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La comunicazione come strumento di inclusione e partecipazione: i patti di Genova e Trento

Genova e Trento: due patti in cui innovazione tecnologica e dialogo divengono le chiavi del cambiamento, utilizzate per ricostruire il rapporto tra la comunità  locale e gli organi di governo

Considerare i cittadini una risorsa, è questo uno dei principi essenziali dei Patti di Collaborazione. Non solo per la capacità  di prendersi cura dei luoghi della propria città, dalle aree verdi sino a immobili abbandonati o sottoutilizzati, come raccontano tante esperienze maturate in tutto il nostro Paese.

Ma anche per delineare un nuovo modello di pubblica amministrazione, per esempio, in tema di informazione e comunicazione considerate, ormai, un elemento essenziale e funzionale per il governo locale e lo sviluppo del territorio.

Dall’informazione alla partecipazione

È questa la chiave di lettura di due Patti di Collaborazione, uno a Genova e l’altro a Trento, che considerano la comunicazione e l’informazione non semplicemente un obbligo ma uno strumento che produce coinvolgimento e partecipazione. Un risultato raggiunto attraverso strade diverse: a Genova grazie ad un cittadino che offre la sua collaborazione per accogliere i cittadini del VI Municipio e assisterli nell’interpretazione e compilazione della modulistica, a Trento con una piattaforma per fornire ai cittadini informazioni utili in tempo reale.
In ambedue i casi vengono garantiti ai cittadini accesso alle informazioni, conoscenza, partecipazione. Un modo diverso di guardare e risolvere le criticità legate al rapporto con la pubblica amministrazione. Da parte dei cittadini superando la sterile e inutile critica sulle inefficienze che spesso caratterizzano i servizi pubblici, da parte dell’amministrazione costruendo un’alleanza sulla base dell’“autonoma iniziativa dei cittadini”.
In questi due patti innovazione tecnologica e capacità di ascolto e dialogo divengono le chiavi del cambiamento utilizzate per ricostruire il rapporto tra la comunità locale e gli organi di governo facilitando lo scambio di informazioni anche all’interno dell’organizzazione.

Accogliere i cittadini

Nello specifico il Municipio IV Medio Ponente attraverso la valorizzazione delle competenze offerte da Bruno Pastorino fornisce ai cittadini informazioni sui servizi erogati dal Municipio e da altre Direzioni comunali e offre il supporto per l’individuazione e la compilazione della modulistica. Una figura, dunque, che si pone a metà strada tra i cittadini e l’amministrazione e, grazie alle sue competenze messe a disposizione della comunità, colma una lacuna e garantisce alle persone in difficoltà la fruibilità dei servizi e l’esercizio dei propri diritti.

Creare una community

Il Comune di Trento, invece, ha sottoscritto un Patto di Collaborazione con la società Top Evolution srl per la realizzazione di una piattaforma interattiva fra la community di Shelly e l’amministrazione comunale per raccogliere e fornire, in tempo reale, informazioni in modo geolocalizzato con chi abita la città. Le informazioni a disposizione del singolo vengono messe a disposizione di tutti, anche dell’istituzione che può utilizzare lo stesso mezzo per fornire notizie di pubblica utilità.
Che sia fatta attraverso l’assistenza front office di un cittadino oppure attraverso una piattaforma informatica la comunicazione, in ambedue i casi, può essere letta come una leva del cambiamento che dall’autoreferenzialità della pubblica amministrazione arriva, grazie alla collaborazione, ad essere espressione della collettività che rappresenta. Dove il confine tra amministratori e amministrati cede il passo ad una diversa concezione dei ruoli dove quello che conta davvero sono le persone, ognuna considerata risorsa per il resto della comunità. La comunicazione diviene così non semplicemente un obbligo cui rispondere ovvero un diritto da pretendere e esercitare. Fare comunicazione diviene espressione concreta del fare rete all’interno delle istituzioni e tra queste e la comunità di riferimento.

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