Per raccontare meglio questa esperienza, abbiamo rivolto alcune domande anche a Monica Marchetti, componente del Comitato al momento della firma del Patto, che ci racconta: Il Comitato “Libri aperti” si è formato con l’obiettivo di voler gestire il nostro patrimonio bibliotecario e ha deciso di impegnarsi con il Comune per rendere la nostra collaborazione ufficiale. Questo riconoscimento ha avuto per noi un grande significato in quanto siamo diventati un’effettiva realtà del nostro Comune. Quando una realtà come il Comitato firma un Patto per la gestione di uno spazio pubblico, le persone e i cittadini che la tengono viva toccano con mano quotidianamente cosa voglia dire svolgere un servizio nell’interesse generale. Abbiamo quindi chiesto alla signora Marchetti come il Patto abbia cambiato la vita della biblioteca: Nella pratica quotidiana è cambiato che il Comitato “Libri Aperti” dispone di una maggiore libertà di movimento; il Comune ci sostiene quando dobbiamo prendere decisioni e ciò contribuisce a migliorare la Biblioteca. L’affluenza è cresciuta grazie anche alla collaborazione con le scuole: infatti molti studenti vengono da noi per studiare in gruppo. Inoltre, il rapporto con il Comune durante l’attuazione del Patto è stato semplice e lineare. Lavorare insieme come cittadini e istituzione è stato molto produttivo e fonte di esperienza importante.
Per un bilancio generale dell’esperienza e sulle prospettive future nell’uso dello strumento del Patto di collaborazione si registra un giudizio positivo e fiducia nello strumento, sia da parte dell’amministrazione – come sottolinea la Consigliera Rojatti, secondo cui il Patto dovrebbe essere rinnovato e potrebbe rappresentare un esempio e uno stimolo per altre esperienze simili – sia da parte dei cittadini. La Consigliera ricorda inoltre che alla base dell’adozione e del funzionamento dei Patti sta la volontà politica da parte di chi amministra di servirsene e svolgere la propria parte per garantirne l’efficacia. Anche per Monica Marchetti l’esperienza è positiva, come rimarca nelle sue parole: Il consiglio che posso dare è quello di attivare sicuramente un Patto simile. È importante che ci siano persone che fanno gruppo, lavorando insieme per il bene comune, affinché la nostra comunità possa migliorare e crescere.

I volontari della biblioteca (fonte: Cons. Raffaella Rojatti)
Comunità che curano: quando i cittadini rigenerano i servizi pubblici
In conclusione, l’esperienza del Patto di collaborazione che ha preso vita nel Comune di Rignano Flaminio ci racconta di come, negli enti locali di piccole dimensioni e spesso con poche risorse, l’Amministrazione condivisa con i suoi strumenti possa presentare una valida alternativa nelle modalità di gestione del territorio. Un’alternativa che non sacrifica i servizi né chiude i luoghi pubblici e di interesse collettivo, ma che anzi li promuove e li migliora. Grazie all’attività del Comitato Libri Aperti e alla solida collaborazione con l’Amministrazione comunale, la biblioteca è diventata un vero e proprio luogo culturale di trasformazione sociale, un vero bene comune: uno spazio di formazione permanente, polo civico di incontro aperto alla comunità, parte integrante e in sinergia con il territorio, che ne favorisce pertanto lo sviluppo. Ciò che la Biblioteca rappresenta oggi per Rignano Flaminio incarna, quindi, proprio quel concetto di biblioteca olivettiana, ossia un presidio culturale che trasforma e arricchisce la comunità. In tutto ciò risiede il grande valore aggiunto dei Patti di collaborazione.
ALLEGATI (1):
