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Berlino “annaffia” il quartiere

Preservare gli alberi attraverso il nuovo progetto del CityLAB: un obiettivo comune per sentirsi ancora più parte della città e migliorare la qualità della vita di tutti
Berlino annaffia il quartiere copertina

A cosa servono gli alberi in città? È una domanda a cui la maggior parte delle persone non sa rispondere perché sembra ovvio: al comfort ambientale. Ma cosa è – in concreto – questo comfort ambientale? L’ombreggiamento è uno di questi fattori che tanto ci è caro, tutti adoriamo leggere un libro sotto un albero o riposarci su una panchina. Chi non ama aprire le finestre e vedere un parco verde? La verità è che però la diminuzione di aree verdi nelle città è un fenomeno sempre più frequente e ciò nel panorama moderno sta comportando una serie di problemi al clima e al malfunzionamento dello smaltimento delle acque. Il cosiddetto fenomeno dell’isola di calore è dovuto anche a questo e vi sono nel mondo città che sono totalmente prive di alberi: difficile crederlo, ma è così. In un periodo dove si è visto morire tra le fiamme metà foresta Amazzonica, più di ogni altra cosa è nostro dovere proteggere ciò che ci permette di vivere in un ambiente salubre: gli alberi.
Questo principio è stato preso a cuore dall’Associazione CityLAB a Berlino, che con un piccolo gesto sta “rivoluzionando” la capitale tedesca.

CityLAB sguardo al futuro

Il CityLAB Berlin è un laboratorio finanziato e gestito dalla Fondazione per la Tecnologia di Berlino, che punta sul futuro della digitalizzazione e quindi a ripensare i processi esistenti abbattendo le barriere sociali, creando – insieme – nuove forme di partecipazione dei cittadini. La direttrice Julia Zimmermann afferma: «Siamo un team piccolo, ma agile, che lavora insieme e condivide le idee in modo molto collaborativo». Rappresentanti delle autorità pubbliche, della società civile, del mondo accademico e delle start-up lavorano per sviluppare nuove idee per garantire e migliorare la qualità della vita a Berlino.
Il laboratorio è sperimentale e comprende un lab digitale, uno spazio di coworking gratuito e un luogo per eventi aperto a tutti, che mira alla realizzazione delle migliori innovazioni per costruire la città del futuro.

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“Gieß den Kiez” (Annaffia il quartiere): gli alberi sono un patrimonio

Il clima sta cambiando a Berlino e le mutazioni compromettono la stabilità della città, mettendo in seria difficoltà l’intero sistema ambientale. Il Progetto “Gieß den Kiez”(Annaffia il quartiere), nato proprio per contrastare questa deriva, si muove dalla consapevolezza acquisita dall’associazione CityLAB che ha constatato negli ultimi due anni un aumento della siccità e la conseguente perdita del 20% degli alberi cittadini (dai dati disponibili sul sito web della Federazione tedesca per l’Ambiente e la Conservazione della Natura). Così è nata questa piattaforma sperimentale che utilizza gli open data già disponibili sulle piattaforme governative e permette ai cittadini attivi di partecipare all’iniziativa e conoscere le specie arboree. È stata realizzata anche una guida scaricabile dal sito web di CityLAB Berlin per conoscere nel dettaglio la piantumazione ecologica degli alberi di strada (Begrünung von Baumscheiben – aber richtig!). L’iniziativa consiste nel collaborare alla manutenzione degli alberi creando una rete sociale, un ponte nella città con coloro che vogliono prendersi cura di questi beni comuni – gli alberi – innaffiandoli.
Quindi “Gieß den Kiez” è uno strumento di connessione che combina gli open data – dati aperti – in una mappa: «collega le persone, democratizzando così lo spazio».

L’Open Street Maps: Opendata che democratizzano lo spazio

L’ispirazione di “Gieß den Kiez” nasce da un progetto realizzato a New York, dove gli utenti possono cliccare sulla mappa web la localizzazione di un qualsiasi albero e comprendere quali sono gli effetti che ciò comporta in termini di costi, sul clima e sul consumo di CO2. Attraverso la piattaforma tedesca sono stati già mappati 627.000 alberi in base ad età, specie, manutenzione e bisogno di quantità d’acqua. Gli utenti possono anche indicare quando si sono presi cura del loro albero e se questo ha ricevuto sufficiente acqua piovana negli ultimi 30 giorni. Tutto ciò è possibile anche grazie ai dati ottenuti dal Servizio Meteorologico Tedesco, che aggiorna i dati quotidianamente.

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Cittadini, utenti volenterosi

La direttrice del progetto Julia Zimmermann è molto soddisfatta dei progressi raggiunti. Attualmente sono più di 1.000 gli utenti che si prendono cura di più di 7.000 alberi, beni comuni verdi. «Si sentono come se fosse il loro albero, anche se ovviamente non è un loro patrimonio privato», afferma con orgoglio Zimmermann. L’utilizzo di strumenti digitali open source come OSM (Open Street Maps) è stato essenziale per ottimizzare il risultato, ma ciò che ha veramente permesso la crescita di questa iniziativa sono stati i feedback degli utenti stessi che hanno aggiornato costantemente le informazioni sui dati, confermando o respingendo le proposte.

Ispirazione per altre città

La città di Lipsia si è rivolta al CityLAB per replicare il progetto, poiché presenta politiche pubbliche e iniziative di gruppo valide da molti punti di vista, che puntano ad altri possibili modi di vivere. Già si sono visti gli effetti benefici sul territorio e come questi open data hanno un riscontro positivo in merito alla rigenerazione urbana non solo del quartiere, ma anche come effetto benefico sull’intera città.

Perché è importante?

Gli “alberi di strada” non hanno vita facile, specialmente in questi anni, che sono sottoposti a notevoli cambi di temperatura inusuali, senza contare l’inquinamento del suolo e i fumi di scarico. Di conseguenza, l’ambiente si ribella. Il cosiddetto Global Warming ci ha aperto gli occhi e ha ribaltato la nostra realtà cambiando i nostri punti di vista. Il CityLAB con la sua iniziativa mette in campo quello che è un nostro dovere: prenderci cura del nostro bene comune, forse più prezioso. Gli alberi, l’aria, sono strettamente connessi e preservare questi beni è come preservare la nostra stessa esistenza.

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