Patto di collaborazione per il progetto " Giovani Colleluna "

A Terni multiculturalità , giovani e aggregazione intorno a un urban common

Un cosiddetto urban common che, per la sua collocazione e dimensione, ben si presterebbe alla realizzazione di molteplici progetti in grado di coinvolgere tutti gli abitanti e le diverse associazioni che da anni animano il territorio.

Un progetto per la multiculturalità 

In questo scenario collettivo, come in molte altre città  italiane, si inserisce l’attuale tematica dell’immigrazione e dell’accoglienza. La progressiva presenza di famiglie e giovani stranieri, nonché le generali contingenze storico-politiche, dovrebbero indurre l’intera società  a riflettere su una nuova concezione di cittadinanza, che consenta all’individuo di potersi effettivamente sentire parte integrante di una comunità . Per questo, la riappropriazione e la cura degli spazi in cui viviamo, la promozione di eventi che riportino alla convivialità  e alla conoscenza di diverse culture, ci consentono di ripristinare legami di solidarietà  sociale in un ambiente che sfugge da logiche di intolleranze e paure.

Proprio per promuovere questi valori, nella città  umbra, dopo l’adozione del Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, sono stati intrapresi dei percorsi partecipativi volti alla rielaborazione di politiche giovanili e sociali che consentiranno di stringere alleanze tra amministrazione e cittadini attivi.

Concretizzazione di questo percorso è stato il Progetto ” Giovani Colleluna ” , presentato la scorsa estate dal comune di Terni insieme ad alcuni soggetti del Terzo Settore, con il quale si vuole fare dell’accoglienza l’elemento di congiunzione tra la cura dei beni comuni e lo sviluppo di innovative politiche sociali.

Il Patto: giovani contro il degrado urbano

Tra le organizzazioni coinvolte nel Progetto vi è l’Arci, la quale ha proposto al comune di stipulare un Patto di collaborazione per la rigenerazione del Parco Anallergico attraverso il coinvolgimento di alcuni ragazzi di origine straniera. L’associazione è infatti affidataria della gestione del progetto di accoglienza integrata della rete SPRAR (Sistema di protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati), per la categoria minori non accompagnati. Tale sistema ha come obiettivo l’inclusione socio-economica del rifugiato, ed è finanziato, previa richiesta dell’amministrazione locale, grazie a contributi stanziati dal Ministero degli Interni attraverso il FNPSA (Fondo Nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo).

Gli obiettivi da realizzare

Sicuramente il fine è quello di sviluppare un luogo di aggregazione giovanile in cui i nuovi abitanti del quartiere possano integrarsi con il resto della cittadinanza e di co-progettazione permanente, poiché è prevista la costituzione di un laboratorio urbano al quale parteciperanno i referenti del Patto e tutti gli altri soggetti che vorranno aderire. Si potranno cosìpromuovere iniziative ricreative e interculturali, dallo sport alla musica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle norme di sicurezza.

I protagonisti saranno soprattutto i ragazzi maggiorenni che terminano il percorso SPRAR, per i quali il comune ha previsto, tramite l’Arci, la concessione di un appartamento sito in Campitelli. Essi infatti si occuperanno della cura e dell’animazione del parco, svolgeranno attività  di manutenzione del verde insieme ad altri volontari e seguiranno corsi di formazione tecnico-pratici, al fine di renderli cittadini autonomi.

Il Patto di collaborazione è lo strumento che darà  continuazione ad un lavoro sinergico tra comune, mondo del volontariato e singoli cittadini ed ognuno, nel rispetto dei propri ruoli, si impegnerà  responsabilmente per migliorare la qualità  della vita nel quartiere.

LEGGI ANCHE: