Nel 2023, il Comune siciliano di Salaparuta e due associazioni locali hanno siglato un Patto di collaborazione per rigenerare l’ex Convento dei Cappuccini. Grazie all’impegno di tutti i soggetti coinvolti, questo bene culturale, compromesso dal sisma del 1968 e successivamente restaurato, riapre oggi alla collettività come centro culturale e soprattutto come bene comune oggetto di amministrazione condivisa.
Come si è arrivati al Patto?
Le radici di questa esperienza affondano nel 2021, quando il Comune di Salaparuta ha adottato il Regolamento per la cura dei beni comuni. Con il sostegno del Cesvop, Patrizia Santangelo, allora vicesindaca e assessora alla cultura e alla cittadinanza attiva, ha promosso l’utilizzo dello strumento per progetti socio-culturali nella città. In particolare, uno degli obiettivi era la valorizzazione dell’antico centro storico, abbandonato a seguito del terremoto del Belice.
L’ex Convento dei Cappuccini, edificato nel XVIII secolo e quasi raso al suolo dal sisma, sorge tra i ruderi della città vecchia, a 7 km dal nuovo centro urbano. Sebbene ricostruito nei primi anni 2000, era rimasto largamente inutilizzato e poco frequentato.
Così il Coro Polifonico Belice Canto e l’associazione Confraternita di Misericordia, coinvolti dalla vicesindaca, hanno quindi espresso il desiderio di prendersi cura di questo bene culturale e aprirlo ai visitatori. Fondamentale è stato il progetto “Territorio Volontariato e Beni Comuni (T.V.B.)” che ha coinvolto 5 comuni della provincia di Trapani – tra i quali anche Salaparuta – per creare un modello condiviso di risposta ai bisogni delle fasce deboli e di cura dei beni comuni, mediante la sottoscrizione di Patti di collaborazione tra pubbliche amministrazioni, cittadini e associazioni. Questo progetto, sostenuto da Fondazione con il Sud, ha dunque fornito le risorse necessarie a trasformare la teoria del Regolamento in pratica collaborativa con il fine di consolidare una comunità sociale.
Il Patto di collaborazione e i suoi attori
Il Patto, siglato nel 2023, vede la collaborazione tra Comune di Salaparuta, Confraternita di Misericordia e Coro Polifonico Belice Canto. L’accordo disciplina la gestione e la valorizzazione degli spazi dell’ex convento e definisce una responsabilità condivisa per rendere il luogo fruibile non solo per le attività ordinarie delle associazioni, ma anche per l’intera cittadinanza e i visitatori – in questo modo rivolgendosi quindi all’interesse generale della comunità locale. Col supporto del Comune, la Confraternita di Misericordia si occupa di apertura, accoglienza e mediazione, mentre il Coro Polifonico Belice Canto anima il convento con concerti sotto le stelle. Fondamentale è stato il ruolo del Cesvop, che ha fornito il supporto tecnico e motivazionale necessario a mediare tra gli enti e strutturare la collaborazione per una durata prevista di cinque anni. La lunga durata del Patto è stata una scelta consapevole, presa dall’Amministrazione e dai cittadini attivi: oltre a consentire lo sviluppo di un progetto culturale su un bene così complesso, una durata a cavallo di due cicli politici ha svolto una funzione di “ponte” tra due diverse Amministrazioni. Infatti, in seguito al cambio di Amministrazione nel 2024, la nuova giunta guidata da Michele Saitta ha scelto di non disperdere il lavoro svolto, riprendendo le fila dei percorsi avviati e proseguendo la collaborazione. Anche in questo caso, il Cesvop è stato cruciale non solo nell’accompagnare la nuova giunta agevolando un “passaggio di consegna” per quanto riguarda l’amministrazione condivisa e i Patti di collaborazione, ma anche nello spiegare le potenzialità e i risultati di questo strumento. È interessante sottolineare come, dunque, un cambio politico nell’amministrazione non abbia impedito al Patto di continuare, ma anzi ha continuato a supportarlo dato l’impatto positivo che ha avuto la trasformazione di questo bene culturale in bene comune nell’interesse di tutti.
Un patrimonio vivo e vissuto
I risultati della collaborazione sono concreti: l’ex Convento dei Cappuccini, un meraviglioso complesso monumentale di interesse storico e culturale, è finalmente tornato a vivere. La struttura, quasi totalmente distrutta dal terremoto del 1968, era stata consolidata e ricostruattività culturaliita negli anni 2000 con una imponente struttura in ferro e acciaio. Al restauro, tuttavia, non era seguita una riapertura del luogo alla cittadinanza. Grazie al Patto, oggi l’ex Convento è un centro culturale che ambisce a coinvolgere sempre più realtà del territorio, rigenerando l’identità stessa del vecchio centro di Salaparuta. Oltre alle giornate di apertura e ai concerti del Coro, a dicembre 2024 le due associazioni hanno organizzato con il Cesvop una passeggiata dai ruderi di Poggioreale all’ex Convento di Salaparuta, con la partecipazione delle scuole, della cittadinanza e di altre associazioni delle due città. In quell’occasione, il complesso ha ospitato le diverse associazioni per attività musicali e ricreative coi bambini, ponendo le basi per reti e collaborazioni più continuative tra Amministrazioni e realtà del Terzo Settore locali.

Evento del 2024: passeggiata dai ruderi di Poggioreale all’ex Convento di Salaparuta (fonte: sindaco Michele Saitta)
Prospettive future
Rimangono aperte alcune sfide, ad esempio come presidiare la continuità e sostenibilità a lungo termine dei Patti e un pieno sostegno amministrativo. Il passaggio tra Amministrazioni diverse ha richiesto un lavoro di analisi dei Patti esistenti e di nuova promozione dello strumento. In questi casi, la presenza di intermediari come il Cesvop risulta decisiva nell’accompagnare le nuove giunte nella comprensione dello strumento. Tuttavia, come ben sappiamo, il cambiamento più importante deve avvenire all’interno dell’Amministrazione: senza il sostegno e un’adeguata formazione di chi i Patti li deve mettere in pratica – i dipendenti comunali – il pieno sviluppo di questo strumento risulta ancora difficoltoso, soprattutto in un ambito delicato come quello del patrimonio culturale.
Immagine di copertina: L’ex Convento dei Cappuccini di Salaparuta dopo l’intervento di restauro (Fonte: sindaco Michele Saitta)
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