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"Gli Enti Locali devono imparare a fare rete con la società  civile e tutti noi dobbiamo imparare a condividere saperi e competenze"
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A Cortona, nella Val di Chiana, approvato il Regolamento per la cura dei beni comuni

Un nuovo Comune si aggiunge alla lista delle amministrazioni del Regolamento di Labsus

Cortona, lo scorso 22 dicembre in consiglio comunale, quasi all ' unanimità  ha adottato il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Labsus ha intervistato l'assessore all'ambiente e  relatore del provvedimento, contenuto nella delibera n.82/2014, Andrea Bernardini.

Cortona. Poco più di ventimila abitanti, tra Umbria e Toscana, nel mezzo della Val di Chiana. Un comune ricco di cultura e storia. Qui ha sede, all’interno di Palazzo Casali, il Maec – il Museo dell’Accademia Etrusca e della città  di Cortona – dove sono esposti alcuni tra i più straordinari capolavori della civiltà  etrusca. Non solo. Da queste parti è stato girato uno dei film più importanti del cinema italiano: ” La vita è bella ” di Roberto Benigni. Ma queste sono soprattutto le ” terre ” in cui si è sempre praticato, a livello locale, il buongoverno e la buona politica, dalla Repubblica fiorentina sino ad ora.

Per una buona amministrazione, Bernardini: “Condividere saperi e conoscenze”

L’approvazione avvenuta lo scorso 22 dicembre in Consiglio comunale, quasi all’unanimità  (sei astenuti, nessun voto contrario) del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani è un passo che sicuramente va in quella direzione. Come spiega a Labsus l’ingegner Andrea Bernardini – assessore all’ambiente del comune di Cortona e relatore del provvedimento, contenuto nella delibera n.82/2014 – ” Abbiamo fatto nostro il progetto del regolamento, cosìcome stanno facendo tante altre città  in Italia, perché intendiamo fare della partecipazione dei cittadini alla cura dei beni comuni un tratto distintivo dell’amministrazione ” .
” Ci è sembrato (il Regolamento) un ottimo meccanismo di coinvolgimento della cittadinanza in tale attività  ” , ha aggiunto Bernardini: ” nella profonda convinzione che gli Enti Locali debbano imparare a fare rete con la società  civile e che tutti noi dobbiamo imparare a condividere saperi e competenze ” .
Da sempre la Regione Toscana è stata attenta alla tutela del territorio e in particolare delle sue bellezze, e in effetti, prosegue il giovane assessore: “sono comunque numerose in tutta la Regione le esperienze di tutela dei beni comuni, solo che talvolta mancano di una progettazione organica e strutturata; invece, con questo regolamento a cui già  altre amministrazioni della Valdichiana stanno guardando, si potranno progettare e curare in maniera partecipata intere zone dei nostri Comuni ” .
C’è consenso, in generale, tra molti primi cittadini italiani, rispetto all’atto normativo che l’amministrazione comunale di Bologna ha redatto insieme a Labsus per colmare il vuoto normativo presente nella Costituzione, laddove si enuncia il principio di sussidiarietà  orizzontale (art. 118, c. 4) ma senza prevederne le sue prassi attuative. Lo testimonia il fatto che a quasi anno dalla sua redazione (il Regolamento compirà  il prossimo 22 febbraio un anno di vita) sono ventuno i comuni che in Italia hanno provveduto ad adottarlo. Tra cui vi sono: Bologna, Siena, L’Aquila, Casal di Principe, Orvieto, Brindisi, e da ultimo, appunto, Cortona. Dove è stato approvato in Consiglio comunale a neanche sei mesi dall’insediamento della nuova giunta, a testimonianza – secondo l’assessore Andrea Bernardini – ” che il Regolamento è stato visto sia dagli amministratori sia da gli stessi dirigenti comunali come un’opportunità . Che, ovviamente, non chiede ai cittadini di sostituirsi ai compiti che spettano e spetteranno sempre alle amministrazioni comunali, ma vuole trasmettere quella consapevolezza di far parte tutti di una stessa comunità  ” .
Queste sono certamente storie di buona amministrazione, pagine di buona politica, che vengono scritte ogni qualvolta che le risorse umane, relazionali, sociali e tecniche di cui dispongono i cittadini sono valorizzate dalle istituzioni, nella conservazione di un patrimonio che non è né pubblico, né privato ma comune. E’ cioè un insieme di affetti, conoscenze, energie, linguaggi a cui tendere.

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