Dalla scuola ai parchi, dai beni culturali fino agli edifici rigenerati, la cura dei beni comuni da parte dei cittadini attivi rivela un'Italia responsabile e solidale
Storie e notizie

Cittadinanza attiva e amministrazione condivisa dei beni comuni

Dai casi pre-Regolamento ai casi oggetto dei Patti di collaborazione

Quello del 2015 è il primo Rapporto annuale di Labsus ed è arrivato alla fine del primo anno della lunga e intensa marcia del Regolamento per l ' amministrazione condivisa, presentato a Bologna il 22 febbraio 2014. La sezione Beni comuni del portale di Labsus, all ' inizio del 2016, è in procinto di ampliarsi, insieme con il portale stesso e soprattutto insieme alla stessa identità di Labsus.

Sin dalla sua nascita, nel 2005, il Laboratorio per la sussidiarietà ha infatti raccolto e valorizzato, attraverso un attento e costante lavoro redazionale, circa 500 esperienze di cittadinanza attiva che, in giro per l’Italia, si manifestavano nella loro forza trainante e mostravano le potenzialità di quell’Italia che Gregorio Arena definisce ” attiva, responsabile e solidale ” . Nel corso del 2014, dopo la progressiva adozione del Regolamento da parte dei comuni italiani e la stipula dei primi Patti di collaborazione, Labsus diventa soggetto di un mutamento amministrativo e istituzionale del quale con interesse ed entusiasmo propulsivo continua a seguire gli sviluppi.

I casi, i Patti e la sezione Beni comuni

In questo quadro, anche la sezione Beni comuni cavalca l’onda del cambiamento: dopo dieci anni, si prepara ad accogliere l’approfondimento non solo dei cosiddetti ” casi pre-Regolamento ” , di cura condivisa dei beni comuni da parte della cittadinanza attiva, ma anche di casi oggetto dei Patti di collaborazione. Nel corso del 2016, infatti, la sezione ospiterà l’analisi e l’approfondimento sia di casi ” spontanei ” sia di casi oggetto di Patti di collaborazione.

In vista di tale cambiamento, ci si trova in questa sede a riflettere su alcuni dei casi significativi che sono stati raccolti nel Rapporto Labsus 2015: in tutto ventiquattro casi, tra il 2008 e il 2015, che coprono spazialmente l’Italia da Sud a Nord e che abbracciano quasi tutti i temi più rilevanti nelle pratiche di cittadinanza attiva. La caratteristica dei casi ospitati nella sezione Beni comuni di Labsus.org è prevalentemente quella della continuità delle esperienze nel tempo: sono stati raccolti nella sezione infatti quei casi che non sono stati considerati solo come esperienze ” spot ” , ma che hanno dato vita a pratiche di cura che i cittadini attivi portano avanti nel corso del tempo.

I casi nel Rapporto Labsus 2015

Spaziando dalla scuola ai parchi, dai beni culturali fino agli edifici rigenerati, i beni comuni ” tutelati ” e valorizzati dai cittadini hanno comportato la tutela e la valorizzazione anche dei cosiddetti ” meta-beni comuni ” , che vanno dall’ambiente alla famiglia, dall’integrazione alla legalità , dalla mobilità sostenibile alla vivibilità urbana e alla coesione sociale. E proprio la coesione sociale, il rafforzamento dei rapporti sociali primari basati sulla fiducia, è uno dei cardini della ” liberazione delle energie ” che le pratiche di cittadinanza attiva hanno portato.

Se il cambiamento è prima di tutto culturale, la sezione Beni comuni di Labsus ne ha dato una costante e appassionata certificazione. E l’Italia che esce dalle pagine del Rapporto è un’Italia attiva e responsabile: dai Briganti del rugby di Librino (Catania 2012), dove il ” Campo San Teodoro Liberato ” ospita varie attività per cittadini e soprattutto per i giovani in un quartiere noto per il forte radicamento della criminalità organizzata, all’esperienza di Mirabello Monferrato (Alessandria 2013), colpita dal dramma dell’Eternit, dove i cittadini attivi hanno dato vita al primo sportello di bonifica dall’amianto in Italia.

Ancora, interessantissime sono le esperienze nelle scuole, dove la diffusione della cultura per il rispetto per l’ambiente passa attraverso la mobilità sostenibile con il Pedibus (Genova 2008) e la cultura dell’integrazione e della multietnicità passa attraverso un doposcuola autogestito nella Scuola Pisacane di Roma (Roma 2013). Significative sono anche le esperienze di rigenerazione e cura di beni culturali: a Bosco Minniti (Siracusa 2014) una torre medievale di avvistamento, presente in un condominio, è stata restaurata ed è disponibile per la visita da parte di scuole e turisti; a Novara, il Comitato d’amore per Casa Bossi costituisce un esempio di mobilitazione civica per la rigenerazione di un edificio storico.

I casi ” pre-Regolamento ” presentati nel Rapporto Labsus 2015



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