Nel comune di Verona, dove da nove anni si sperimenta il Regolamento per l’attuazione della sussidiarietà orizzontale mediante interventi di cittadinanza attiva, un percorso collettivo che coinvolge cittadini e associazioni porta alla riapertura di un’edicola sociale – a quanto pare, “l’unica del Veneto e una delle poche in Italia” – che diventa così un bene comune. Situata in una piazza che è porta di accesso alla città e al tempo stesso ai suoi margini, tale edicola diviene, nel 2023, hub sperimentale grazie ad un Patto di sussidiarietà.
Una sperimentazione positiva
Sono molti gli elementi che rendono virtuoso il Patto, uno è senz’altro il processo. Un nucleo della rete di soggetti proponenti, dal 2016 al 2023, svolge un presidio del giardino dell’ex istituto statale d’arte Nani e della casa del custode ad esso annessa, a soli 300 metri dall’edicola, lungo Via Venti Settembre. Il presidio diventa progressivamente processo di sviluppo di comunità: a partire da un servizio di custodia, regolato da un rapporto di tipo convenzionale con l’Ente volto principalmente a contenere gli episodi di microcriminalità di cui era teatro il giardino da quando è stato reso spazio pubblico, questo diventa punto di riferimento e di incontro per cittadine e cittadini, generativo di idee e proposte.
Dopo un periodo di attività l’associazione D-Hub, contraente della convenzione, ha l’intuizione di proporre al Comune la sperimentazione di un Patto si sussidiarietà con lo scopo di organizzare, tra l’altro, attività aggregative in autogestione fuori dall’orario minimo regolato dalla convenzione.
Una soglia che si apre
Il Patto viene stipulato nel 2019 e nel 2022 l’esperienza vive una trasformazione: gli spazi del giardino ex-Nani diventano oggetto di un cantiere di ristrutturazione del palazzo dove aveva sede l’istituto scolastico; si crea così la necessità di trovare nuovi punti di rifermento nel quartiere dove sperimentare le attività. Al contempo, l’edicola presente nella vicina P.zza XVI Ottobre viene ceduta gratuitamente al Comune, a seguito della definitiva cessazione dell’attività commerciale. Questa doppia circostanza si rivela una combinazione fortunata: l’energia dei pattisti si ricolloca e nel 2023, grazie ad un Patto di sussidiarietà, permette la riapertura dell’edicola.
Il Patto coinvolge attori sociali attivi sul territorio, tra cui un gruppo informale, associazioni, un’impresa sociale e vede D-Hub soggetto capofila. Successivamente allo scadere della sua durata di due anni viene confermata la sua prosecuzione fino al 2028.

Momento di confronto, Credit D-Hub.
Un presidio generativo
Maria Antonietta Bergamasco (associazione D-Hub), Chiara Tonini (Residenti in via Venti Settembre Social Street) e Franca Lizzi (associazione Vive Versioni Progetto Riciak) ci raccontano, nella loro veste di proponenti, cos’è diventata l’ex edicola: un presidio civico, punto di riferimento e aggregazione, spazio generativo motore di trasformazione sociale in una piazza culturalmente viva quanto problematica. Sospesa tra centralità e margine per la sua collocazione a ridosso di una delle porte di accesso alla città e situata in una piazza interessata da fenomeni di spaccio, la sfida va oltre il tenere aperta una struttura.
Le attività che animano l’edicola e la piazza sono numerose e spaziano dall’ascolto, all’orientamento ai servizi pubblici, al supporto alla digitalizzazione, all’informazione e sensibilizzazione sulla riduzione del rischio e del danno relativo all’uso di sostanze psicoattive; da azioni di animazione culturale in connessione con festival e rassegne di quartiere volte a valorizzare le esperienze del territorio (come ad esempio il Veronetta festival) ad iniziative di valorizzazione dell’artigianato e delle botteghe di prossimità (è il caso del Veronetta Market e del Mercato della terra); dal bookcrossing, alle attività di design thinking e co-progettazione per arredi fino ad iniziative di carattere ambientale (come la promozione della mobilità sostenibile e le passeggiate ecologiche in quartiere).
Continuità e sostenibilità dell’esperienza
Lisa Lanzoni, responsabile del Servizio Terzo settore e Patti di sussidiarietà del Comune e referente del Patto, evidenzia come la prosecuzione dell’esperienza sia stata naturale, alla luce del raggiungimento degli obiettivi prefissati e della generatività dimostrata. Una generatività tradottasi nell’ampliamento della rete di amministrazione condivisa, nella conseguente implementazione delle azioni e dei servizi proposti e nella capacità di mantenere vivo il coinvolgimento dei volontari, grazie alla possibilità di contribuire attraverso una formula di impegno flessibile e sartoriale.
Attualmente, a dare slancio al Patto è stata la vincita del bando STeP, con il progetto Buone nuove – abitare un’edicola per abitare un quartiere, sostenuto da Fondazione Cariverona con un contributo di 116.000 euro. Il bando ha rappresentato un vero punto di svolta: ha consolidato le attività già previste dal Patto, ne ha introdotte di nuove e ha consentito un significativo ampliamento delle ore di apertura dell’edicola – più che raddoppiato – generando occasioni lavorative e rafforzando così il presidio civico della piazza.

Video-pillole di welfare, credit D-Hub
Processo, collocazione nel contesto urbano e dimensione dello spazio oggetto del Patto sono tre elementi che lo rendono virtuoso: l’edicola mantiene nel tempo il suo carattere di presidio civico, punto di incontro e confronto. Questi hanno permesso alle realtà firmatarie di aprirsi all’esterno, mettersi in ascolto e trasformare i bisogni intercettati in una leva strategica per le azioni future.
In questi due anni di sviluppo del progetto sarà fondamentale capire quale modello costruire per il futuro, considerando che, successivamente alla conclusione del progetto, si potrebbe verificare una contrazione delle ore di presidio. In questo scenario, l’auspicio è che l’Amministrazione scelga di sostenere il processo con ulteriori strumenti dell’azione pubblica, sempre ispirati al paradigma collaborativo.
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